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I raudi sono alla base dell’inquinamento di Milano
Stavo leggendo l’ordinanza del sindaco Pisapia, relativa all’imminente blocco del traffico, per capire bene cosa comportava. Mi son reso conto che tra i divieti di circolazione per svariati tipi di vetture, viene anche fatto “divieto di uso e accensione di fuochi d’artificio, giochi pirici e pirotecnici, fumogeni, petardi e di ogni altro strumento per l’emissione di fumo e gas visibile”.
I have a dream: gli ineffabili ausiliari del traffico che rincorrono i ragazzini che sotto Natale sparano le micette…
Venerdi sera, lato A: Festa dell’Unità
No, non mi rassegno a chiamarla Festa Democratica, mi fa cagare come nome. Comunque ieri sera io e YdR ci siamo andati a cena. La festa è ogni anno più piccola, mi ricordo ai tempi delle medie, quando era attorno allo montagnetta, che era sterminata. Mi ricordo negli anni delle superiori e dell’università, quando già era a Lampugnano, che era molto più grande. Ogni anno si ritrae un po’. Però rispetto agli anni passati, con l’effetto Pisapia, si respirava un’aria più allegra. C’era anche un videoreporter di UDemTv (si chiama così? Esiste ancora?) che girava a fare interviste. Dopo Letta voleva intervistare anche me. Mi ha puntato da lontano perché, per integrarmi meglio con l’ambiente, indossavo la maglietta Mangoni Candidato Ideale, che ha scaldato decisamente il suo entusiasmo. Per fortuna l’ho sfatata. Passiamo alle cose serie: pizzoccheri, casoela con polenta, vinello diviso con ydr (segue post ad hoc), grappa all’asperula e frittellone finale.
Un po’ di senso civico
Il sito del Corriere ha fatto un articolo sui rincari dei biglietti atm, lasciando poi la classica possibilità di commenti. Mi aspettavo la solita vagonata populista invece sono rimasto piacevolmente stupito dei primi due commenti letti (gli altri erano peggio quindi, felice, mi sono fermato a quei due). Uno diceva che il biglietto milanese aveva ormai un prezzo quasi politico, se confrontato soprattutto non solo con quello delle altre capitali europee ma anche con realtà italiane. E non tiratemi fuori il solito discorso di londra che “costa di più ma ha enne linee di metro” perchè di recente sono stato ad amsterdam e il centro è solcato davvero da pochi e prezzolati tram.
Il secondo invece sosteneva una cosa che avevo notato e che trovo il vero incentivo all’uso del mezzo pubblico: giusto aumentare il singolo biglietto ma tenere invariati gli abbonamenti. In questo la recente modifica milanese ha qualche pecca, soprattutto sul prezzo del biglietto quotidiano. Ci vogliono, se non erro, cinque corse per andare in pareggio col quotidiano. Ad Amsterdam e Londra siamo invece intorno alle quattro corse. Pronto a rimangiarmi tutto se da qui a sei mesi aumentano anche il prezzo degli abbonamenti.
L’oasi della concorrenza tra benzinai
In via Gallarate, a Milano, tempo fa è stato aperto un benzinaio indipendente, al momento mi sfugge il nome, che ha fatto della concorrenza sui prezzi il suo cavallo di battaglia, con tanto di campagna pubblicitaria in metropolitana. La zona però è piena di concorrenti, diciamo almeno cinque nel raggio di poche centinaia di metri, così più della pubblicità e del passaparola ha fatto l’esposizione su strada dei prezzi applicati. Questo ha scatenato quello che in economia è chiamato circolo virtuoso ed è una delle cose positive della libera concorrenza. Anche gli altri benzinai, di catene famose, hanno abbassato i prezzi. Il risultato è che ieri sera praticamente tutto il gruppo aveva la diesel sotto 1,40 e la verde intorno all’1,51. Da voi come vanno le cose? Io spero che duri.
Beati loro…ma anche un po’ io.
Milano si sta cominciando a svuotare. Se fino alla settimana scorsa il ritorno dall’ufficio era un incubo, con le metropolitane ridotte per l’orario estivo ma ancora la ressa, ora si comincia ad avvertire che la città si sta svuotando. Beati loro che vanno via, mi vien da dire. Però in fondo, non avendo particolarmente altro da fare e avendo praticamente tutti gli amici in città per il grosso dell’estate, inizia quel periodo in cui mi godo veramente Milano. Le mostre sono ancora aperte, i negozi ormai non fanno più le serrate degli anni ’80, si riesce a girare con un po’ meno frenesia, sempre che questa non ti derivi invece da scleri lavorativi (sempre presenti). Sì, stare a Milano in questo periodo (ed andare via però in altri) non è poi così male.




