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Dell’accorciamento del braccio

La Norvegia è cara. Non l’abbiamo certo scoperto oggi ed eravamo moralmente preparati. Dopo due giorni a fregarcene, ieri ci si sono improvvisamente accorciate le braccia.
Siamo partiti per colazione. Dopo gli oltre 10 euro spesi l’altro giorno per due caffè americani e croissant, siamo andati all’Eurospar e ci siamo presi dei biscotti, che abbiamo accompagnato al free coffee and tea dell’hotel. Del resto, avevamo la gita in battello e io avevo timore del mal di mare. Rientrati verso le 12.30, abbiamo optato per un parco hot dog in un simil non 7eleven. A metà pomeriggio abbiamo sbracato: visita in un famoso pub locale con degustazione di birre. Lì ci siamo rimessi in media col budget… Un po’ storti siamo quindi tornati in hotel e… ci siamo buttati sui waffle gentilmente offerti (non che fossero lì pronti, te li dovevi fare, col preparato e la macchina messi a disposizione). Sono serviti a fare base (e assorbire…) al punto che… abbiamo saltato la cena!
Ok, per un giorno abbiamo mangiato schifezze, da domani si torna in carreggiata.

(Nella foto, il bancone con oltre 40 spine. Ne abbiamo assaggiate 7)

Squaraus

La mattina del quarto giorno georgiano segna i primi caduti sul campo. A colazione in diversi accusano problemi gastrici. Il piatto locale (un pane tipo pizza ricoperto di formaggio o ripieno di carne) comincia a mietere vittime. Anche gli altri piatti, prettamente di verdure ma sempre un po’ speziati e pasticciati, non sono digeribilissimi.

Personalmente decido, in via preventiva, di stare leggero a colazione: the, pane locale con marmellata locale, dolce al cucchiaio che somiglia ad una panna cotta al cocco e per chiudere un uovo sodo. Il rotolo di sfoglia con dentro un würstel mi ispira ma per oggi lo lascio lì…

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