Archivi categoria: Cattivo cinico egoista

Master testimonial

I giudici di Masterchef Italia, pur essendo molto conosciuti nei loro ambiti, vivono ora un momento di grande popolarità mediatica. Eccoli quindi sempre più spesso protagonisti di spot. Se inizialmente i prodotti erano credibili e connessi alle loro figure, ora diciamo che forse stanno svendendo un po’ la propria immagine. Come si spiega altrimenti Carlo Cracco testimonial delle patatine San Carlo?

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Le critiche al blog

Per festeggiare i 10 anni del mio blog, compiuti l’altro giorno, vediamo un po’ di fare mente locale e ricordare tutte le critiche ricorrenti che mi sono state mosse in questo periodo, dalle più circostanziate alle più assurde. Tutte corredate di rispettiva risposta.

– Metti notizie/foto di donne discinte solo per fare audince (questo sono il primo ad ammetterlo, anche se lo faccio meno che in passato)
– Fai pezzi troppo corti. Uno clicca sull’anteprima di Facebook e in più ci sono giusto due righe. (non scrivo in base all’anteprima di Facebook, non vedo perchè scrivere più di quello che voglio fare)
– Scrivi troppe parole e metti la punteggiatura a caso (vero, scusate se non scrivo meglio. Almeno mi sforzo coi congiuntivi).
– Sì vabbè ma a noi cosa ce ne frega? (nulla, allora cosa sei venuto a fare?)
– A riprendere articoli di altre parti sono buoni tutti (ok, allora fallo anche tu. Cito sempre le fonti)
– Guarda che c’è un refuso lì (sì lo so, ne faccio sempre…sigh. Poi di recente anche il correttore automatico dell’iPhone ci mette del suo)

Il convegno del pesce

Lo ammetto. Quando mi sono presentato alle 18 del primo di aprile alla sede dell’Ordine dei Commercialisti ed Esperti Contabili di Milano per il convegno, valido per la formazione obbligatoria, “parole e silenzio” ammetto che speravo fosse un pesce d’aprile. Onestamente avrei apprezzato molto l’autoironia.

Ps grandissimo successo per il mio post “pesce” di ieri. Sono davvero orgoglione 🙂

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Tra installazioni e hipster

L’8 Aprile parte il Salone del Mobile ma soprattutto parte il Fuorisalone. La città sarà come al solito invasa da installazioni, mostre, eventi mondani frequentati soprattutto da gente più interessata agli spritz che al design. Per esempio il sito della Triennale già parla delle famigerate installazioni (il termine da anni più gettonato in quest’occasione).

Sì, è vero, anche quest’anno mi arrabbierò perchè nessuno mi porterà da nessuna parte, a mescolarmi tra gli hipster, le simil sinistroidi e gli amici di Lapo.
Al massimo mi limiterò, se qualche anima pia non mi porta in giro, al solito giro fotografico una sera in Brera.

Ma quando arrivano?

Ciao, ma quando arrivano le elezioni europee? No perchè di vedere il faccione di Alfano che esulta con lo stesso entusiasmo che io dedicherei a una defecatio ben riuscita, mi sarei già rotto.

Tra l’altro pensate che lavoro frustrante debba essere quello del pubblicitario, incaricato di selezionare la foto migliore per i cartelloni del NCD…

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Chi sa fare fa, chi non sa fare critica

In questo caso il critico sono io. Io che ho fatto ragioneria prima ed economia poi, quindi non è che abbia una grande base di italiano.
Io che di recente ho conosciuto una che mi ha detto che quando scrivo uso troppe parole e metto la punteggiatura a caso. Io che non mi posso certo definire un lettore assiduo.
Però…
Di recente sto riprendendo i libri di Nick Hornby che avevo a metà. Il primo passi, il secondo iniziano a venirti dei dubbi, il terzo ormai sono quasi certezze. In pratica quasi ogni pagina che leggo c’è almeno un verbo che secondo me andrebbe messo al congiuntivo invece che all’indicativo.
Scelta stilistica, errore o più semplicemente sbaglio io, fatto sta che ogni volta mi si accappona la pelle 🙂 Lo so, sono un vecchio polemico.

Ma mi vesto da straccione?

Ok, so che tutto sommato quando mi vesto col completo sto bene. Non sono un fusto ma essendo alto e magro certi abiti mi cadono bene.

Ok, so che non amo particolarmente gli abiti formali, anche se non vado di certo in ufficio in jeans.

Quindi permettetemi che resti un po’ basito se ogni volta che vado in completo in ufficio mi si faccia notare come sto bene elegante…

People Listening

Dopo il people watching, parliamo del people listening, fenomeno prettamente confinato ai vagoni della metropolitana o più in generale ai mezzi pubblici. Il problema è che la gente spesso pensa che oltre 30 centrimetri dal proprio corpo ci sia una cortina insonorizzante. No, non è così. Come c’è anche l’esatto opposto: quelli che mettono la mano davanti alla bocca quando parlano al cellulare ma poi urlano. Fesso, ti sento.
Capita così che spesso non volendo, si sia costretti a sentire discorsi di cui si farebbe volentieri a meno.

…e così in aeroplano ti trovi il neolaureato implume della Milano bene che si vanta col collega over 40 di non rimanere mai a dormire da quelle che si fa. “perchè sei furbo?” lo rintuzza l’attempato con un filo di malcelata invidia “no, perchè sono un galantuomo”. Mitico

…e così in metropolitana senti le due milf che lavorano nell’editoria discutere di strategie per tenersi i propri followers su twitter e pensi che uno delle due almeno avrebbe bisogno di aiuto per accendere da sola il cellulare