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Un giro verso Expo

Nella giornata in cui risalta la notizia che il villaggio dei lavoratori di Expo (che non è quello in cui soggiornavano i delegati) sarà adibito a campo profughi, mi sono fatto un giro verso Expo. Ero per caso alla stazione ferroviaria di Rho Fiera e mi sono fatto un giro. La prima buona notizia è che non è una cattedrale nel deserto. Del resto era attiva anche prima dell’evento e ha un buon giro di pendolari che la usano. Ricordo a chi non è della zona che è ben lontana dal centro abitato di Rho, che ha una sua stazione. La cosa negativa è che l’alta velocità non ferma più qui e binari dedicati restano tristemente chiusi. Mi sono quindi avvicinato all’ingresso di Expo, passando tra gli uffici di lavoro temporaneo ormai vuoto. I lavori di smantellamento procedono è appunto per questo non ci si può avvicinare troppo. Giusto la pomposa uscita della stazione, tanto ampia per accogliere il flusso di persone, si può vedere in lontananza. Speriamo i lavori per il post Expo inizino presto.

 

Rho fiera, senza fiera

Oggi sono stato di prima mattina a Rho fiera, inteso come complesso di fiera (chiusa) metropolitana e stazione ferroviaria. Ha fatto uno strano effetto perché già arrivare alla stazione è una mezza impresa. Una volta lì ho percorso parte dei corridoi che neppure una settimana fa percorrevo nella fiumana dell’Artigiano in Fiera e ora erano deserti o addirittura chiusi. Inquietante che non solo non ci sia una biglietteria “umana” ma che per le fs neppure ci sia il distributore automatico, anche se lì fermano molti treni della direttrice per Torino. Mi sono anche fermato a prendere un caffè nel bar triste, sentimento che traspariva anche dai due lavoranti. Dirigendomi poi verso la macchina sono stato fermato da un gruppo di persone che cercavano l’Autoshow di Milano, di cui avevo sentito parlare ma che era evidente non fosse ora. Eppure il sito ufficiale riportava la data corrente. Ulteriore ricerca su Google ha fatto scoprire che era stato rinviato di un anno. Sommo il dispiacere del gruppetto.

Della superiorità di Italo. Comunque

Proprio lunedì tornavo da un weekend ad Ancona in cui mi ero mosso, con grande soddisfazione, con Italo. Ad un prezzo ragionevole avevo viaggiato in un ambiente pulito, comodo, fresco ed ero arrivato praticamente in orario.

A Luglio ero andato in liguria con Trenitalia, non spendendo molto meno ma con una qualità del servizio neppure lontanamente paragonabile.

Il “Comunque” che nel titolo era già previsto, doveva essere legato al fatto che Trenitalia (o come cavolo si chiama il gestore della rete ferroviaria, costola uscita dalle vecchi FS) mette pesantemente i bastoni fra le ruote a Italo, per esempio costringendolo ad una via crucis tra Milano Garibaldi e Milano Rogoredo che spesso costringe il treno a fermarsi davanti a semafori rossi. Cosa che alle Freccerosse non succede mai. Non a caso gli 8 minuti di ritardo che il treno aveva avuto all’andata erano stati accumulati proprio in uscita da Milano.

Ieri poi leggo QUESTO ARTICOLO che parla dei problemi finanziari di Italo e dei nuovi gabelli che lo stato gli impone. Chiosato da una agghiacciante, se vera, uscita di Gasparri.

A questo punto il mio “Comunque” resta ancora più valido e forte. Cercherò sempre di sostenere Italo che combatte una battaglia impari contro un colosso figlio dell’era del monopolio, che non riesce ad adeguarsi ai tempi e osteggia chi ci prova. Certo, per il suo profitto, ma che ci prova.

Tra l’altro, stolto io, mi sono infilato nel ginepraio di commenti all’articolo, provando a spiegare a dei soggetti di cui ignoro il background di come sia possibile che una società abbia potuto indebitarsi tanto in così poco tempo. Ah…i concetti d’investimento iniziale e punto di pareggio…questi sconosciuti 🙂

Un weekend ad alta velocità: Frecciarossa vs Italo

Lo scorso weekend mi sono tolto lo sfizio di provare l’alta velocità ferroviaria. L’ho fatto su una breve tratta (Milano-Bologna), con la classe più bassa e testando entrambi i vettori: Frecciarossa all’andata e Italo al ritorno.

Entrambi offrono wifi gratuito. In entrambi i casi la qualità della connessione era piuttosto bassa e sono finito per utilizzare la mia solita connessione mobile. Il portale interno di Italo però mi sembra migliore, ho visto senza problemi una parte di un film messo gratuitamente a disposizione.

Tutti e due sono partiti e arrivati puntualmente. Da segnalare che purtroppo Italo non puo’ arrivare in centrale ma solo in Garibaldi, questo fa sì che sulla tratta Bologna-Rogoredo ci metta 50 minuti, a fare Rogoredo-Garibaldi altri 20. Diverso il discorso per l’uscita dalla città di Frecciarossa. Concorrenza sleale? Qualcuno ha parlato di concorrenza sleale? 🙂

Per quanto riguarda i posti devo dire che vince Italo. Poche postazioni da quattro con tavolino in mezzo, quasi totalitarie invece sul Frecciarossa, ma sedili più in stile aereo. Molto più ampio quindi il posto per le gambe.

Infine il prezzo. Prenotando lo stesso giorno i due biglietti sono riuscito ad avere la tariffa da 20 euro su Italo, minimo 40 su Frecciarossa, dove inoltre non funzionava il sito e ho dovuto prenotare in agenzia pagando la commissione.

Ai punti per me vince Italo.

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