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Preso male

Si conclude oggi (spero almeno di non dover venire domani mattina) la prima settimana, corta, di lavoro. Lo devo ammettere: quest’anno il rientro l’ho preso malissimo. Sono partito lungo, a dire il vero. Dall’atterraggio a Malpensa, di sabato, con ripresa martedì, già mi venivano in mente le cose da fare e le possibili grane. Tutte regolarmente materializzatesi in questi giorni. Insomma, come succhiarsi in tre nano secondi gli effetti positivi delle ferie (bhé dai, non del tutto…).

Sogni

Io in genere ricordo pochissimi sogni. In genere quello che mi resta è solo una sensazione piacevole o di inquietudine che il sogno stesso mi ha lasciato, ancorché non lo ricordi minimamente (ricordo però di aver sognato). Stanotte invece è stato uno di quei rari casi in lo ricordo nitidamente. 

In pratica partecipavo a una puntata speciale di Masterchef dedicata agli ex concorrenti. Io poi ero un concorrente speciale perché, per strani motivi, avevo partecipato a ben due edizioni, arrivando anche abbastanzaa avanti. C’era da cucinare una sorta di sogliola impanata, partendo comunque da una base già fatta. Io la cucino (sappiate che nella realtà sono un cuoco decisamente mediocre) e poi corro nella sala a parte per prendere il piatto da impiattamento. I miei due avversari sono più avanti e l’hanno già preso. Entro in questa stanza che sembra una normale cucina di casa. Iniziò a cercare il piatto ma trovo solo fondine, scodelle, piatto su cui i bambini hanno colorato coi pennarelli. Nel frattempo discuto con Barbieri sul fatto che non ero mai entrato lì perché in due edizioni, pur andando molto avanti, non ero mai stato tra i migliori. Il tempo passa e io non trovo il piatto. A un certo punto entra Cracco che mi dice che il tempo è scaduto e che ero stato eliminato.

Che le molte scadenze di questo periodo abbiano avuto un certo peso? 🙂

La maledizione lavorativa di capodanno 

Da sempre sono abituato a non tirare particolarmente tardi la sera in ufficio. Le eccedenze lavorative preferisco in genere gestirle con i sabati mattina lavorativi. Questo, da un paio d’anni a questa parte, ha una preoccupante eccezione: la settimana di capodanno. L’anno scorso il 30 avevo lavorato fino a tarda sera coi colleghi e il 31 fino alle cinque del pomeriggio, per colpa di un Concordato Preventivo. Quest’anno tutto sembrava risolversi al meglio: alle 17.30 del 29 dicembre mi preparavo a uscire, con i documenti per una riunione la mattina dopo. Il 2015 lavorativo  doveva concludersi così. Invece no. Ieri è scoppiata una magagna. In ufficio fino alle 23.30, oggi trasferta verso Bergamo a raccogliere una firma e riunione di oggi spostata a domani. Ottimo direi.

Sogni strani

A voi è mai capitato di fare quei sogni “a pezzi”, che smettono e riprendono a cavallo delle fasi di dormiveglia di una notte agitata? A me è capitato stanotte, mentre facevo la cotoletta nel letto (come dice qualcuno). Ho sognato che dovevo fare una pratica per un’apertura di credito per un cliente e la banca mi tirava scemo con moduli su moduli da compilare. Per la serie: ho ancora un po’ troppo la testa sul lavoro e mi servono davvero le vacanze.

Il blog e il segreto di pulcinella

La mia pagina Facebook è visibile sono a chi ho in lista amici. Alcune persone con cui sono in contatto lavorativamente sono state preventivamente bloccate sul social network in modo che non vedano neanche che ci sono. Col blog questo non posso farlo: resta l’unica porta aperta sulla mia vita privata che le persone che conosco professionalmente possono avere. Ovvio, in ufficio nessuno lo conosce (o almeno nessuno dovrebbe conoscerlo) e non ne parlo certo ma il rischio che venga scoperto c’è.

Oggi ho passato due interessanti ore in riunione con dei commerciali di una nota azienda che ha lo stesso nome di una casa automobilistica per valutare un’eventuale campagna pubblicitaria web per una vendita immobiliare che devo fare. Visto che poi una certa conoscenza dell’argomento l’avevo, alla fine si sono informati sul come mai. Mi è scappato che ho un blog. Visto dove lavorano, se solo ci dedicano cinque minuti mi sa che sono già qua a leggere queste pagine. Nel caso, li saluto. 🙂

Il vero rientro

Ho ripreso a lavorare il 20 agosto, periodo abbastanza atipico per me. Devo dire che è stato meno traumatico del previsto. In fondo lo studio era vuoto e, a parte qualche sporadica telefonata, anche i clienti erano ancora chiusi. Ho così potuto fare tutto quello che mi ero prefissato, con buona produttività ma senza per questo spremermi subito in modo assurdo. Oggi è cambiato tutto. Dopo l’ultimo rimasuglio di ferie con un ottimo weekend al mare, mi sono rituffato nel giro quotidiano. Con tutti gli annessi e connessi. Non è stato semplicissimo, come non lo è per il 99% di voi. In bocca al lupo a tutti!

Ricerchiamo collaboratrice (offerta SERIA di lavoro)

Visto che si dice che c’è tanta disoccupazione ma noi fatichiamo a trovare qualcuno, metto anche qua un piccolo annuncio. Vediamo se salta fuori qualcosa.

Studio Associato di commercialisti e avvocati cerca collaboratrice con esperienza in studi legali, da inserire nel reparto Pratiche Fallimentari (siamo 7 curatori). Richiesta ottima padronanza del pacchetto Office, un buon grado d’indipendenza organizzativa e capacità di gestire le scadenze.
Gradita (ma non indispensabile) l’iscrizione in liste di mobilità o la possibilità di contratto di apprendistato.
Sede Milano Cadorna

Basta poco, che ce vò?

Più o meno simile era uno slogan di Giobbe Cobatta pro Amref (mettiamo un bel link che non fa mai male… nel caso sotto Natale qualcuno voglia pensare a chi sta molto peggio di noi).

Nel mio piccolo lo applico anche alla mia giornata, anzi alla settimana, lavorativa. Piena, soprattutto di rogne. Che poi ben vengano le “rogne” se sono comunque lavori, visto il clima in giro. Poi comunque senti quei due o tre clienti che in modo esplicito o meno ti fanno qualche piccolo complimento per il tuo lavoro e allora si manda giù con più scioltezza anche qualche boccone amaro.

Forza ragazzi che è venerdì pomeriggio!

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