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Chi troppo vuole, poco stringe
Prima mattina in Nevada e primo torneo di Texas Hold’em. Dopo accurata scelta su internet, ho scelto il mattutino del Monte Carlo. Buy in $50, 4000 chip e livelli da 20 minuti. Peccato che a giocarlo fossimo solo in cinque. Oltre a me dei giovani sposini e due vecchi marpioni amici fra loro. Parto male ma mi riprendo. Sono pagati dei posti e, eliminati gli sposini, resto con le due vecchie volpi. Gioco benino e quando scoppia la bolla sono avanti. Lui propone il deal ma io rifiuto. Si rivelerà una pessima scelta perché alla fine arriverò secondo, prendendo solo pochi dollari rispetto al Buy in. Ci riproverò domani.
Aria… Di casa
Finalmente a Las Vegas. Non lo dico perché i posti visti in questa vacanza non mi siano piaciuti, anzi. Lo dico perché erano anni che volevo tornare e non ci riuscivo. L’albero go scelto per questa volta è stato l’Aria, anche se per lungo tempo avevo pensato di tornare al Mandalay Bay. La stanza è fantastica. Ampia, con tutti i confort e… Comandata tutta in domotica. Dalla TV o da un piccolo tablet/sveglia/cornice sul comodino posso aprire le tende, regolare caldo e freddo, accendere le luci. La figata è soprattutto la sveglia: imposti e all’ora fissata apre le tende (spalancandoti sull’ottima vista del 23esimo piano) e ti accende luci e TV. Se ve lo state chiedendo: sì, è la stanza base
Da Picasso ad Almagro: parte seconda
Dopo il MoMA, non senza qualche confusione tra linee metropolitane “local” e “express” sono andato a Flushing Meadows a coronare una mia piccola passione: il turismo sportivo. Sono così arrivato a metà grande slam, almeno da tifoso. Dopo Wimbledon sono stato agli US open, anche se solo le qualificazioni. Ho visto due italiani perdere, tra l’altro Arnaboldi sfortunato al tie break del set decisivo, e la Pennetta allenarsi. Seguirà un post ad hoc sulle differenze che ho trovato tra i due tornei. È stata comunque un’esperienza eccitante! Ovviamente ho strisciato pesante all’unico shop già aperto.
Da Picasso ad Almagro – prima parte
Giornata biciok oggi: mattina culturale al MoMA e pomeriggio a vedere il tennis a Flushing Meadows. Ammetto che mi sarebbe piaciuto farlo più con calma ma impossibile conciliare sempre tutto. Molto bella anche la sezione fotografica, anche se devo ammettere che i “grandi classici” fanno sempre il loro effetto. Anche la struttura museale in sè è davvero notevole.
Qui ci sono già stato
Si sa: io ho una pessima memoria. Soprattutto dell’anno (era il 98 o il 99) in cui feci un itinerario simile a quello di quest’anno, non ricordo molto, soprattutto di New York. Ricordo però una scena di una paffuta cameriera che prendeva in giro mio cugino perché non capiva il suo inglese. Per arrivare al nostro albergo siamo passati davanti ad un locale e mi son detto “è successo qua”. Oggi ci sono entrato e ne sono sempre più convinto. Strana la mente umana.
Guardare film nei parchi
Una sera ci siamo imbattuti a Bryant Paark, un giardino dietro la biblioteca pubblica, in una proiezione all’aperto di Ritorno al Futuro. Di sicuro più di un migliaio di persone in piena tranquillità e ordina a divertirsi in una calda serata d’estate. I poliziotti erano presenti ma non moltissimi e si limitavano a far spostare i pochi che si sedevano nelle vie di passaggio. Sera dopo stessa scena a Central Park ma con molte più persone, come vedete dalla foto. Questa volta per The Blues Brothers. Molto bello e anche coinvolgente. Un triste pensiero è stato che i pochi eventi gratuiti del genere che ho visto a Milano, la sensazione di civiltà sicurezza era un filino inferiore.
Dell’efficienza online
Ieri abbiamo fatto una cosa molto da turisti: la crociera circle line attorno a Manatthan. La si vede in diversi film. Uno fra tutti “un giorno per caso”con Clooney e la Pfiffer. Non sapevamo che giorno saremmo andati se non la mattina stessa. Ieri, appena alzato, ho quindi visitato il sito per controllare gli orari: la crociera che ci interessava era alle 11. Erano le 9 passate e ho notato che era comunque prenotano le, ottenendo così uno sconto del 15% ho provato e ho atteso l’email di conferma. Qui iniziano o guai. L’email dice che l’allegato PDF va stampato, assieme alla mail, e consegnato. Io ovviamente non ho la stampante, inoltre da iPhone quel PDF non si legge. Preoccupato di aver buttato i soldi mi dirigo al pier. Faccio vedere sul piccolo schermo la mail, l’addetto sparisce in 30 secondi torna coi nostri biglietti. In queste cose sono troppo avanti.
Ps ok la gita è un classico da turisti ma consente visuali davvero da cartolina






