Archivio dell'autore: Puck74

Terremoti, sciacalli e Codacons

Non voglio dilungarmi sulla tragedia del terremoto che ha colpito il centro Italia. Vi giro però una riflessione sugli “esperti del giorno dopo” che trovo per larghi tratti condivisibile. Tra questi espertoni sembra essersi aggiunto il Codacons, che ormai fa esposti con la stessa fondatezza che ho io quando parlo di fisica nucleare.

Ho anche letto un pezzo di Dacia Maraini in cui si lamenta delle case costruite senza requisiti antisismici. Sulle nuove costruzioni sarei d’accordo con lei ma come si fa a sistemare le cose in un paese, come il nostro, spesso con radici medioevali? Dove non si riesce neppure a ristrutturare uno stadio (il Flaminio) senza che la sovrintendenza dei beni culturali metta il bastone fra le ruote?

Sorgente: Helter Skelter: Sciacalli da terremoto, e il loro codazzo di creduloni.

Effetto Yerevan 

Sono tornato nel granducato di Pero ma ho ancora diversi aneddoti di viaggio da raccontarvi. Prima però una spigolatura rilevata appena arrivato. 

In questi giorni a Yerevan faceva caldo, per usare un eufemismo. Però forse neppure noi ci siamo accorti di quanto facesse caldo. Almeno non fino a quando siamo arrivati a Milano. Il termometro varia tra i 28 e i 30 ma a noi per strada sembra un fresco ventilato.

Tutti quelli che ritornan dalla Grecia 

Sia nel volo di andata che in quello di ritorno abbiamo fatto scalo ad Atene. Visto il periodo è visto la città, era inevitabile che vi postassi “Rapput”. Anche perché il peoplewatching tra aeroporto e volo non faceva altro che confermare tutte le tesi del testo.

 

Se vivessi a Yerevan  vorrei vendere pneumatici 

Se già vi ho parlato dei guidatori georgiani, oggi vi parlo di quelli armeni, soprattutto degli abitanti della capitale. Di sicuro sono più disciplinati dei loro vicini ma hanno un brutto vizio: sgommare in partenza ai semafori. Non so quante volte, in questi giorni, ho sentito stridere le gomme. In genere si auto un po’ tamarre e di una certa cilindrata. 

Restando in tema automobilistico, anche a Yerevan ho trovato una pt cruiser. Mi resterà invece il rammarico di non essere riuscito a fotografarne una stranissima: fatta a limousine ma con una sorta di espansione di vetro a mo di calessino (o PapaMobile).

Uno passa la vita a fare le vacanze in Trentino e poi…

Siamo stati al monastero di Tatev e per arrivarci si deve prendere una funivia. Quando la nostra guida ha detto che era la più lunga al mondo molti hanno storto il naso. Alla fine dopo accurate verifiche online, ho appurato che in effetti è così. Certo che magari il record è agevolato dal fatto che ormai da noi gli impianti sono tutte cabinovie, tranne rari casi.

Contrattare è unteria

Io non sono fatto per i mercati più a est di Atene. Laddove la contrattazione sul prezzo è una prassi consolidata, io non mi trovo a mio agio. È così bello vedere un oggetto, sapere il prezzo e quindi decidere se soddisfa o meno il proprio prezzo di riserva personale. 

Invece no. Qui è d’obbligo contrattare, è quasi uno sgarbo se non lo fai. Il mio massimo è chiedere il prezzo, se me ne dicono uno troppo alto, ringrazio e me ne vado. Se mi fermano con una controfferta se ne può anche riparlare. 

La tratta dei turisti 

L’altro giorno siamo passati dalla Georgia all’Armenia, attraverso un confine di terra. Il passaggio è stato tutto fuorché semplice. Al confine georgiano siamo scesi dal pullman e abbiamo fatto un primo controllo, dove ci hanno messo sul passaporto il timbro d’uscita. Siamo risaliti sul pullman e siamo arrivati al confine armeno. Siamo scesi e, in coda con varia umanità e nel caos automobilistico più totale, abbiamo fatto un altro controllo documenti? Al di là del confine siamo stati consegnati dalla guida georgiana a quella armena. Finito? Affatto. Dovevano ancora controllarci il pullman. Il tutto tra auto che si divincolavano dalla coda in maniera molto creativa. 

Un’esperienza molto formativa…

Omalo-Vegas 

Omalo, come già accennato, è un piccolo centro rurale (oltre i 2000 metri), al centro un parco naturale al confine con la Cecenia. 72 chilometri di sterrato, che si fanno in circa cinque ore, la separano dal resto del paese. Nonostante questo, è il posto dove il nostro gruppo di è fatto le serate, finora, più spassose. Tra un grappino locale,  vodka a un lari (30 centesimi di euro) e vino fatto in casa da due sorelle (gnocche, quindi presumibilmente russe) che gestiscono un ostello un po’ rasta.

Non sai mai a priori dove ti diverirai di più.