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Il nazionalpopolare è nazionalprovinciale

L’altra sera guardavo X-Factor, quanto di più nazionalpopolare ci sia sul pacchetto satellitare. Prima di ogni canzone c’è una breve clip con il concorrente. Michele è un ragazzo della squadra under 25 uomini a cui il suo giudice, Morgan, per questa puntata aveva assegnato il tema de “il tempo delle mele”. Michele, ragazzo peraltro molto intelligente, che ispira simpatia e ormai mio favorito a mani basse per la finale, spiegava quindi che questa canzone lo riportava alle botte sul muso sentimentali prese nel corso della propria adolescenza. Peccato che il ragazzo si sia dovuto imbarcare in un ginepraio lessicale per utilizzare solo termini di genere neutro. Il motivo è chiaramente uno solo: non (potere?) palesare la sua omosessualità. Se usi il termine “persona” quando “ragazzo” o “ragazza” sarebbero più naturali, il motivo può essere solo quello. Siamo ancora così provinciali? Eppure SKY ha dimostrato di poter trattare, in altri contesti, temi ben più scabrosi. Però nel “nuovo Sanremo”… E non diamo sempre la colpa al cattolicesimo, perché Niki Vendola ha sempre detto di aver trovato più difficoltà a confidare le proprie inclinazioni sessuali ai dirigenti di partito (e non faceva certo parte del msi) più che al proprio parroco. Trovo triste che proprio la società italiana sia ancora così arretrata. Che non vuol dire rovesciare la situazione tra la regola, intesa come comportamento più diffuso, e l’eccezione, ma dare a tutti la possibilità sia di esprimersi. Sia questa espressione il poter dire tranquillamente che si è gay, sia il poter dire che l’omosessualità non è accettabile per il proprio stile di vita. Non fatemi citare ancora voltaire. Sostenitori e detrattori, nel reciproco rispetto, meritano gli stessi diritti. Così come una persona dovrebbe sempre essere libero di esprimere quello che è.

I Fratelli Morte (come li chiamo io) o i Fratelli Incesto (come pari li chiamino in rete)

Ho seguito xfactor e non ne ho mai fatto mistero. Non ricordo se mi sono soffermato o meno sui più odiosi e supponenti partecipanti di quest’edizione: i frères chaos.Da Gay.tv due simpatici articoli su 10 curiosità su di loro e sulla cover ironica uscita del loro primo singolo

DIECI COSE

PARODIA DI COLTIVA L’INVERNO

Una cosa buona di x-factor


Stasera c’è la finale di x-factor. Che piaccia o meno è comunque un fenomeno che sta riscrivendo alcune regole della nostra televisione. A me un aspetto piace particolarmente: presenta persone “normali” e non i decerebrati modaroli che ormai sono lo standard de “il grande fratello”, del quale forse ci siamo liberati. Guardiamo i quattro finalisti di stasera:
– cixi: una ragazza grassottella che in passato ha subito fenomeni di bullismo
– chiara: una ragazza dolce ma goffa che non ha il ragazzo e non va in discoteca, già scartata ad amici.
– ics: dice che da sempre è passato per emarginato o comunque per il diverso… E no si fatica a credergli.
– Davide: doveva essere lo sciupa femmine della trasmissione, è timido, impacciato a ballare e si emoziona a cantare certi brani.
Insomma, il programma si lascia vedere senza farci penare troppo per la sorte del genere umano.

Scusate se ci prendo

Ormai lo sapete: seguo X-Factor. Guardando i provini mi ero segnati alcuni nomi che mi piacevano per vedere un po’ dove sarebbero arrivati. Vi posto un’immagine dal mio iphone, che testimonia quando scrissi questa nota. Scusate se, in fondo, ho sbagliato solo i Prox Destination. Mara Sottocornola è quella che ha volontariamente rinunciato ai Bootcamp. Gli altri ci sono tutti…quindi direi che 4 su 5 dei semifinalisti li avevo presi.

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Granduomo nazionalpopolare intrigato

Ok, facciamo outing: io seguo xfactor. Per la seconda edizione, in pratica da quando è su SKY.
Diciamolo poi: per la prima volta, fin dai primi provini, ho una mia prediletta. Certo, per il canto ma soprattutto per il personaggio. Se la patavina Chiara domani bussasse alla mia porta per chiedermi in marito, come in un racconto di Maurizio Milani, accetterei fisso. Non è questa bellezza clamorosa ma ha quel fascino un po’ goffo che mi intriga parecchio. Ieri mi sono recuperato l’ultima puntata del live, dove ha cantato una versione tango di The Final Countdowb. Entusiasta sojo andato su iTunes a vedere se la trovavo: era il brani in testa alla classica. Forse forse gli ascolti del programma non stanno andando poi così male. Ok, sputtanandomi così, vi saluto. 🙂

X factor: dal televoto ad iTunes

X Factor è finito e, anche se da buon commercialista tifavo I moderni, la classifica dell’ultima serata è quella in cui realisticamente speravo. Finita la trasmissione e il suo televoto, il giudizio passa al mercato e la cartina di tornasole più immediata è la classifica di iTunes. Pronti via e sia quella dei single che quella degli album ricalcavano perfettamente la classifica dalle semifinali in poi. Con anche Nicole e Jessica in classifica con single ed EP. Un giorno e già l’effetto finale veniva mitigato. Posizioni invariate tra i concorrenti ma se Francesca e I Moderni rimanevano in testa a livello assoluto, gli altri (compresa la favorita della vigilia Antonella) cominciano a perdere posizioni. Peccato che Apple non dia i dati numerici dei download.
Un mio amico, pensando forse di fare così una critica, mi scriveva “x factor è come Sanremo degli anni cinquanta”. Vero, forse per questo ha successo e forse così dovrebbe essere anche oggi il festival, con meno spartizioni delle major alle spalle.

Il ritorno dei cantanti senza cognome

Una cosa che mi ha sempre colpito di X-Factor (pur senza guardarlo, l’ho visto per la prima volta quest’anno) è la totale mancanza di cognome da parte dei partecipanti. Ricordo ancora lo scorso anno: di colpo la classifica dei più scaricati di iTunes si è riempita di nomi propri… E’ scritto da qualche parte che un partecipante di X-Factor non puo’ essere presentato anche per cognome? E’ per creare un falso senso di vicinanza tra pubblico e concorrenti? Una sorta di “cantante della porta accanto”, anche tu ce la puoi fare! Mah…