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Girls Night Out
Un paio di cose mi hanno particolarmente colpito, rispetto al passato, in questo mio ultimo passaggio a Las Vegas. Innanzitutto, nel weekend, ho trovato l’utenza media molto più giovane. In particolare modo venerdì e sabato sera ho notato un sacco di gruppi di ragazze in giro per la “classica” uscita per l’addio al nubilato o per il compleanno di una. Vuoi l’effetto di film come 21 o Una notte da Leoni, vuoi la moda, vuoi che i casino so sono indirizzati molto più verso la Nightlife, queste presenze sono innegabilmente più presenti è innegabilmente sempre caratterizzare da caratteri comuni. La donna americana, soprattutto se di ceppo caucasico, se vuole andare giù da battaglia ha un solo tipo di abbigliamento: completino corto o minigonna, meglio se nero, spalle scoperte. Noi uomini in ufficio dico sempre che abbiamo la divisa, con completo, camicia bianca o azzurra e cravatta, ma qui abbiamo veramente la divisa Usa della donna che vuole fare “faville”. Ps in genere ai piedi hanno le flip flop o scarpe col tacco che a un certo punto vengono portate in mano, per camminare a piedi nudi. Voto 2
Corte certezze
Vorrei tranquillizzare i miei lettori e in particolare un’assidua lettrice e amica su FB: anche negli Stati Uniti se non vai in giro in shorts non sei nessuna. Il mondo è sempre più un posto migliore. PS come si vede dalla foto, anche gli uomini vanno in giro in pantaloncini ma lo spettacolo non mi riguarda.
Il segreto milanese di Victoria
Da qualche settimana, atteso come l’avvento del Messia, ha aperto il primo negozio milanese di Victoria’s Secret. Dopo aver visto delle foto della ressa all’inaugurazione, ci sono passato davanti l’altro giorno. A quanto pare ormai è il sogno, neppure tanto proibito, delle adolescenti che vogliono sentirsi un po’ suine. Niente di male (anzi) però, nonostante apprezzi alcuni capi, devo dire che anche in questo campo la classe italiana (o anche europea) per la moda è superiore. Però resta il fenomeno di costume e quell’alea di “trasgressione a portata di mano” che questo brand trasmette. Chi sono io per contestarlo? Anzi…
Sforzandomi di essere Trendy
La moda maschile è una roba noiosa. Soprattutto quella formale. Ciò è un bene ed è così perché fondamentalmente noi uomini vogliamo che sia così. Guardate gli abiti da lavoro da colletto bianco: il massimo che può cambiare in base alla moda è se la giacca abbia due bottoni o tre. Nei vestiti da cerimonia un po’ di margine d’azione in più c’è ma neppure troppo. Il massimo che possiamo fare è sbizzarrisci (si fa per dire)è sui complementi. Da un po’ mi sto appassionando ai gemelli. L’altra sera ero ad una serata alla Balera dell’Ortica e tra i vari artigiani che esponevano c’era questo che faceva gemelli, anelli altri gioielli con gli oggetti più disparati, tra cui i tasti di vecchie macchine da scrivere. Fatto sta che ne sono rimasto subito intrigato e, parlandoci assieme, salta fuori che gli stava per arrivare un’altra Olivetti da sezionare e così non ho resistito: ho ordinato un paio di gemelli. Ieri sera sono andato a ritirarli e devo dire che ne sono davvero orgoglione. Ora non resta che aspettare che scenda un po’ la temperatura per poterli sfoggiare. Se siete interessati, questa è la PAGINA FACEBOOK del produttore.
Son tornati i trasferelli
Mettiamo i panni di (anti)fashion blogger che mi piacciono tanto! Ben due mie conoscenze web del settore, in questi giorni hanno rilanciato la stessa cosa, quindi temo sia la tremenda moda trash di quest’anno. Almeno per quanto riguarda le ragazze trendy… Sto parlando dei Flash tattoos. Di cosa si tratta? Dei buoni e vecchi trasferelli che andavano tanto negli anni 70-80… D’altronde il tatuaggio è sempre di moda nella grandonna (come dimostra il fatto che il mio post più letto del mese di luglio sia stato questo), anche quando è temperonaeo.
Personalmente la trovo un po’ una m******a ma io di moda, è appurato, non capisco nulla. A me basta che mettete gli shorts, evitate le ballerine e poi mi va bene tutto.
Tristezza infinita
Oggi, complice il bel tempo, la coscienza collettiva (stile Borg) dell’universo femminile ha mandato il comando di tirare fuori dalle scarpiere le ballerine. Vamp, grandonne, milf, tardone, impiegate con la shopper, testimoniano che neppure quest’anno ci libereremo di quell’attentato al buon gusto.
Non fashion blogger
il sabato è il giorno lavorativo (eh sì) in cui posso andare in ufficio vestito come mi pare. Non che sia eccessivamente formale ma di certo non posso indossare, come faccio oggi, una delle mie magliette preferite di un bel brand neozelandese. PS mannaggia quella che mi stira me l’ha un po’ rovinata, per fortuna in modo quasi impercettibile.
Altro che calze parigine! (LOL)
Pur apprezzando le esternalità positive di un guardaroba omogeneo, ogni tanto penso che vesto in modo fin troppo ordinario. Ecco che quindi in mio soccorso arriva il fatto di avere la mia addetta stampa preferita che posso sfruttare per ravvivare un po’ il mio look senza sconfinare nel ridicolo. A Londra ho quindi scoperto con sommo piacere il brand Ben Sherman e oggi sfoggio con orgoglio delle calze a righe. Scommettiamo che avrò più “mi piace” della pagina “calze parigine” di cui più volte vi parlai? No eh? 🙂 Vabbè però intanto ho ravvivato un po’ la mia fama di fashion blogger… attendo commenti delle mie colleghe lettrici…





