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Il pranzo della domenica del M.I. Single
Stamattina YdR mi ha convinto a fare un giro tra piazza Gae Aulenti e Eataly. Ho accettato e ho deliberato subito che mi sarei acquistato quanto avrei cucinato poi a pranzo. Il menù è quindi stato: pomodorini secchi sott’olio, da spiluccare per antipasto con della stracciatella di bufala, poi hamburger di coniglio grigio di non so dove con spadellata di zucchine (dell’esselunga…) con pomodoro e curry. Infine del gelato fatto in casa che mi è avanzato da ieri. Volevo mettervi anche le foto ma siccome la descrizione è meglio dell’aspetto, evito.
L’autunno del risparmio energetico
L’estate, ammesso sia mai iniziata, sta finendo. Io come ogni anni faccio il check dei possibili risparmi energetici di casa mia e mi guardo in giro. Si tratta di risparmi più che altro ecologici, visto che alla fine è una piccola passione che ho ma che forse mi costa in euro più di quanto risparmi (visti i miei ridotti consumi). La prima cosa su cui mi è caduto l’occhio oggi è una rivisitazione di un prodotto che già usavo ma che dovrei cambiare per via dell’usura:
RADFLEK, il pannello riflettente per termosifoni.
Come dice il nome, sono pannelli da montare dietro i termosifoni e che evitano dispersioni di calore. Diciamo che questo acquisto è ormai quasi certo.
Da tempo invece punto quest’altro oggetto:
Save el en – Save Energy Plus – Il Portale del Sole.
In pratica consente di caricare direttamente acqua calda nella lavatrice, consentendo così di risparmiare energia elettrica. Questo perchè scaldare l’acqua con le resistenze della lavatrice è più dispendioso che farlo con lo scaldabagno. Compatibile con tutti i tipi di lavatrici, dovrai capire bene quanto sia difficoltoso installarlo sulla mia lavatrice a incasso.
Un grande classico è poi il mio piccolo impianto fotovoltaico sul balcone. Stavo già pensando di affiancare al mio pannello da 120w un secondo pannello, raddoppiando così la potenza. Mi sono però accorto che con i nuovi modelli, con lo stesso ingombro, riuscirei ad avere un pannello da 250w. Quindi sostituendo quello esistente avrei il doppio dell’energia nello stesso spazio. Affiancando quello nuovo a quello vecchio triplicherei l’energia prodotta. Questo porterebbe poi al secondo problema: affiancare anche una seconda batteria per accumulare più energia. Sarà però un problema successivo, visto che voglio anche risistemare il balcone e riposizionare il tutto. Oltre a router, wifi e caricabatterie varie, riuscirei ad alimentare anche altro. Chissà, un domani potrei addirittura riuscire a collegare direttamente l’impianto di condizionamento al pannello fotovoltaico. Non sarebbe male per la stagione estiva.
C’era una volta il chiostro di Santa Maria delle Grazie
Ieri mi lamentavo che il giardino di via Terraggio non fosse più quello di una volta, soprattutto per andarci in pausa pranzo. Chiudevo dicendo che avrei ripiegato su di un altro classico: il chiostro di Santa Maria delle Grazie. Oggi puntualmente ci sono andato e… ho scoperto hanno transennato i muretti con del filo metallico per segnalare in modo abbastanza plateale che è vietato sedersi. Delusione. Devo trovare nuovi scampoli di centro a Milano dove rintanarmi dalle 13 alle 14.
Prima e dopo la cura
Ieri sono ripassato in Galleria Vittorio Emanuele, che poi sarebbe “secondo” ma non lo dice mai nessuno. Non ricordo se ve ne parlai (google non è venuta in aiuto alla mia memoria) ma sono in corso dei restauri. Il sistema è abbastanza innovativo perché, per evitare di impacchettare tutta la galleria, un’impalcatura su binario mobile si sposta avanti e indietro nei diversi settori. Per la prima volta ieri ho visto gli effetti e sono davvero notevoli. Con questa modalità operativa poi ci sono settori già ripuliti accanto ad altri che attendono ancora l’intervento. In questo modo il “prima e dopo la cura” è ancora più evidente.
Della superiorità di Italo. Comunque
Proprio lunedì tornavo da un weekend ad Ancona in cui mi ero mosso, con grande soddisfazione, con Italo. Ad un prezzo ragionevole avevo viaggiato in un ambiente pulito, comodo, fresco ed ero arrivato praticamente in orario.
A Luglio ero andato in liguria con Trenitalia, non spendendo molto meno ma con una qualità del servizio neppure lontanamente paragonabile.
Il “Comunque” che nel titolo era già previsto, doveva essere legato al fatto che Trenitalia (o come cavolo si chiama il gestore della rete ferroviaria, costola uscita dalle vecchi FS) mette pesantemente i bastoni fra le ruote a Italo, per esempio costringendolo ad una via crucis tra Milano Garibaldi e Milano Rogoredo che spesso costringe il treno a fermarsi davanti a semafori rossi. Cosa che alle Freccerosse non succede mai. Non a caso gli 8 minuti di ritardo che il treno aveva avuto all’andata erano stati accumulati proprio in uscita da Milano.
Ieri poi leggo QUESTO ARTICOLO che parla dei problemi finanziari di Italo e dei nuovi gabelli che lo stato gli impone. Chiosato da una agghiacciante, se vera, uscita di Gasparri.
A questo punto il mio “Comunque” resta ancora più valido e forte. Cercherò sempre di sostenere Italo che combatte una battaglia impari contro un colosso figlio dell’era del monopolio, che non riesce ad adeguarsi ai tempi e osteggia chi ci prova. Certo, per il suo profitto, ma che ci prova.
Tra l’altro, stolto io, mi sono infilato nel ginepraio di commenti all’articolo, provando a spiegare a dei soggetti di cui ignoro il background di come sia possibile che una società abbia potuto indebitarsi tanto in così poco tempo. Ah…i concetti d’investimento iniziale e punto di pareggio…questi sconosciuti 🙂
A pranzo da Temakinho
Oggi a pranzo ho testato Temakinho. Ristorante di cucina giapponese in stile brasiliano. La prima volta che ne sentii parlare, la trovai una commistione abbastanza tirata. Documentandomi ho poi scoperto che gastronomicamente è una contaminazione che trova ragion d’essere e non è certo un’invenzione modarola. Mi sono quindi convinto alla prova del locale che hanno in Corso Garibaldi. Inevitabilmente, data l’ubicazione, è un posto con una certa componente trendy, anche nella clientela, che so riflette inevitabilmente sul prezzo, non esagerato ma neppure ideale per andarci ogni giorno. Si esce sazi spendendo tra i 20 e i 30 euro. Il menù è composto da una variegata offerta di temaki e roll. Di quasi tutti i piatti è possibile avere la stessa ricetta nelle due varianti. Ci sono poi alcune tartare e dei piatti speciali. Normalmente si tratta di classici abbinamenti della cucina giappo, rivisti in chiave brasiliana. I gusti sono particolari e spesso tendenti al piccante, senza per questo far ricorso al wasabi. Personalmente mi è piaciuto molto, anche per l’ambiente ed il servizio.
Il vero rientro
Ho ripreso a lavorare il 20 agosto, periodo abbastanza atipico per me. Devo dire che è stato meno traumatico del previsto. In fondo lo studio era vuoto e, a parte qualche sporadica telefonata, anche i clienti erano ancora chiusi. Ho così potuto fare tutto quello che mi ero prefissato, con buona produttività ma senza per questo spremermi subito in modo assurdo. Oggi è cambiato tutto. Dopo l’ultimo rimasuglio di ferie con un ottimo weekend al mare, mi sono rituffato nel giro quotidiano. Con tutti gli annessi e connessi. Non è stato semplicissimo, come non lo è per il 99% di voi. In bocca al lupo a tutti!


