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La bolla scoppiata dei box vacanze

Il 2 gennaio 2016 scrivevo questo pezzo: Mode natalizie che vanno | Il Puck

Fondamentalmente dicevo che se il Natale 2015 era stato l’apice delle diffusione dei box vacanze/soggiorni/relax/cene, quello 2016 aveva segnato invece un grande ritracciamento del fenomeno.

Oggi ne ho avuto un’ulteriore conferma. Avevo (dal Natale 2015) un box della “RegalONE” della durata di 12 mesi. Volevo andare sul loro sito per vedere se, pagando, era possibile estendere la validità, così come avviene per altri circuiti simili. Digito l’indirizzo e… il dominio è chiuso. La cosa mi puzza molto male e allora faccio una rapida verifica su Google: la società è fallita e ora dovrei fare l’insinuazione al passivo. Ok sono del mestiere e non mi costerebbe niente, se non un’oretta di impegno. Però so anche che, nella migliore delle ipotesi, rivedrei il 5% del valore. Alla fine mi spiace per chi mi fece il regalo (e non ricordo precisamente neppure chi fosse) ma lascerò stare la cosa…

Per chi vuole saperne di più, ecco l’articolo di ALTROCONSUMO

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Le auto di Twist abbandonate in città 

Come scrissi, con discreto seguito di pubblico, qualche settimana fa, il car sharing di twist ha chiuso. La questione però non è finita lì. Nessuno si è preoccupato di andare a recuperare le auto in giro per Milano. Qualcuna è stata vandalizzata, molte hanno preso multe, nella migliore delle ipotesi portano i segni dell’abbandono per strada senza un lavaggio. Tanti piccoli monumenti al fallimento.

  

Twist chiude: il tempismo è tutto nella vita

Questa mattina pubblicavo un post in cui magnificavo le condizioni di Twist rispetto a quelle di Car2Go. Del resto solo la settimana scorsa ho completato la registrazione a questo car sharing, versando l’obolo di 15 euro.

Bene, oggi hanno sospeso il servizio. Ecco la laconica comunicazione che mi è stata girata da un amico:

Gentili Clienti,

Vi informiamo, con grande dispiacere, che, con effetto immediato ci vediamo costretti
a sospendere momentaneamente il nostro servizio di car sharing.

Ringraziamo i Clienti che ci hanno accordato la loro fiducia, i fornitori che ci hanno
seguito in questa sfida e i nostri dipendenti che hanno profuso in tutto il periodo un
eccezionale impegno, e contiamo di comunicarVi al più presto la riattivazione del
servizio.

Cordialissimi saluti.

La sigaretta elettronica ha le polveri bagnate

Mi spiace esser stato facile profeta e mi spiace altresì di non aver fatto un post ad hoc il Natale scorso. La mia idea era di consigliare chi apriva un business nelle sigarette elettroniche, di fare un temporary store…perchè la pacchia non sarebbe durata a lungo…

Il sito del Corriere riporta oggi che molti negozi stanno chiudendo. Danno la colpa alle tasse ma secondo me è proprio un articolo che non è destinato ad attecchire stabilmente.

Sigaretta elettronica, successo già svaporato Chiusi 123 negozi in 2 mesi: colpa delle tasse – Corriere.it.

Atari? Magari!

Anche la gloriosa Atari è fallita. Da videogiocatore sono dispiaciuto. Da curatore fallimentare dico… MAGARI l’avessero dato a me come fallimento! 🙂

La storica Atari esce dai giochi – Corriere.it.

Se la crisi colpisce i paesi ricchi, perchè non dovrebbe colpire quelli poveri?

Anche dove di spread, derivati e mutui subprime se ne fregano, arriva la crisi. Ecco che quindi l’altro giorno ho ricevuto da kiva la segnalazione che uno dei soggetti che finanziavo ha dichiarato fallimento. Dispiace, ovvio, però non è un motivo valido per smettere di sostenere il microcredito, così con le somme rimborsate dagli altri finanziati ho fatto partire un nuovo finanziamento in Armenia.

Vi ricordo che è ancora attiva la possibilità, grazie agli sponsor di kiva, di iniziare a finanziare un progetto gratis e decidere poi se si vuole investire di proprio.

Per approfittarne: CLICCATE QUI

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