Archivio dell'autore: Puck74

La sindrome del “vengo anch’io”

Nonostante sia un tipo tutto sommato tranquillo, negli anni mi è capitato di andare in alcuni posti che generavano, oltre che il mio, anche l’altrui entusiasmo. “l’anno prossimo, se vai ancora, vengo anch’io”. Capitava me lo dicessero anche persone con cui non è che mi facesse molto piacere passare del tempo e la cosa inizialmente mi preoccupava. “E se poi viene? Lo sopporto o gli dico che è meglio organizzare indipendenti?” Col passare degli anni ho smesso di preoccuparmene per un semplice motivo: l’entusiasmo iniziale col quale aderivano era inversamente proporzionale alla reale possibilità che venissero. A volte anche persone col quale avrei viaggiato volentieri lo dicevano e, se capivo che il meccanismo era sempre il medesimo, un po’ me ne dispiacevo. Ormai l’ho capito, la sindrome del Vengo anch’io è una scienza esatta.

Se poi siete curiosi di sapere quali eventi scatenavano questa cosa, ironicamente sono entrambi legati alla Gran Bretagna. Prima i British open di minigolf. A Quattro edizioni ho partecipato e rispetto all’iniziale duo, solo tre persone si sono aggiunte. Ora è due anni che vado a Wimbledon e siamo sempre i soliti due, voglio proprio vedere l’anno prossimo.

Là, dove nessun doodle è mai giunto prima

Il doodle che festeggia il 46esimo anniversario della serie classica di Star Trek è fantastico!

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E’ solo campagna mediatica contro grillo?

Io lo scrivevo già in un post del 30 maggio e ne sono sempre più convinto.

Attacco a Grillo, Favia si sfoga: «Casaleggio è il padre padrone del movimento 5 stelle» – Corriere.it.

Recensione bonsai: Ribelle – The Brave

Bello, niente da dire. Però nella trama la componente Disney è decisamente preponderante rispetto a quella Pixar. Promemoria per il futuro: assicurarsi del grado di coinvolgimento di John Lasseter nel progetto prima di andare a vedere un film Pixar.

Una volta c’era solo l’anticiclone della Azzorre..

…poi era arrivato il Nino. Premetto: non me ne intendo di meteorologia ma ha cercato di capirci qualcosa in giro in questo periodo. Sono arrivato a queste conclusioni.
Un luminare, a quanto pare il gestore del sito ilmeteo.it si è inventato questa mossa di marketing di dare il nome alle perturbazioni. Ha detto di rifarsi alla tradizione anglosassone ma negli stati uniti danno i nomi solo alle tempeste tropicali o tornadi, con lettera crescente in base all’ordine cronologico nell’anno (il primo con la A, il secondo con la B e così via).
Qui abbiamo solo un anticiclone che si sposta su e giù ma è sempre lui, determinando flussi diversi d’aria.

Quindi: 1) scusatemi per le imprecisioni e se volete fatemele notare 2) non rompete più le balle con sti nomi a ogni folata di vento.

La generosa Canalis (con frustino)

Se il TgCom latita, per quanto riguarda gossip e notizie pruriginose, ci pensa Corriere.it a dare le ultime botte di grande giornalismo estivo. Con un estratto da un’intervista rilasciata da Elisabetta Canalis a Max. Vi rimando all’articolo facendo solo una citazione, a proposito del rapporto tra la fanciulla, twitter e i suoi fans:

«Amo leggere letteratura erotica e su twitter ho tanti follower feticisti. Se posso li accontento volentieri, ma è incredibile, non gli basta mai. Quello che mi chiedono più spesso è un primo piano. Dei piedi»

Elisabetta Canalis, scene di sesso? «Per Tarantino senza freni» – Corriere.it.

Cercando di stare al passo coi tempi: instagram

Anche se cerco di stare al passo coi tempi soprattutto per quanto riguarda iOs e Social Network, nonostante sia ormai un matusa di internet, ogni tanto qualcosa mi scappa. O meglio, scelgo erroneamente di non interessarmene. L’ultimo “errore” a cui sto cercando di porre rimedio è l’uso di Instagram.
Per molto tempo l’ho considerato al pari di hipstamatic, cioè un programma per fare foto retro in stile lomography. In parte è così ma sottovalutavo totalmente l’aspetto social. Pensavo che al massimo si potesse condividere le foto su Facebook o Twitter, invece ha un suo ambiente interno dove tramite hashtag è possibile indirizzare le proprie ricerche. Allora mi sono fatto un giro in rete per capire un po’ meglio come usare il programma e, stupore, pare che anche su Instagram sia sbarcato il porno. Del resto quando qualcosa ha successo in rete, o di riffa o raffa il sesso c’entra sempre.
Comunque con le dovute cautele si riesce a divertirsi senza imbattersi in cose v.m.18

Tre storie di campioni disabili

Oggi l’Italia alla paralimpiadi ha fatto il botto con delle medaglie pesanti, dietro alle quali stanno tre storie diverse.

Tutti stanno acclamando (giustamente) Alex Zanardi che, dopo aver perso le gambe per un incidente di gara che tutti ricorderanno, ora ha vinto la medaglia d’oro sulla hand bike.

La seconda storia è quella di Annalisa Minetti, già premiata con qualche premio minore a Miss Italia (credo), già partecipante a Sanremo e ora medaglia di bronzo nei 1500, superata da due ipovedenti, lei che è clinicamente cieca. Bella e brava. Tecnicamente è stata anche mia compaesanea.

Leggendo però di questi due mi sono imbattuto in una storia che non conoscevo, perché se è vero che l’atletica cerco di seguirla abbastanza, certe notizie non sempre è facile reperirle. Ma rimaniamo a oggi. Assunta Legnante vince l’oro alle paralimpiadi nel getto del peso. Come? Mi dico, non era una campionessa di lancio del peso normodotata??? Leggo e scopro che ha perso la vista per colpa di un glaucoma. Dall’oro europeo del 2007, all’oro paralimpico del 2012. Complimenti però io mi metto nei panni delle sue povere avversarie. Prima di lei il limite nella sua categoria di disabilità era al di sotto dei 12 metri. Oggi ha fatto 16.74. Come per Zanardi vale il discorso che l’agonismo e il piacere di fare sport va oltre la disabilità. L’argento della seconda però moralmente vale un mezzo oro.