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Too Good to go: una app contro lo spreco alimentare

Sprecare cibo è una cosa spregevole. Quando mi capita, a casa, che qualcosa vada a male (purtroppo non così raramente come vorrei) mi arrabbio sempre come una belva.
Se nelle nostre case il problema è sentito, figuriamoci negli esercizi commerciali. Per fortuna qualcosa si comincia a muovere e, l’altro giorno, mi hanno fatto conoscere una app molto interessante: Too Good to go.
Il concetto di base lo vedete spiegato nel video qui sotto. In poche parole i negozi che aderiscono, preparano dei box “a sorpresa” con della merce buona ma che andrebbe buttata (magari a fine giornata) e che quindi cedono a prezzo di favore. Ovviamente si sa genericamente il tipo di articoli: panetteria, dolciumi, prodotti freschi (perchè aderiscono anche i supermercati carrefour).
Mi riprometto di provarla al più presto, perchè è un’ottima idea.

Squaraus

La mattina del quarto giorno georgiano segna i primi caduti sul campo. A colazione in diversi accusano problemi gastrici. Il piatto locale (un pane tipo pizza ricoperto di formaggio o ripieno di carne) comincia a mietere vittime. Anche gli altri piatti, prettamente di verdure ma sempre un po’ speziati e pasticciati, non sono digeribilissimi.

Personalmente decido, in via preventiva, di stare leggero a colazione: the, pane locale con marmellata locale, dolce al cucchiaio che somiglia ad una panna cotta al cocco e per chiudere un uovo sodo. Il rotolo di sfoglia con dentro un würstel mi ispira ma per oggi lo lascio lì…

La pasta norvegese

Ok, i cartelloni turistici dell’ente di promozione norvegese saranno uguali per tutto i paesi. Però pubblicizzare le prelibatezze culinarie nordiche, in Italia, con la foto di questa agghiacciante pasta e cozze mi sembra un filo azzardato.

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Olimpiadi del cibo

Dopo un weekend impegnativo dal punto di vista gastronomico, mi interrogavo sulle diverse tipologie di mangioni. Anche per capire se sono una buona forchetta come una volta. Vi anticipo che, dopo i tre piatti di trippa domenica sera, la risposta è sì.
Passiamo però a vedere diverse tipologie umane a tavola.
I due tipi più classici sono il centometrista, che divora qualsiasi cosa gli si ponga d’innanzi alla velocità della luce, e il mezzofondista, in grado piano piano di spazzolare grandi quantità di cibarie. Ci sono però tipologie più sofisticate, tipo il sollevatore di pesi. La sua peculiarità è quella di concentrarsi su singole portate di dimensioni da record. Ricordo per esempio una fantastica T-bone da un chilo e sei nello Utah, che il mio amico Simon spazzolò con tanto di contorni e complimenti della cameriera. Io chi sono? Direi che mi definirei un decatleta. Il mio campo di battaglia naturale sono i pranzi di nozze: datemi mezz’ora tra una portata e l’altra e vi solleverò il mondo. Voi? In che sottotipo siete?

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