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Non tutti i mali vengono per nuocere
Ieri mattina ho sbagliato clamorosamente l’ora di un’udienza. Non proprio clamorosamente: avevo calcolato di arrivare in anticipo, pensando fosse alle 11.20; invece era alle 11.40. Mi sono quindi trovato con un po’ di tempo da perdere e così mi sono fatto un giro al Giardino della Guastalla. Era così caldo che neppure gli studenti (beati loro e beati i tempi andati) stavano sui prati a studiare (aka: cazzeggiare). La giornata era comunque stupenda e il posto merita sempre.
Grosso market a Chinatown
Settimana scorsa mi sono ritrovato a fare un giro in Paolo Sarpi, la Chinatown milanese. Non è una zona che frequento spesso, per usare un eufemismo, ed ero molto incuriosito dai supermarket cinesi. Se devi fare le cose, falle bene. Mi sono detto. Così sono entrato nel Oriental Mall, una grossa galleria commerciale che hanno aperto già da qualche anno. Inutile dire che la maggior parte dei prodotti che si trovavano nel supermercato al suo interno non li trovi certo dal sig. Caprotti. Interessante ed educativo, anche il passaggio alla cassa dalla commessa che non parlava una sola parola di Italiano.
Expo: farsi belli in spinning
Se c’è una cosa che il people watching mi ha insegnato è che quelli che si vantano di più in palestra sono quelli che partecipano ai corsi. Quelli che si bullano di più tra quelli che partecipano ai corsi sono quelli che fanno spinning. Cosa c’entra Expo? E che cavolo, anche voi, un po’ di pazienza! Uno degli sponsor dell’evento è una nota azienda di macchinari per il fitness. Ha diversi corner in giro per Expo ma a cascina Triulza ha un spazio particolare: in pratica fanno delle dimostrazioni di spinning, dove una serie di agguerritissimi amanti di questa disciplina ci danno dentro tronfi di se stessi. Sinceramente uno spettacolo di cui avremmo fatto a meno.
Expo: bullarsi entrando alle 18.40
Ieri, dopo il lavoro, sono andato in Expo. Per la prima volta ho provato l’ingresso dal lato metropolitana. Mi ha subito colpita il fatto che biglietteria e controllo di sicurezza fossero molto più vicini rispetto a un ipotetico punto di partenza rispetto a Cascina Merlara. Mi spiego: dalla cascina all’ingresso c’è circa un chilometro, dalla metro un centinaio di metri. Peccato però che il camminamento post controlli sia invece più lungo, quindi il pezzo a piedi da fare per arrivare al sito Expo è più o meno lo stesso.
Avvicinandomi ai tornelli notavo come, nonostante mancasse ancora tempo, già cominciasse ad assieparsi la folla di chi alle 19 sarebbe entrato col biglietto serale. Arrivo al controllo biglietti e la tipa, con malcelata supponenza mi dice “ha il biglietto giornaliero?” Sotto intendendo “lo so che non ce l’hai, sarebbe uno spreco entrare a quest’ora. Hai il biglietto serale e cerchi di fare il furbo.” Io, tronfio, ho replicato “no, ho l’abbonamento” e sono entrato.
Expo 2015: Estonia e Slovacchia
Proseguono senza troppa fretta le mie visiti in Expo e continuo a visitare nuovi padiglioni. Questione architettonica a parte, quello che ha attirato la mia attenzione è il modo in cui i diversi paesi hanno interpretato il tema dell’alimentazione. Ce ne sono alcuni, per esempio Estonia e Slovacchia, che hanno fatto dei bei padiglioni ma che non affrontano per niente il tema. In pratica sono solo un grande spot pubblicitario per il turismo di quel paese. Se si lascia questa libertà, almeno un po’ il senso della manifestazione si perde.
Darsena by night
Risultati del people watching alle ore 02.00 a.m. alla nuova Darsena.
– il motto è “non sembra neppure di essere a Milano”. Il fatto è che non lo sembra veramente.
– la frase seguente è “ma ti ricordi quando qui…”, anche se hai 20 anni e non ti ricordi neppure quando c’era il posteggio.
– se non hai un bicchiere o una bottiglia in mano sei out.
– con la bottiglia o il bicchiere in mano devi per forza farti una vasca.
– se sei under 25 hai l’alternativa dello svacco di compa in 12 su una panchina.
La Milano che cambia: il Mercato Metropolitano
Sabato sera siamo stati a provare il Mercato Metropolitano, di cui vi parlai già in un post della settinama scorsa. Si trova in zona porta Genova, in quello che mi dicono essere stata l’area della fieri di Sinigallia. All’esterno hanno messo una tensostruttura con tavolini e qualche food truck (che va tanto per la maggiore in sto periodo), all’interno (nella foto) tante botteghe alimentari, focalizzare sul consumo al momento ma non solo. Posto molto gradevole ma l’organizzazione delle casse centrali è ancora un po’ farraginosa, col risultato che appena l’affluenza aumenta è il caos. Con un paio di correttivi è un posto davvero interessante, ma non particolarmente a buon mercato. Una variante all’aperto di Eataly se vogliamo.






