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La crisi è (anche) uno stato mentale
La crisi c’è. La crisi si vede, si sente, si tocca. Però la crisi è anche una cosa che ti entra nella testa. Subdola. Ti influenza anche oltre il lecito. Io onestamente posso far tutto fuorchè lamentarmi. Certo ho molto da fare sul lavoro e lavoro anche rognoso ma…capperi ho fin troppo lavoro! Nonostante questo io sono tutto il giorno immerso nella crisi, tra clienti e fallimenti. Quindi mi rendo conto che sono permeato da un pessimismo che mi spinge a essere fin troppo morigerato. Chi mi conosce potrebbe mandarmi a quel paese se dicessi che sto diventando tirchio ma la verità è che mi sforzo di concedermi qualche piccolo vizio perché altrimenti sarei troppo ascetico. Senza scomodare Tonino Guerra e il suo “come si fa a non essere ottimisti?” forse una piccola chiave per svoltare dovrebbe esser quella di essere realisti ma non pessimisti. Proviamoci.
In fondo Rodolfo De Angelis la sua semplicistica ricetta per uscire dalla crisi (del ’29) l’aveva data…
Chi ce l’ha li metta fuori
circolare miei signori e chissà…
che la crisi finirà!
Non capirò mai i miei lettori
Le dinamiche che determinano il successo o l’insuccesso (in termini di quantità di letture) di un post del mio blog sono talvolta palesi, altre volte ermetici e misteriosi.
So benissimo che se frutto “l’effetto Panorama/L’Espresso” e sbatto la gnocca in prima pagina, di sicuro ho un ritorno.
Altresì so che con delle buone chiavi di ricerca, posso finire in buona posizione sui motori di ricerca.
Il grosso dei miei (pochi) lettori arriva comunque da coloro che, tramite Facebook, ricevono sulla propria bacheca la notifica di un nuovo post.
Proprio qua nasce il mistero: ci sono post che credo interessanti e che non si fila nessuno, altri totalmente inutili che invece attraggono l’attenzione.
Mettiamo stamane. Ho pubblicato un post di pura vita domestica, intitolato “La pacchia è finita” in cui mi lagnavo del fatto che dopo anni l’appartamento sopra il mio è abitato.
Nel giro di pochi minuti, venti di voi hanno cliccato per leggere l’articolo.
Siete strani, lo sapete? 🙂
Il mondo è pronto?
Il mondo è pronto per un programma condotto in tandem dalle sorelle Parodi?
E’ forse questa l’ennesima prova che i Maya avevano ragione?
Cristina Parodi: addio al Tg5 con la sorella – Corriere.it.
Voglio però ricordarti com’eri « TicinoLibero
TicinoLibero ci regala un pezzo che tutti noi uomini non possiamo che sottoscrivere… d’ora in poi il beach volley femminile non sarà più lo stesso…
“…settanta euro buttati…”
In genere non sono amante del trash su youtube ma sarò sempre grato al mio amico omonimo rhodense per avermi fatto conoscere forse il peggior recensore di videogiochi di tutti i tempi.
Non c’è neanche da perderci tanto tempo a spiegare il perché di questa affermazione, basta guardare due suoi video (tra l’altro fatti sulle demo…). Due titoli di ottimo livello liquidati da lui con un lapidario “…settanta euro buttati…”.
Meritevoli di sottolineatura i suoi commenti sugli sport americani (o più in generale su tutto quello che non è calcio) e alcuni commenti che definirei vagamente razzisti.
Il poker online come professione? Un articolo che trovo molto pericoloso…
Pur amando il texas hold’em, inteso soprattutto come poker sportivo, poco gradisco una certa forma di fanatismo che lo circonda. In fondo ogni “gioco” ha i suoi fans sfegatati, ma qui tutto è ingigantito dalla componente pecuniaria.
Ecco perchè trovo molto pericoloso un articolo come quello che vi riporto qui sotto. Considerando quanti si rovinano col gioco, badate bene, la colpa non è certo del gioco ma del giocatore, sventolare davanti agli occhi di qualcuno anche solo l’idea di risolvere i problemi della propria disoccupazione con il poker… bah… no comment. Lascio a voi la lettura e il commento.
Crisi del lavoro: il poker può essere una soluzione? | Piw Editoriali.
NSPM!!!
Le donne italiane e milanesi in particolare, in genere brillano per eleganza. Poi ci sono le eccezioni che confermano la regola. La foto non rende giustizia ma so tratta di leggings tirati sotto il calcagno fino a metà piede, portati con ballerine leopardate ed inutile tatuaggio. Il tutto addosso ad una over 40 (per essere gentili e non dire di più).

