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Cinema Apollo: era solo questione di tempo

Lo si sapeva da mesi. Ormai credo fosse più di un anno. Il cinema Apollo, storico multisala centralissimo, specializzato in film non proprio per il grande pubblico, ha chiuso. Sono iniziati i lavori che, al suo posto, porteranno il nuovo Applestore milanese. Il tempo dell’indignazione dei più è ormai passato e la cosa è passata quasi in sordina.

Anche a me, in fondo, è dispiaciuto ma non riuscivo ad andarci più di un paio di volte l’anno.

La dura legge del mercato? Probabilmente potremmo metterla così… Fatto sta che a Milano ora sarà più difficile trovare sale che proiettino film un tantino più difficili.

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Il post dell’anno

Mi sono accorto che ho trattato il post più letto di dicembre ma non quello più letto di tutto il 2015. Il podio è interessante e variegato.

Al terzo posto un pezzo che non è neppure del 2015 ma bensì del 2014. Si dev’essere così ben posizionato nei motori di ricerca che quasi ogni giorno ha portato il macinato: Top Five: film sull’hockey

Medaglia d’argento per un post recente ma che dev’essere arrivato sui motori di ricerca al momento giusto. Vi raccontavo della chiusura del car sharing Twist e di come lo avessi appena sottoscritto: Twist chiude, il tempismo è tutto nella vita

Vince un post che deve il suo successo alla condivisione che ne ho fatto sulle pagine dei tifosi dell’Olimpia Milano e che parla del fatto che sono stato bannato dall’account twitter ufficiale della società: Il Daspo ai tempi dei Social

In definitiva è stato un bel 2015 per la mia versione “autore di blog”. Mi sono divertito a vessarvi con tante stupidate. Grazie per avermi letto.

Le auto di Twist abbandonate in città 

Come scrissi, con discreto seguito di pubblico, qualche settimana fa, il car sharing di twist ha chiuso. La questione però non è finita lì. Nessuno si è preoccupato di andare a recuperare le auto in giro per Milano. Qualcuna è stata vandalizzata, molte hanno preso multe, nella migliore delle ipotesi portano i segni dell’abbandono per strada senza un lavaggio. Tanti piccoli monumenti al fallimento.

  

Twist chiude: il tempismo è tutto nella vita

Questa mattina pubblicavo un post in cui magnificavo le condizioni di Twist rispetto a quelle di Car2Go. Del resto solo la settimana scorsa ho completato la registrazione a questo car sharing, versando l’obolo di 15 euro.

Bene, oggi hanno sospeso il servizio. Ecco la laconica comunicazione che mi è stata girata da un amico:

Gentili Clienti,

Vi informiamo, con grande dispiacere, che, con effetto immediato ci vediamo costretti
a sospendere momentaneamente il nostro servizio di car sharing.

Ringraziamo i Clienti che ci hanno accordato la loro fiducia, i fornitori che ci hanno
seguito in questa sfida e i nostri dipendenti che hanno profuso in tutto il periodo un
eccezionale impegno, e contiamo di comunicarVi al più presto la riattivazione del
servizio.

Cordialissimi saluti.

Odeon, Apollo e la Milano che cambia

È unanimemente riconosciuto che Expo ha comunque portato un’aria nuova a Milano e la città sta avendo (o subendo?) una rinascita. In tutto questo fermento ci sono cose che piacciono e altre meno. Nelle ultime settimane hanno destato abbastanza scompiglio due notizie. Il cinema Apollo chiuderà per lasciare spazio ad un Apple Store e il multisala Odeon è stato acquistato da La Rinascente per una futura espansione. Risolviamo subito il secondo punto: l’Odeon non mi mancherà. È stato il primo multisala mainstream della città. Ora le sale secondarie dimostravano veramente io segno dei tempi. Chi vuole vedersi un cine panettone può tranquillamente andarsene in un multisala di periferia. Diversa la questione per l’Apollo. Assieme a Eliseo e Anteo era uno dei pochi cinema dove poter vedere film al di fuori dei soliti circuiti. Sinceramente mi mancherà. Mi fa un po’ sorridere però che la levata di scudi sia venuta anche e soprattutto da gente che non ci ha mai messo piede… Dov’erano quando Excelsior, President e altri cinema venivano chiusi?

  

Ecco perché non gioco a poker nei circoli

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Premessa: l’articolo linkato all’interno del post presenta diverse inesattezze ma il mio concetto di fondo resta.

Ho diversi amici che rilanciano le pubblicità dei tornei live di un noto circolo milanese dove si gioca a Texas Hold’em. Guardando la trasparenza con cui pubblicizzavano i loro tornei mi era quasi venuto un dubbio: vuoi vedere che è uscito il regolamento attuativo della legge e ora i circoli hanno riaperto? Sì perché in Italia c’è. Una strana situazione per la quale è uscita una norma che regolamenterebbe il Texas hold’em nei circoli, ma non è mai arrivato il relativo regolamento. Risultato? I circoli che si arrischiano a organizzare tornei non possono dire di rispettare al 100% la legge. Anzi. Poi molti prefetti hanno deciso di tollerare la cosa ma è un altro paio di maniche. Torniamo a ieri, quando sulla bacheca di Facebook ricevo una strana notifica da questo circolo, che parla di un’infrazione rilevata ma che nessuno ha subito denunce o che altro. Ahia, penso io. Oggi poi su MilanoToday appare questo articolo. Sarà anche vero che è tutto da verificare ma qualcosa è successo. Ecco perchè nessuno riuscirà a convincermi che giocare nei circoli, oggi, sia legale. Ecco perchè continuo a farmi le mie piccole partitine online e ogni due o tre mesi faccio una capatina con amici a Campione, dove i tornei dei Texas sono legali, approvati e tassati. Poi ognuno è libero di fare le proprie scelte. Ognuno è libero di dire che la situazione della legge è anacronistica (in effetti ha fatto chiudere i circoli sani e ha incrementato il lavoro delle bische). Questa però è la situazione attuale con la quale tutti devono confrontarsi.

Orfano di Wired

Dopo mesi di tentennamenti, verso maggio mi ero finalmente deciso a sottoscrivere l’abbonamento cartaceo a Wired. La versione online, a cui pure ero stato abbonato in passato, non mi è mai piaciuta. Troppo forzosamente multimediale per risultarmi di facile lettura. Ho fatto giusto in tempo a ricevere tronfio un paio di numeri che ora salta fuori che sopprimono la versione tradizionale. Per me è un clamoroso autogol ma, si sa, la stampa cartacea non vive certo un periodo florido. Personalmente mi guardo bene dal leggere la versione online.

 

L’abitudinario, i fallimenti e il sabato

Io e YdR in genere ci vediamo sempre il sabato nel primo pomeriggio. Uno dei due passa a prendere l’altro e si va al centro commerciale di Settimo Milanese. Il rito è più o meno sempre uguale. Caffè aggiornandosi delle rispettive settimane, giro al Mediaworld e poi spesa all’esselunga (con annessa carrellata sulle cassiere). Da luglio invece no. Chiudono il mediaworld. Il primo impatto è sul mio essere abitudinario: mi mancherà un pezzo. Il secondo è sulla crisi. Il secondo piano del centro di Settimo è da sempre soggetto a chiusure e riaperture di esercizi commerciali. Più le prime che le seconde. Il mediaworld però aveva sempre resistito. La preoccupazione è che quel posto, Esselunga a parte, resti una cattedrale nel deserto

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