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La divina triade della banalità
Prendete in un qualsiasi giorno dell’anno la lista dei film in prima visione, soprattutto quelli dei grandi multisala. Depennate a questo punto: sequel, remake e reboot. Cosa ci resta? Molto poco. A volte nulla. Questa è la cartina di tornasole della poca originalità del cinema mainstream attuale. Potremmo anche passare da una triade ad un quadrumvirato se aggiungiamo le saghe: film che nascono già per non completarsi coi titoli di coda. Non fraintendete, anche io ho visto, che so, Star Wars o mi vedrò magari Creed. Però ben vengano i sempre meno numerosi cinema che passano pellicole fuori dai soliti circuiti.
Kevin Smith e Star Wars
Kevin Smith, oltre a essere uno dei miei registi/sceneggiatori preferiti è anche un grandissimo fan della saga di Star Wars, come vi raccontai in un mio vecchio post e come testimoniano gli attestati di stima di George Lucas prima e J.J. Abrams ora:
Sorgente: Kevin Smith su Star Wars – Il Risveglio della Forza: “Sul set ero in lacrime” – BadTaste.it
C’è però un passaggio de “Il Risveglio della Forza” in cui (senza spoilerare cose fondamentali) un personaggio dichiara che sulla nuova Morte Nera lui si occupava dei cessi. Particolare secondario? Battutina ironica? Secondo me un omaggio a Clerks, l’opera più famosa di Kevin Smith, e a questa scena in particolare:
Povero Di Caprio
Povero Leonardo Di Caprio. Già gli anni passati era diventato una macchietta per via della sua maledizione per gli Oscar. Più volte nominato (cinque con quella di quest’anno, se non ho letto male) ma mai vincitore. L’altra notte ha vinto il suo terzo Golden Globe e all’indomani il web è partito all’impazzata per gufare sui prossimi Academy Awards. Gif animate, eventi di Facebook, gruppi satirici, non aspettano altro che non vinca anche quest’anno. Bhe, io il suo film non l’ho visto (non so neppure se sia già uscito qui da noi) ma spero davvero ce la faccia.
L’odiosa pratica cinematografica dei reboot
Diciamolo, di base i reboot cinematografici di un film o di una saga di film li odio. Ok, ci sono le eccezioni (notevoli) come gli Star Trek di J.J. Abrams ma di base sono la dimostrazione al cubo della mancanza di idee del cinema da botteghino. Se vi chiedete quale sia la dimostrazione al quadrato, bhè facile: i sequel e i prequel.
L’altra sera ero a vedere Star Wars: il risveglio della forza, che già di per sé è al limite tra il sequel e il reboot.
Al cinema partono i promo. Si inizi con Attacco al Potere 2 (alè…) Kung Fu Panda 3 (alè) poi parte questo trailer… non l’ho mai visto. Ladri, paracadutismo, surf, sci estremo. Mi giro verso un mio amico e, scherzando, gli faccio: “ma che è? Point Break in salsa ventunesimo secolo?” Appare sullo schermo il titolo: Point Break. No… un altro reboot no…
I tratti distintivi di Kevin Smith: la saga di guerre stellari
Colgo l’occasione del lancio de Il risveglio della forza per rispolverare un vecchissimo post che avevo abbozzato.
Di poche cose mi posso definire veramente un fan(atic). Il regista/attore/sceneggiatore/malato mentale Kevin Smith è una di queste.
Mantengo comunque un certo grado di oggettività, tale da dire che Zack & Miri make a porno è una cavolata pazzesca (difendo ancora Jersey girl, disconosciuto anche da lui).
Detto ciò, nei suoi film ci sono sempre dei fili rossi che li uniscono. Oggi volevo parlarvi di uno di questo: guerre stellari.
In quasi tutti i suoi film maggiori c’è almeno una scena in cui si parla della Trilogia di George Lucas. Kevin Smith è così un fans che girano alcune storie tra la leggenda e la realtà. Quella più accreditata è che Lucas lo invitò a casa sua per una visione in anteprima di Episodio 3, un’altra della quale non ho mai trovato conferma sostiene che di Episodio 1 ci sia un montaggio alternativo proprio di Kevin Smith.
Vi lascio comunque agli omaggi che Kevin Smith ha dedicato a Star Wars nei suoi film.
Se qualcuno si ricordasse di qualche riferimento in Dogma, me lo faccia sapere.
Clerks
In cerca di Amy
In Jay e Silent Bob vanno oltre. In una bella battaglia con spade laser appare Mark Hamill (Luke della trilogia originale), mentre in un’altra scena appare una suora interpretata da Carrie Fisher
In Clerks 2 va in scena una stupenda sfida tra amanti di Trilogie: il Signore degli Anelli vs Guerre Stellari
Dio esiste e vive a Bruxelles
Niente da fare, come in molti aspetti della mia vita, anche al cinema sono chiaramente attratto dalle cose strane. Non si spiegherebbe altrimenti il fatto di essere finito ieri sera a vedere “Dio esiste e vive a Bruxelles”. Un film con tanti aspetti. Cupo ma speranzoso, truce ma divertente. Dio è un tipo crudele. Il figlio è scappato di casa per fare di testa sua e la figlia di 10 anni non lo regge più e sogna di fare lo stesso. Così per dispetto fa arrivare a ogni persona nel mondo la data esatta della propria morte e poi scappa per trovare i suoi sei discepoli. Questa in soldoni l’inizio della storia. Grottesca, che fa riflettere ma anche ridere di gusto. Se devo trovare un appunto, per come sono io, non posso accettare l’idea, peraltro diffusa, che le colpe dei mali del mondo siano di Dio. “Perché se Dio c’è ammette che si soffra tanto?” Il film non ambisce a dare risposte al male del mondo ma alla fine ci aiuta almeno a essere più ottimisti. In definitiva mi è piaciuto.
La cultura poi ti cura con premura
Così scrivevano gli immortali Skiantos nella canzone “Diventa Demente (la Kultura poi ti kura)”
Così faccio io stasera: visto che non ho nessuno che si prenda cura di me, lascio che lo faccia la cultura. Appena uscito dall’ufficio andrò a vedere la mostra di Viviam Maier (col forte sospetto che ne uscirò con il catalogo…) e dopo vado al cinema, sempre da solo, a vedere “Dio esiste ed abita a Bruxelles”.
A domani per i commenti. Subito invece la canzone degli Skiantos
Star Wars: il risveglio dei flame
Oggi esce Star Wars e ieri ho avuto un interessante dialogo telematico con due amici sul fatto che i radicalchicdistocazzodasocialnetwork debbano dar contro al nuovo capitolo della saga. Ecco che quindi, per gioco, ho partorito un po’ di insulti che soggetti di questo tipo potrebbero levare senza neppur aver visto un fotogramma del film. Io, pur non essendo un mega fan, andrò a vedermelo il 21.
“che poi ormai li fa tutti JJ Abrams, ci manca solo che fra un po’ Spock abbracci il lato oscuro della forza”
“star wars è la brutta copia futuristica delle saghe epiche di Tolkien”
“Certo che ora che è della Disney stanno vendendo la licenza di Star Wars a chiunque. A quando le mutande del Risveglio della forza?”
“Quanti film sono questa nuova saga? Non facevano prima a trasmetterlo direttamente su Fox?”


