Archivio dell'autore: Puck74
Hall of fame georgiana
Nell’ultima mattinata georgiana a Tbilisi, abbiamo abbandonato il gruppo nella sua veloce visita alla Galleria Nazoonale, preferendo una passeggiata in centro. Davanti ad un cinema ci siamo imbattuti in una sorta di Hall of Fame. Immancabile la foto da turista ma quale stella scegliere? Ho fatto a caso. A quanto dice la nostra guida, ho optato per una vecchia attrice georgiana ancora in attività. Non chiedetemi il nome.
Mitsubishi Delica con guida a destra
In questi giorni di fuoristrada georgiano, abbiamo quasi sempre usato delle Mitsubishi Delica. Un minivan 4×4. La peculiarità è che avevano la guida a destra. È singolare, visto che la guida è sempre sulla carreggiata destra. L’ipotesi che mi sono fatto è che la cosa agevoli gli autisti quando sono gli strapiombi (cosa che peraltro è capitata spesso).
Avrebbe una sua utilità.
All’uomo georgiano piace la pancia fuori
Una cosa che ho notato girando per la Georgia, non solo in campagna ma anche nella capitale, è che l’uomo georgiano non si fa problemi ad andare in giro con la bonza fuori. Sia la camicia aperta o la maglietta alzata (come il mio amico Dibe… In effetti), combattono così il caldo. Non è molto nelle mie corde…
“Se ad Omalo non c’è…”
In questi giorni siamo ad Omalo, un piccolo villaggio (circa a 2100m slm) all’interno di un parco naturale nel nord est della Georgia, al confine con la Russia (ad essere precisi, con la Cecenia). Un giorno di trasferimento in fuoristrada. Un giorno qua. Un giorno per tornare. Questa tappa era, un po’ per tutti, uno spauracchio. Perché rappresentava l’unico pernottamento “rustico”. La parola d’ordine di questi giorni era “se non c’è ad Omalo…” E quindi si ricaricava qualsiasi cosa, si lavavano i panni, si facevano le ultime docce calde. Alla fine la situazione non era poi cosi drammatica. Ricordano un po’ i rustici di montagna da noi, ma sono puliti e non fa poi così freddo (nonostante la temperatura). Quasi tutte le stanze hanno anche un bagnetto. Nel nostro caso è esterno e se vogliamo l’acqua calda dobbiamo avvisare mezz’ora prima perché è scaldata a legna. I posti comunque sono stupendi.
Disclaimer ortografico (reprise)
Nel gruppo vacanziero si sta diffondendo la voce (giuro, non ho spinto piu di tanto…) che ho un blog. Quindi a breve dovrebbero arrivare nuovi lettori.
Riprendo quindi un vecchio concetto: già di mio sono il re dei refusi, se poi aggiungiamo che scrivo spesso fa iPhone, spesso scappano errori di battitura. Perdonatemi, se potete. Io da parte mia mi impegno a rileggere sempre (o quasi…)
Revisionismo storico in salsa georgiana
Oggi a Gori abbiamo visitato il museo del figlio più famoso della Georgia (dopo Kaka Kaladze): Stalin.
La guida (un’icona vivente della cinquantenne nostalgica sovietica) ci ha dato una sua versione della storia alquanto colorita. Il nostro eroe infatti non aveva ordinato la fucilazione dei preti, era stato Lenin e lui al contrario ha abrogato la norma.
Lui non ha ordinato doportazioni: era colpa dei suoi collaboratori che lo hanno raggirato e quando lo ha scoperto lui ha fatto pulizia dei colpevoli…
Con lui la disoccupazione era andata a zero e c’era educazione e cure mediche per tutti (ma perché tutti i nostalgici dei dittatori di qualsivoglia colore sostengono le stesse cose?)
Ah… Che bella cosa il revisionismo storico…
Tra l’altro la nostra guida ha risposto un po’ sdegnata a chi le chiedeva dei rapporti tra Stalin e Togliatti, che lei non aveva mai sentito nominare.
#cowselfie : trend setter ma non troppo
Data l’abbondanza di mucche per strada (come scrissi l’altro giorno) mi è venuta la simpatica idea di fare dei selfie con i bovini. Una volta tornato connesso col mondo, ho deciso di metterle online e mi è venuta la brillante idea dell’ashtag #cowselfie. Tronfio vado su Instagram e… Mi accorgo che ci sono già 13000 post. Un po’ rimango deluso perché non ho avuto un’idea così originale ma discretamente soddisfatto perché non è così mainstream e posso ancora essere un precursore del cowselfie italiano.





