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Wimbledon vs Flushing Meadows
Mentre la mia amata Flavia Pennetta e Roberta Vinci si sono qualificate per le semifinali degli Us Open, per me è tempo di fare dei paragoni tra i due tornei del Grande Slam che ho avuto la fortuna di poter vedere di persona. Ok, oltreoceano erano ancora solo le qualificazioni, ma sono bastate per farmi un’idea abbastanza precisa.
Le differenze sono tante e si avvertono fin dalla fermata della metropolitana con cui si arriva all’impianto. Quella londinese (Southfields, non Wimbledon) è totalmente votata all’evento e adornata di conseguenza, quella newyorkese è divisa con lo stadio del baseball dei Mets e si seguono scarni cartelli con la scritta “tennis”. Flushing Meadows è un impianto più monumentale, con tante tribune in cemento anche su campi minori. Wimbledon ha un impatto visivo meno imponente ma, anche per i colori, ha un clima più caldo e confortevole. Sostanzialmente gli Us Open sono molto più chiassosi. Si entra e si esce dai campi quasi in ogni momento, c’è musica in diffusione sul piazzale (che si sente sui campi minori) e il centrale non è certo silenzioso. Wimbledon, lasciatemelo dire, ha tutto un altro fascino. Si respira l’aria della storia e della tradizione, si celebra il rituale del tennis. Flushing Meadows è un grande torneo organizzato in grande per dimostrare di essere grandi. Una spigolatura finale suo raccatta palle. In Inghilterra seguono militareschi rituali. Le palline vengono passate per precisione millimetrica facendole rotolare sul campo. Negli States le palline sono fatte volare a destra e sinistra con lanci in stile baseball.
Avete capito quale torneo preferisca
Acquisti, jeans e dollaro
Quest’estate negli USA non era molto periodo da buttarsi in grandi acquisti. Il cambio euro/dollaro non era favorevole e poi la globalizzazione ha fatto sì che non ci siano più quelle cose che oltreoceano si trovano e qui da noi no. Alla fine, con un vero tuffo negli anni 80 una delle cose più convenienti erano i jeans. I Levi’s 501 si trovavano a meno di 50 euro. Mi faceva un po’ “italiano al primo viaggio usa” ma alla fine è stato uno degli acquisti più convenienti.
Girls Night Out
Un paio di cose mi hanno particolarmente colpito, rispetto al passato, in questo mio ultimo passaggio a Las Vegas. Innanzitutto, nel weekend, ho trovato l’utenza media molto più giovane. In particolare modo venerdì e sabato sera ho notato un sacco di gruppi di ragazze in giro per la “classica” uscita per l’addio al nubilato o per il compleanno di una. Vuoi l’effetto di film come 21 o Una notte da Leoni, vuoi la moda, vuoi che i casino so sono indirizzati molto più verso la Nightlife, queste presenze sono innegabilmente più presenti è innegabilmente sempre caratterizzare da caratteri comuni. La donna americana, soprattutto se di ceppo caucasico, se vuole andare giù da battaglia ha un solo tipo di abbigliamento: completino corto o minigonna, meglio se nero, spalle scoperte. Noi uomini in ufficio dico sempre che abbiamo la divisa, con completo, camicia bianca o azzurra e cravatta, ma qui abbiamo veramente la divisa Usa della donna che vuole fare “faville”. Ps in genere ai piedi hanno le flip flop o scarpe col tacco che a un certo punto vengono portate in mano, per camminare a piedi nudi. Voto 2
Una t-shirt non si nega a nessun… Negozio
I ristoranti americani, non solo quelli delle catene, hanno sempre avuto l’abitudine di produrre le proprie magliette da vendere come gadget. Quest’anno però ho notato come la cosa stia un po’ sfuggendo di mano. Ora spesso anche i chioschi dei farmer market e i piccoli ristoranti i di provincia ne hanno una. Talvolta veramente pessime. Potere della facilità con cui ormai se ne possono produrre, anche da noi, tramite internet.
Top Of The Rock
Mentre volo verso casa inizio una serie di post su cose viste o successe durante questo viaggio ma che non hanno fatto in tempo ad andare “in diretta” sul blog.
Essendo già stato diverse volte sull’Empire State Building, questa volta, per una vista dall’alto di Manatthan, abbiamo optato per Top of the Rock: la (relativamente) nuova terrazza panoramica del Rockfeller center. A mio avviso è il punto migliore per vedere la città perché sei a ridosso di Central Park è in mezzo agli altri grattaceli. Soprattutto si può fotografare anche l’Empire. Fattore non trascurabile c’è anche meno coda per salire. Pretendente consigliato.
Love: circle di soleil
Ma bravo il nostro Guy Lalibertè. Per anni, lo ammetto, ho schifato il suo Cirque di Soleil. Poi quest’anno sono andato a vederlo in Expo e mi era piaciuto. In quel momento avevo già in mente di andare a vedere il suo Love, ispirato alla musica dei Beatles. Lo spettacolo residente al Mirage, il resort ci ha puntato molto per il dopo Sigfrid e Roy. Devo ammettere che Love mi è piaciuto davvero tantissimo. È una produzione faraonica con un teatro dedicato che ha un impianto scenico circolare da paura. A Las Vegas ci sono tanti spettacoli del Cirque (quando li conto ci faccio un post) ma dubito che siano tutti all’altezza di questo. Se vi capita è davvero consigliato, da lasciare a bocca aperta. Nota a margine: il biglietto non è certo regalato ma io sono riuscito ad avere due biglietti al presso di uno, grazie al gioco gratis di Facebook MyVegas Slot.
Affari di famiglia
Dai, chi non ha visto almeno una puntata di Affari di Famiglia su History Channel? A questo giro non potevo non passarci. Posizionato in una zona non certo lussuosa della città, a ridosso di Freemont Street, il primo problema è stato il parcheggio. Proprio dietro c’era un parcheggio gestito ad hoc. Da bravo milanese imbruttito temevo volessero lucrare sulla cosa, non trovando alternative vicine ci sono comunque entrato. Sorpresa: era gratis e c’era un concorso per vincere un tour deluxe. Detto questo poi sono entrato. Ovviamente nessuno dei protagonisti era presente ma si riconoscono tutte le inquadrature classiche del programma che, come da prassi, fanno sembrare il posto più grande di quanto sia. Foto di rito e via. Been there, down that.
Slotzilla
Lasciatevelo dire, se non lo sapete già: le zipline sono il divertimento adrenalinico più alla moda. Qui negli USA è già affermato ma anche sulle nostre montagne si sta diffondendo velocemente. Di che si tratta? Di lasciarsi andare, imbragato di tutto punto, su di un cavo in discesa. Una sorta di discesa in seggiovia… Senza seggiovia. In tempi non sospetti avevo detto avrei fatto slotzilla. Una zipline particolare: si attraversa la Freemont street di las vegas, passando sulla testa della gente, e lo so da a volo d’angelo e non nella classica posizione seduta. Credevo mi avrebbe fatto impressione l’altezza (si parte da ben più di 5 piani) invece nulla: mi sono solo divertito un sacco. Ora devo cercare delle zipline italiane.







