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Un uomo comune
Ieri giornata di mare con un’amica che “conosce sempre tutti”. Una serie quindi di presentazioni di gente che conoscevo e che non conoscevo. A margine di ciò, una tipa ad un certo punto mi fa “ma sei sicuro che non ci siamo già visti?”. No, stoppo subito i più maliziosi tra voi: non era una variante del banalissimo approccio provolone maschile. Seconda specifica: per quanto io sia poco fisionomista, non ci eravamo già incontrati. Ne sono sicuro? Sì, fidatevi 🙂
Detto ciò la verità è che è una cosa che mi accade con una certa frequenza. Ho una faccia abbastanza ordinaria. Da un lato passo relativamente inosservato, dall’altra spesso mi dicono “somigli a uno che conosco”. Avere una faccia comune vuol anche dire che siamo in tanti così. A volte è un vantaggio. A volte meno. Come tante cose nella vita del resto.
Calcio minore
Non puoi scegliere né che squadra tifare né di che donna innamorarti. È una delle mie citazioni di Nick Hornby preferita. Del resto è molto calzante alla mia vita. No, oggi non voglio tediarvi con le mie vicissitudini amorose ma parlarvi dell’unica squadra di calcio che mi abbia mai appassionato, da quando ne capisco di calcio: la Cremonese. Da anni si barcamena nella melma della Lega Pro (ex serie C). Da anni è in predicato di passare in serie B, senza riuscirci. Da anni dico “ah l’anno prossimo in B compro le partite su sky”. Sì, perché gli attuali regolamenti rendono dura la vita del tifoso di fuori provincia che vuole andare allo stadio, tra tessere del tifoso e altre seccature. Quest’anno la Lega Pro ha lanciato il suo programma di streaming in diretta via internet di tutte le partite. Ero quindi disposto a pagato anche 40 euro per il pacchetto annuale ma, bella scoperta, è tutto gratis. Basta infatti andare, da computer, tablet o smartphone, su Sportube e vedersi liberamente le partite.
C’è chi sostiene che svuoterà gli stadi ma io non credo: il tifoso di lega pro è molto meno pigro di quello di serie A.
Ieri sera in treno ho visto parte della prima di campionato. Sinceramente la qualità tecnica della trasmissione la credevo molto peggio.
La maledizione del cappello nero
Come scrissi, anche quest’estate, io non perdo mai niente. La conferma, o l’estrema prova, di quest’affermazione è data da un cappellino comprato quest’estate in ferie. Mi è caduto, l’ho dimenticato in ristoranti, stanze d’albergo, aeroporti, solo che in un modo o nell’altro mi è stato riportato o l’ho ritrovato. Ora me lo porto via in questo weekend al mare. Tornerà con me a Milano? Me lo dimenticherò già in treno?
Marketing Oriented
Io voglio solo lavorare in pace. Questo, nei primi anni della mia carriera professionale, era il mio credo. Avevo la pia illusione che bastasse fare bene il proprio lavoro per creare un passaparola positivo. Credo che in quel periodo credessi ancora alla fatina dei denti, alle donne che mi dicevano ti amo e al fatto che i clienti guardassero altro oltre all’importo in fattura. Col tempo sono cambiato. Molto per necessità, un po’ per costrizione. Ho anche iniziato a prenderci gusto. Il corteggiamento di un cliente, pur sempre nel rispetto dell’etica professionale, non è molto diverso dal corteggiare una bella donna. Devi mostrare il tuo meglio, senza però farti credere diverso da quello che sei. Devi avere pazienza ma non essere al tempo stesso troppo ossequioso. Devi capire cosa vuole l’altra parte e per fare questo soprattutto devi ascoltare.
Tutto questo per dire che alla fine sono diventato un po’ più marketing oriented e anche se spesso finisce con due di picche, ci sono altre volte che ti ripagano degli sforzi. Come oggi, quando ero a pranzo da un nuovo cliente e… sono venuti a propormene un altro. Effetto volano, lo chiamano. Circolo virtuoso, se preferite.
Vediamo se va in porto. Intanto il mio ego passerà un buon weekend.
La donna nerd
Invidio un po’ i Nerd di oggi, in particolare i giovini recensori di videogiochi. “Ai miei tempi” (espressione che purtroppo uso sempre più spesso) le ragazze non si avvicinavano neppure con una pistola puntata alla tempia ai videogiochi, tanto meno se ne trovavano nelle riviste del settore. Vabbè, parliamo anche di una base molto bassa perché le redazioni erano decisamente meno rispetto ad oggi. Attualmente non è che tutte le belle donne si intrighino se gli parli di Assasin’s Creed ma molte di più si appassionano alla cosa. Inizia quindi a diffondersi una fenomenologia nuova: la coppia Nerd. Premesso che non so se vorrei una persona troppo simile a me, ho infatti sempre amato il confronto che inevitabilmente parte dalle diversità, non sarebbe male vedere cosa si prova a condividere nella coppia certe passioni. O almeno a non vederle derise…
AGGIORNAMENTO: manco a farlo apposta, proprio stamane sul sito del Corriere.it è uscito QUESTO ARTICOLO. Gli contesto solo di considerare troppo come giocatrici le casual gamer.

Non si puo’ più parlare
Nell’era dei social network, della comunicazione istantanea, globale e financo eccessiva, la contrapposizione non “violenta” di opinioni, intendendo violento nell’accezione più ampia del termine.
Un’orsa per difendere i propri cuccioli attacca un malcapitato raccoglitore di funghi e nelle manifestazioni che ne seguono ci sono pesanti contatti tra i pro orso e gli anti orso. Una moda virale dovrebbe sensibilizzare il pubblico per raccogliere fondi per la ricerca e subito ci si divide tra populisti di diversa risma, tra chi attacca chi sostiene che sia solo moda e chi dice che la beneficenza andrebbe fatta in silenzio. Sì, ma tra gli uni e gli altri chi dona?
Io spesso ho la fama del polemico ed è vero che preferisco sempre infilarmi in una discussione piuttosto che starne fuori. Però è anche vero che ho sempre cercato di spiegare le mie posizioni e di confrontarmi, non imporle, con quelle altrui. Lo faccio ancora, però sempre più spesso, anche nelle discussioni tra amici, preferisco lasciare l’ultima parola, starmene fuori. Questo quando mi rendo conto non c’è dialogo ma solo una contrapposizioni di posizioni.
Quindi non prendetevela se discuto animatamente con voi, è anche un segno di rispetto: vuol dire che vi considero persone che oltre a parlare ascoltano. Magari rimanendo sulle proprie posizioni (come pure faccio io, se gli altri non mi portano motivazioni che considero ragionevoli) ma ascoltano.



