Archivi categoria: Giorno Marmotta

Pervaso dallo spirito natalizio

Quest’anno sono stranamente pervaso dallo spirito natalizio. Non fraintendetemi: sento sempre molto il Natale ma magari non così presto e non nelle sue forme più esteriori. La tradizione vuole che il mio albero di Natale sia preparato da una donna, eppure quest’anno ho così voglia di farlo che stasera me lo preparerò da solo. Ho voglia di stare in famiglia, nel senso più allargato del termine: con amici parenti e le persone che mi fanno stare bene. Ho voglia di andare in montagna e ho voglia che nevichi. Che dite? Prendo un tachiflu e mi metto a letto aspettando che passi?

Lettere, odio e rispetto

Oggi sul web, soprattutto sulle pagine dedicate al basket, gira la lettera di un tifoso dei Boston Celtics a Kobe Briant, dopo l’annuncio del suo ritiro. Non so se sia vera o meno, sicuramente è verosimile. Dice che all’ultima partita a Boston sarà fischiato come sempre, anche di più, ma una volta uscito gli verrà tributato l’onore che un grande rivale e un grande sportivo merita. Tutti a lodare questo grande gesto di sportività fino alla fine, come se fosse una cosa eccezionale. Forse lo è ma per chi, come me, ha il cuore di ghiaccio, rigorosamente rossoblu,  non sembra poi una cosa così strana. Noi saimini abbiamo odiato nel profondo per vent’anni Lucio Topatigh. non poteva essere altrimenti: il più grande giocatore italiano degli ultimi 40 anni che ha giocato per tutte le squadre che negli anni contendevano al Milano Saima il vertice nazionale: Bolzano, Como (sì, perchè quella squadra lì non era di Milano), Asiago. In più Lucio era un combattente, era l’icona ideale sulla quale far confluire una rivalità.

Poi… poi gli anni passano per tutti e lui arriva a Milano in una partita di vecchie glorie. Alla fine gli ex rossoblu vanno sotto la curva per ricevere il saluto del proprio pubblico. Lui li lascia andare e poi si avvicina per salutare una curva che di sicuro gli mancherà e che, per come è fatto, sicuramente l’ha spronato a dare ancora di più sul ghiaccio. La curva capisce e gli porta il tributo che merita, con i suoi cori, che però non suonano più come insulto o scherno ma come l’onore delle armi al più grande dei nemici.

Per fortuna di quei momenti c’è un bel video. Ogni tanto lo riguardo e, lo ammetto, mi emoziono.

 

La prima campagna Kickstarter a cui partecipo (ed è pure fallita)

Kickstarter è probabilmente la piattaforma di crownfounding più famosa, almeno qui da noi. È specializzata in campagne tecnologiche e ogni tanto la guardò in cerca di qualche progetto a cui aderire. Finalmente l’altro giorno ne ho trovato uno. Il programmatore della versione originale di Sensible Soccer, un videogioco feticcio degli anni 90/2000, ha lanciato il progetto per farne una nuova versione in chiave indipendente, senza legarsi a nessuna grossa software house. Ho quindi promesso il mio obolo di 12 dollari (l’addebito viene fatto solo se la somma obiettivo della raccolga viene raggiunta) ma il termine della campagna non ha segnato un successo. Ci riproverò un’altra volta.

The Best, George Best

I tifosi inglese di calcio non sono quasi mai stati degli esempi da seguire, se non altro dagli anni 70 in poi. Ciò non toglie che siano parte integrante del fascino del calcio britannico, con le loro tradizioni e i loro miti.

Trovo molto bello questo coro dedicato a uno dei più grandi talenti che il calcio abbia mai conosciuto e forse non apprezzato quanto avrebbe meritato. Anche e soprattutto per demeriti umani suoi. George Best.

Il testo è questo:

Going on up to the spirit in the sky
It’s where I’m gonna go when I die
When I die and they lay me to rest
I’m gonna go on the piss with Georgie Best

Ora uno video

 

Se mi consentite un paragone, che qualcuno reputerà quasi calcisticamente blasfemo, la cosa più simile che abbiamo avuto nel calcio italiano è stato Alviero Chiorri.

C’è chi si chiede perchè io tifi Cremonese

Chi vince sempre non mi è mai stato simpatico. Così come in amore, il mio cuore sportivo ha sempre amato le scelte travagliate. Una su tutte il Milano Saima. Anche nel basket, tifo pur sempre per la squadra più titolata d’Italia e che ogni anno dovrebbe uccidere il campionato, però finisce sempre che ci facciamo un fegato tanto per un pugno di mosche. Nel calcio forse la mia scelta più romantica. Da piccolo ero un tiepido milanista ma, proprio al culmine dell’era Sacchi, sono stato folgorato sulla via di Damasco dalla Cremonese. La quintessenza della provinciale d’altri tempi, del calcio pane e salame, nel senso più rispettoso ed entusiasta del termine. Una squadra che scoperta una combine di suoi giocatori li ha denunciati. Venendo per questo… Retrocessa. Eppure sono ancora qua, a incavolarmi ogni weekend. Però poi pubblicano video come questo e delle incazzature per la cremo finisci quasi per essere orgoglioso. 

Il fotovoltaico più grande al mondo

Nel Sahara hanno tanto spazio “inutilizzato” e parecchio sole. Ecco che quindi in Marocco, uno dei pochi paesi della zona a non avere il sedere appoggiato su giacimenti di gas o di petrolio, ha pensato bene di costruire il più grande impianto fotovoltaico al mondo. Come racconta un articolo di Wired, una volta a regime coprirà il fabbisogno del 50% del paese. Anche l’Unione europea è molto interessata al progetto è lo ha fidanzato: un impianto che coprisse il 10% del Sahara potrebbe fornire elettricità a tutta Europa. Fantascienza?

Cambio di sottotitolo

Di recente ho fatto un post rilanciando la vecchia canzone di Baccini “le donne di Modena”. Bhè era tanto che non cambiavo il sottotitolo del mio blog e ho pensato bene di metterci proprio una frase da questo testo.

Sorgente: Le donne di Modena 

A lezione di ballo da Hitch

Hitch è in assoluto una delle mie commedie sentimentali preferite (e ne ho viste molte…). Non più tardi di quest’estate ho pure cercato  a Manhattan un portone dove è girata una delle scene chiave (ecco, forse mi fossi documentato invece che andare a caso avrei avuto più possibilità di riuscirci). Oggi vi propongo una clip col le sue personalissime lezioni di ballo. Come è noto io non ballo. Non ne sento la mancanza ma in fondo la vivo un po’ come una limitazione alla mia (potenziale) vita sociale. Forse se mi limitasse al suo passo potrei ovviare. Che ne dite?