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Junk Food Again

CIMG_5565.JPGon la scusa che in questo periodo nella zona del mio ufficio ci sono pochi posti aperti dove fare pausa pranzo, la settimana scorsa provai i noodle precotti Saikebon. Avendoci preso gusto nel farmi del male, oggi ho provato un altro pasto da scaldare nel microonde. La scelta è ricaduta sul risotto ai funghi di Vivalamamma. Vedevo sempre queste confezioni in vendita nei bar all’interno del forum d’Assago e anche se non mi sono mai sognato di provarle in quell’ambito, mi incuriosivano. Solita modalità operativa: minima apertura del coperchio, mettere nel microonde e poi mescolare.

L’impressione è stata decisamente positiva, date comunque le premesse e le bassissime aspettative che avevo. Ovvio che il risotto che mi faccio io sia un’altra cosa ma ci sarebbe dovuti stupire del contrario. Già il fatto che sia un prodotto da frigo (non da freezer e non a temperatura ambiente) doveva far presagire non fosse poi così pessimo. Devo dire che lo terrò ancora in considerazione, soprattutto nella stagione fredda, quando vorrò far pausa pranzo in ufficio senza uscire.

Una piccola menzione negativa sul fatto che la porzione non sia particolarmente abbondante. Il peso netto dichiarato della confezione è 300g.

Nota positiva il fatto che la confezione sia facilmente disassemblabile per poterla buttare nella raccolta differenziata di cartone e plastica.

 

La sindrome di Baglioni

Noi uomini siamo, potenzialmente, fortunati. Se il tempo decide di esser galantuomo con noi, possiamo giovare di quella che chiamo “La sindrome di Baglioni”.

In pratica si tratta dell’essere decisamente più piacenti in età matura, piuttosto che in giovinezza. L’icona del cantautorame italiano per me ne è l’esempio più palese. Un altro, che mi face notare un’amica di recente (trovandomi concorde) è Daniele Silvestri. Che i cantautori italiani invecchino bene?

Fuor di polemica, trovatemi una donna per la quale si possa dire la stessa cosa.

Di recente c’è chi sosterrebbe ne sia affetto pure io. A parte che non sono così convinto non mi prendessero in giro, resto comunque basso nella scala estetica maschile 🙂

Amara considerazione

Quando fai fatica a spezzare con le mani il gancetto di plastica dell’etichetta della tua maglia nuova degli All Blacks, arrivi all’amara considerazione che saresti più nel tuo ruolo se avessi comprato la divisa della nazionale di ramino…

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Sarannopoibon?

IMG_5553.JPG Visto che da ieri ho ripaerto l’ufficio e che in Cadorna in questi giorni non c’è praticamente nulla di aperto per mangiare, ho deciso di farmi del male e portarmi la schisceta. Non so se vi ricordate i Saikebon di cui vi parlai mesi fa. Ecco, ieri sera mentre facevo la spesa (inciso: è tornata la mia cassiera preferita, sempre più hipster, sempre più gnocca, altamente abbronzata), ho deciso di farmi del male e di comprarne una conferzione da provare oggi. Mi ha convinto a fare ciò vedere una mia compagna di vacanza mangiarne avida (tipo quelli, non esattamente quelli), così come ne mangiavano avidi tutti i turisti orientali trovati in giro. Eccomi qui in ufficio con la mia confezione. Apro. Verso la bustina. Scaldo l’acqua nel microonde. La verso. Aspetto. Assaggio.

La prima impressione (che penso sia anche una realtà lapalissiana) è che il sapore non sia proprio “natuarle”. Se escludiamo questo e partiamo dal presupposto che il mangiare sano sia un’altra cosa, non sono male. Direi che potrebbero rientrare nelle mie Razioni K per le emergenze.

Una guerranonguerra dimenticata

Un interessante articolo, anche se con un paio di imprecisioni non fondamentali (Vabbè… L’Armenia non è esattamente in europa…)
Nagorno Karabakh, 20 morti per scontri sulla linea del “cessate il fuoco” tra Armenia e Azerbaijan – Repubblica.it.

Che fine ho fatto?

Dopo esser stato costantemente presente sul blog dall’emisfero australe, sono sparito un paio di giorni una volta tornato a casa. Come mai?
Problemi a smaltire il fuso, diranno molti. Solo in parte, rispondo io. Il ciclo del sonno va quasi bene, mi sveglio giusto un’ora prima. La verità è che, complice la fantastica estate grigia 2014, mi sono fatto prendere da una profonda pigrizia. In poche parole, ho consumato il tracciato letto-divano-cucina.
Palestra? Niente. La lei di casa? Il minimo indispensabile. Golf? Ma non scherziamo…
Però oggi, 20 agosto, si riapre l’ufficio. Sigh. La schisceta del primo giorno comprende comunque una razione d’emergenza: due lattine di red bull!

L’ora di Pinterest?

Ora che uso Twitter quasi più di Facebook, ma sempre meno di WordPress, ho pensato di rispolverare Pinterest. Mi ci ero iscritto appena aveva avuto una certa diffusione qui da noi, lasciandolo poi praticamente inutilizzato. In pratica si tratta di una raccolta di immagini, sistemate tematicamente in bacheche. Si puo’ pubblicare le proprie foto o seguire e salvarsi le immagini di altri. Come in tutte le cose online, sono facili le derive “hot” e anche qua potrei tirare in ballo il discorso delle pvd… Onestamente a livello personale non ne trovo ancora molto l’utilità come social network. Giusto adesso che ho le foto delle vacanze, probabilmente lo userò. Qualcuno di voi ne è un accanito sostenitore? Riesce a perorarne la causa con maggiore efficacia?

Segnatevi comunque che QUESTA è la mia homepage là.

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Cos’hai fatto negli ultimi trent’anni?

Ci siamo passati tutti. Nella prima fase di iscrizione a Facebook si ricercano gli ex compagni di classe per vedere che fine abbiano fatto. A volte ne nascono agghiaccianti rimpatriate, altre volte non ci si incontra nonostante si abiti a cinque minuti di distanza. Ci sono casi in cui scopri che un vecchio amico abiti ad Auckland e casualmente… Visto che passi di lì decidete di farvi una birretta.
Con Luca non ci vedevamo veramente dalle elementari ma è stato veramente un piacere rincontrarlo e ascoltare la sua esperienza dall’altra parte del mondo. Una di quelle sere che ti verrebbe da dire “dovremmo farle più spesso” se non fosse che ci sono 10000 miglia di mezzo!

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