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Tutti odiano l’Armenia

La nostra guida, orgogliosa e nazionalista, forse esagerava a magnificare la sua terra natia. Allora (per il principio del “al lupo al lupo”) abbiamo iniziato a fare un po’ la tara alle sue affermazioni. Quando ci disse che spesso nelle previsioni meteorologiche internazionali Yerevan era esclusa per motivi politici, lo tacciammo un po’ come cazzaro. Nel viaggio di ritorno è successa però una cosa che mi ha fatto pesare diversamente le sue parole. Nella foto vedete la mappa della rotta del nostro volo Aegean: c’è il punto di partenza ma non viene nominata la città di Yerevan. 

Dura la vita armena… 

Tutti quelli che ritornan dalla Grecia 

Sia nel volo di andata che in quello di ritorno abbiamo fatto scalo ad Atene. Visto il periodo è visto la città, era inevitabile che vi postassi “Rapput”. Anche perché il peoplewatching tra aeroporto e volo non faceva altro che confermare tutte le tesi del testo.

 

Se vivessi a Yerevan  vorrei vendere pneumatici 

Se già vi ho parlato dei guidatori georgiani, oggi vi parlo di quelli armeni, soprattutto degli abitanti della capitale. Di sicuro sono più disciplinati dei loro vicini ma hanno un brutto vizio: sgommare in partenza ai semafori. Non so quante volte, in questi giorni, ho sentito stridere le gomme. In genere si auto un po’ tamarre e di una certa cilindrata. 

Restando in tema automobilistico, anche a Yerevan ho trovato una pt cruiser. Mi resterà invece il rammarico di non essere riuscito a fotografarne una stranissima: fatta a limousine ma con una sorta di espansione di vetro a mo di calessino (o PapaMobile).

Uno passa la vita a fare le vacanze in Trentino e poi…

Siamo stati al monastero di Tatev e per arrivarci si deve prendere una funivia. Quando la nostra guida ha detto che era la più lunga al mondo molti hanno storto il naso. Alla fine dopo accurate verifiche online, ho appurato che in effetti è così. Certo che magari il record è agevolato dal fatto che ormai da noi gli impianti sono tutte cabinovie, tranne rari casi.

Contrattare è unteria

Io non sono fatto per i mercati più a est di Atene. Laddove la contrattazione sul prezzo è una prassi consolidata, io non mi trovo a mio agio. È così bello vedere un oggetto, sapere il prezzo e quindi decidere se soddisfa o meno il proprio prezzo di riserva personale. 

Invece no. Qui è d’obbligo contrattare, è quasi uno sgarbo se non lo fai. Il mio massimo è chiedere il prezzo, se me ne dicono uno troppo alto, ringrazio e me ne vado. Se mi fermano con una controfferta se ne può anche riparlare. 

La tratta dei turisti 

L’altro giorno siamo passati dalla Georgia all’Armenia, attraverso un confine di terra. Il passaggio è stato tutto fuorché semplice. Al confine georgiano siamo scesi dal pullman e abbiamo fatto un primo controllo, dove ci hanno messo sul passaporto il timbro d’uscita. Siamo risaliti sul pullman e siamo arrivati al confine armeno. Siamo scesi e, in coda con varia umanità e nel caos automobilistico più totale, abbiamo fatto un altro controllo documenti? Al di là del confine siamo stati consegnati dalla guida georgiana a quella armena. Finito? Affatto. Dovevano ancora controllarci il pullman. Il tutto tra auto che si divincolavano dalla coda in maniera molto creativa. 

Un’esperienza molto formativa…

Omalo-Vegas 

Omalo, come già accennato, è un piccolo centro rurale (oltre i 2000 metri), al centro un parco naturale al confine con la Cecenia. 72 chilometri di sterrato, che si fanno in circa cinque ore, la separano dal resto del paese. Nonostante questo, è il posto dove il nostro gruppo di è fatto le serate, finora, più spassose. Tra un grappino locale,  vodka a un lari (30 centesimi di euro) e vino fatto in casa da due sorelle (gnocche, quindi presumibilmente russe) che gestiscono un ostello un po’ rasta.

Non sai mai a priori dove ti diverirai di più. 

Hall of fame georgiana

Nell’ultima mattinata georgiana a Tbilisi, abbiamo abbandonato il gruppo nella sua veloce visita alla Galleria Nazoonale, preferendo una passeggiata in centro. Davanti ad un cinema ci siamo imbattuti in una sorta di Hall of Fame. Immancabile la foto da turista ma quale stella scegliere? Ho fatto a caso. A quanto dice la nostra guida, ho optato per una vecchia attrice georgiana ancora in attività. Non chiedetemi il nome.