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Expo: titoli di coda
Mentre già Travaglio & friends riprendnoo gli attacchi a Expo (magari ne parlerò a parte), l’Esposizione Universale è finita. Alla fine un colpo di coda l’ho dato e sono andato il giorno di chiusura. C’era un clima strano. Innanzitutto c’erano pochissimi stranieri. Per il resto c’era un mix di seasonal pass che cazzeggiavano per l’ultima volta e gente che si affannava per vedere i padiglioni. Il tutto chiosato dalla cerimonia e dai fuochi di artificio. Uscendo, con amici, il clima era quasi triste perché in fondo è una cosa che c’è stata e non tornerà più. Provai una cosa simile lasciando per l’ultima volta un sito olimpico a Londra 2012.
Antonio Boggia, chi era costui?
Ci sono molti libri e racconti che trattano la Milano Nera. Tutta quella serie di fatti di cronaca, appunto nera, che hanno riguardato la nostra città. Principalmente sono ambientati negli anni settanta, quando anche anche il cinema, con la exploitation italiana ci raccontava di rivoltelle e rapine. C’è però una storia molto più vecchia e, se vogliamo, affascinante nel passato milanese. Si tratta di quella relativa a Antonio Boggia, riconosciuto come il primo serial killer italiano. Per approfondire vi rimando alla pagina di Wikipedia Antonio Boggia – Wikipedia
Ci sono anche diversi libri. Li trovate su Amazon cercando “stretta Bagnera”, la via dove Boggia “operava”
Ciao Expo, potevo fare di più
Inizia l’ultima settimana di Expo e io sono combattuto: provare a infilarmi nel marasma per un ultimo giro o chiuderla qui? Di sicuro, nonostante sia stato diverse volte sul decumano (ho il seasonal pass) avrei potuto fare di più. Non ho visto tutti gli stand, al grido di “la prossima volta”. Non ho fatto tutte le foto che avrei voluto, soprattutto serali. Vediamo come procede la settimana, magari un pomeriggio riesco a ritagliarmelo. Poi c’è sempre la festa di chiusura… Se divento masochista.
Quella incontenibile voglia di photobombing
Da quando sono iscritto in palestra in piazza Diaz, mi capita molto più spesso di attraversare piazza Duomo. Lì è tutto uno zigzagare per evitare d’intromettersi nella foto di qualche turista. Voglia che però è sempre più forte. Uno di questi giorni inizio veramente a mettermi alle spalle di qualcuno e fare il segno di vittoria con le dita (il presenzialista? Qualcuno ha nominato il presenzialista?) oppure fare le boccacce. Insomma, fare del photobombing. Prima o poi cedo. Prima o poi trovo qualcuno che dopo mi lascia una centra in faccia…
Starbucks, Domino Pizza e la Milano che cambia (reprise)
Dopo quanto scritto ieri, c’è un altro aspetto della Milano (commerciale) che cambia che è assurto agli onori della cronaca. Dopo annunci e smentite nel corso degli anni, due grosse catene alimentari americane aprono a Milano: Domino’s Pizza e Starbucks. La sfida è intrigante perché rappresentano due modi “stranieri” di presentare prodotti italiani: la pizza e il caffè. Attecchiranno qui da noi? Secondo me Domino’s si snaturerà, offrendo un prodotto in linea coi nostri standard, magari con varia nr un po’ esotiche. Saprà ritagliarsi uno spicchio di mercato se e quanto sarà ben gestito, al pari di spontini o qualsiasi kebabbaro. Diverso il discorso per un brand con una forte cultura aziendale come Starbucks. In città turistiche lo vedo di successo ma a Milano, dove già sopravvive un suo clone, non credo che possa avere il devastante impatto che ha avuto altrove nel mondo. Voi lascereste il vostro bar per un loro espresso?
Odeon, Apollo e la Milano che cambia
È unanimemente riconosciuto che Expo ha comunque portato un’aria nuova a Milano e la città sta avendo (o subendo?) una rinascita. In tutto questo fermento ci sono cose che piacciono e altre meno. Nelle ultime settimane hanno destato abbastanza scompiglio due notizie. Il cinema Apollo chiuderà per lasciare spazio ad un Apple Store e il multisala Odeon è stato acquistato da La Rinascente per una futura espansione. Risolviamo subito il secondo punto: l’Odeon non mi mancherà. È stato il primo multisala mainstream della città. Ora le sale secondarie dimostravano veramente io segno dei tempi. Chi vuole vedersi un cine panettone può tranquillamente andarsene in un multisala di periferia. Diversa la questione per l’Apollo. Assieme a Eliseo e Anteo era uno dei pochi cinema dove poter vedere film al di fuori dei soliti circuiti. Sinceramente mi mancherà. Mi fa un po’ sorridere però che la levata di scudi sia venuta anche e soprattutto da gente che non ci ha mai messo piede… Dov’erano quando Excelsior, President e altri cinema venivano chiusi?
Grosso giro a China Town
Da quest’estate mi è capitato di passare diverse volte in zona Paolo Sarpi, la Chinatown milanese. Una volta era una zona non particolarmente belle, fatta di bui negozietti dediti all’import export e con numerosi soggetti che correvano con carrelli carichi a destra e a sinistra. Negli ultimi anni però, di questo bisogna renderne merito sia alla comunità cinese che alle varie amministrazioni comunali che si sono succedute, la situazione è molto cambiata. La pedonalizzazione e un generale abbellimento della zona ne hanno fatto un angolo piuttosto gradevole.
Ho visto diverse chinatown in giro per il mondo. New York, San Francisco, Londra. Quella di Milano però, secondo me, è fatta ad immagine e somiglianza della città. E’ insomma una Chinatown Milanese Imbruttita. Se altrove ci sono riconoscibili segni di “cinesità” talvota anche pacchinai (penso ad alcuni dragoni londinesi), quella di Milano è tutta focalizzata sul lavoro. Negozi, insegne, anche i ristoranti sono prettamente ad uso interno e non finalizzati ad attrarre milanesi e turisti. Sinceramente non mi dispiace affatto passarci ogni tanto.
Per fortuna che mi hanno detto che è Mandela…
Oggi ho scoperto che, non distante dal mio ufficio e proprio davanti al consolato sudafricano, è stata inaugurata una statua dedicata a Mandela. Bene. Bravi. Però scusate un secondo. Guardate la foto che posto qui a fianco e guardata la galleria nell’articolo originale che vi linko qui sotto. In una scala da 1 a 10, secondo voi quanto somiglia a Mandela? Secondo me molto poco. Mi riprometto di fare un giro a vederla di persona ma dubito di cambiare idea.
Sorgente: Zona Castello – Una statua per Mandela – Urbanfile Blog




