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People watching ai giardinetti

No, sgombriamo subito il campo da equivoci, non mi sono dato al voyeurismo fuorilegge. Semplicemente iero ero in anticipo per una visita medica e mi sono fermato un quarto d’ora sulla panchina di un giardino pubblico tra piazzale Lotto e De Angelis. È la zona dove sono cresciuti entrambi i miei genitori e mi sono soffermato a pensare quanto siano cambiati gli abitanti del quartiere in quarant’anni.
In pratica c’erano:
– due mamme italiane con rispettivi figli
– due mamme straniere con rispettivi figli
– un tipo cazzeggiante come me ma che secondo me aveva qualcosa di losco (forse pensava lo stesso di me)
– due vecchietti da soli
– un vecchietto con badante dell’est
– quattro badanti dell’est in libera uscita.
Il fatto è che una zona molto strana ed eterogenea, a cavallo tra residenze appostano a vip e quartieri che anche nella vecchia Milano erano decisamente popolari. Un interessante people watching.

Peoplewatching da scoglio 2

Parte seconda: marcare il territorio
Tra le varie coppiette che popolano lo scoglio non si può non notare quella con il lui che marca il territorio. Non viene mai meno il contatto fisico. Nell’ordine crescente di potere di marcamento: abbracciata, mettersi con la testa sulla pancia di lei, abbraccio di nuovo ma con mano su tetta, sdraiati a fianco con mano sulla di lei patonaza.
Commento: lei verrà abbronzata a macchia di leopardo.

Peoplewatching da scoglio 1

Parte prima: la lotta per il maschio alpha
La compagnia di adolescenti sullo scoglio somiglia a un qualsiasi branco animale. Non tanto per la maleducazione, che non mi sembra ci sia, quando perché i maschi si sfidano per attestare il loro diritto di scelta sulle femmine del gruppo. Il biathlon del maschi alpha prevede prima la lotta libera e poi il tuffo coglione dallo scoglio, sottocategoria il lancio della femmina dallo suddetto scoglio.
Commento: Darwin non era un pirla.

Miss “Combinata”

Se siete un minimo lettori assidui del mio blog sapete che sono un adepto del people watching. Non vuol dire (per forza) fare gli impiccioni ma semplicemente guardarsi attorno cercando di osservare e capire chi ci circonda e le diverse dinamiche.
Se poi siete anche voi tra coloro che amano guardarsi in giro, sapete che in qualsiasi ambiente, per grande che sia, si finisce col vedere sempre “le solite facce”.
Questo lungo preambolo per dire che ieri sera ero in palestra e come al solito mi guardavo in giro mentre mi allenavo. Ad un certo punto è arrivata quella che ormai ho soprannominato miss “Combinata”, poichè detiene il titolo di mia preferita (a mani basse) tra le solite facce che vedo spesso sia in metropolitana sia in palestra. Ok, stiamo parlando di un’intersezione abbastanza striminzita, in cui probabilmente c’è solo lei, ma farebbe comunque podio anche nelle due singole categorie. Non sono comunque qua per magnificarvi una ragazza con la quale non scambierò neppure due parole in vita mia ma per parlarvi di come divertito osservavo le dinamiche che la circondavano. Si è iscritta dopo di me, quindi da massimo un paio di mesi. E’ quindi catalogabile ancora come New Entry. Ieri sera l’ho incrociata un paio di volte, tra le diverse aree ed era bellissimo vedere la prevedibilità di noi maschi. Mentre era ai pesi continuava a passare qualche tipo supergonfio ad attaccare bottone. Ancora più divertente vederla mentre correva: erano ormai le 21.30 e la palestra iniziava a svuotarsi, lei su una macchina e tre gonfi schierati a fianco, quasi facendo finta di niente, con tutte le altre macchine libere. …e dire che i gonfi di norma non corrono MAI 🙂

Lo so cosa qualche persona polemica fra voi starà pensando: ma non è meglio fare che osservare? Certo che lo è! Osservare però è fondamentale per provare almeno a limitare i propri errori e io ho imparato (sul serio? l’ho imparato???) che si combatte solo nella propria categoria di peso (e non so parlando dei gonfi)

Hey tu donna

Hey tu donna che mi giri in metropolitana con mini e calze parigine. Non ti si può neppure definire sovrappeso ma se le suddette calze le prendi troppo piccole l’effetto “insaccato che straborda” vanifica qualsiasi istinto positivo che cercavi di provocare.

People watching metropolitano

Hey tu, giovane donna in carriera che sei in piedi davanti a me in metropolitana.
Capisco che tu debba conciliare il bisogno di comodità con l’eleganza richiesta sul luogo di lavoro.
Capisco che tra borsa del pc e sacchetto della schisceta non avevi possibilità di portarti un cambio.
Capisco tutto quello che vuoi.
Però mi spieghi come ti è venuto in mente oggi, quando la migliore delle previsioni parla di secchiate d’acqua, di metterti delle scarpe basse, quasi delle ballerine???

Identikit autunno 2013

L’identikit della fanciulla milanese trendy dell’autunno 2013 è presto fatto:

– Capello lungo e liscio
– Leggins
– Stivaletto basso (meglio se borchiato)
– Eventuale cappellino alla Parappa the rapper

Hey tu signora… (People watching metropolitano)

Hey tu signora ben oltre i 60, che ti accompagni con un marito di età proporzionalmente adeguata. Non ti rendi conto che coi leggins e gli stivaletti borchiati sei ridicola?

Hey tu signora oltre i 50, con fare sinistroide disilluso dalla vita, che ti accompagni con un extracomunitario sotto i 30 anni. Scusa ma non ci credo sia amore vero. Malfidente io.

Hey tu signora over 70, attaccata come un bradipo al palo di sostegno. Posso accettare che ti offra il posto, più volte, e tu lo rifiuti ma se poi appena mi alzo ti siedi, col tuo stupido orgoglio ti ci puoi pure affogare.

Ok, troppo inviperito oggi? 🙂