Archivio dell'autore: Puck74

L’analisi della bufala

Senza troppi commenti (ne ho già espresso molti da queste parti) vi giro un interessante articolo de Il Sole 24 Ore che analizza il fenomeno delle bufale, non solo sui social network ma anche sugli organi di stampa.

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Il mondo che è sempre più piccolo: gli acquisti in vacanza

Una volta quando andavi in vacanza in posti come gli Stati Uniti o Londra potevi, al ritorno, tirartela un po’ con marche qui sconosciute o comunque introvabili. Con la globalizzazione commerciale ormai queste cose si sono perse e trovi tutto d’appertutto. Tornavi con qualcosa di Abercrombie e già sapevano dove eri stato. Meno spendibile socialmente ma una delle ultime griffe a perdere questo fascino è stata Victoria’s Secrets. Meno di un lustro fà la Famigerata Ex mi telefonava dallo store di New York bullandosi. In tempi più recenti l’Addetta Stampa mi ha fatto conoscere a Londra Ben Sherman, che da camicie che mi piacciono molto. Ora ogni volta che ci vado provo a prenderne una. Speriamo non apra mai in Italia. Sempre a Londra c’è una catena di negozi (non ricordo neppure il nome) che fa delle simil Clarks con suola bicolore che mi intrigano molto. Forse un po’ sopra le righe per il mio stile ma mi piacerebbe avere il coraggio di indossarle. Ogni volta a Londra ci passo ma non le prendo mai. Un paio di settimane fa ero al Teatro Manzoni e proprio lì vicino ha aperto quel negozio. Ci sono rimasto male: averlo a portata di mano ne rovina gran parte del fascino.

La solitudine del (numero) primo

Come già vi scrissi (in uno dei post più letti del mese scorso), quest’estate andrò in Georgia e tornerò in Armenia. Lo farò con un tour di Viaggi e Avventure del mondo, la cui guida sarà mia Cugggina. Ora ogni giorno faccio una scappata sulla pagina web del viaggio per controllare se ci sono altri iscritti. Per ora sono desolantemente l’unico iscritto. C’è tempo.

Sorgente: Viaggi Avventure nel Mondo – I nostri Viaggi in MEDIO ORIENTE – L’ALTRO CAUCASO

Arterio ma Coerente

Di Sanremo 2016 ho visto davvero poco. Una sera però, scanalando, mi capitò di ascoltare una ragazza della sezione giovani e mi piacque subito, al punto che il giorno dopo scaricai  da iTunes la sua canzone. Si trattava di Chiara Dello Iacovo.

Stamane, a letto, sfogliavo pigramente i “ricordi” suggeriti da Facebook. Mi sono accorto con stupore e un po’ di piacere di aver già scritto, nell’aprile 2015, un pezzo su di lei. Sicuramente sono smemorato ma come gusti sono sicuramente coerente.

Ecco comunque la canzone sanremese:

 

No, quest’anno no

4260vignNegli ultimi anni sul mio blog ho postato dei pesce d’aprile. Notizie verosimili su di me che molti hanno preso per vere. Alcuni hanno pure obiettato che fossero così verosimili che non erano neppure configurabili come scherzi. Quest’anno no. Sinceramente non ho avuto l’ispirazione è così evito. Vi lascio giusto con una carrellata dei pesci passati.

2015 (ironico, oggi quel post è davvero possibile…)

2014 (qui qualcuno esultò anzitempo…)

Il virus “famigerato”

Ieri dovevo essere affetto da un qualche strano virus per il quale l’unico aggettivo che riuscivo ad usare era “famigerato”. Ero infatti ad una riunione, che tra l’altro è andata abbastanza bene, e continuavo a dire “famigerato”. Il famigerato documento, la famigerata mail, il famigerato tutto. Me ne rendevo conto e più mi sforzavo e più mi scappava. Spero fosse un malessere passeggero.

Una volta la camomilla profumava di più 

camomilla

Talvolta la sera, prima di dormire, mi prende la voglia del rinforzino. Avendo però svoltato verso la limitazione della caffeina, ho sostituito il the con la camomilla quale liquido ove inzuppare i biscotti. Ieri sera, di ritorno da una bella serata cinematografica (nonostante la presenza sullo schermo di Fabio Volo) meditato in attesa che la corroborante bevanda fosse pronta. La camomilla in bustine non profuma più come una volta. Ricordo che da piccolo quando i miei se la facevano, sentivo l’odore per tutta casa. Ora invece si avverte a malapena avvicinandosi alla tazza. È il mio naso farlocco o si è chimicizzata anche lei?

Non basta avere una bella idea

Tempo fa mi venne l’idea di una app che aiutasse i piccoli possessori di partite iva (il popolo delle partite iva, si usa dire) a elaborare le proprie fatture da tablet e smartphone e inviarle in pdf ai clienti prima e al commercialista poi. Cercai anche, tramite un amico programmatore, uno sviluppatore per realizzare la cosa ma non riuscii a farla decollare. Ecco che stasera in metropolitana trovo una pubblicità di un servizio proprio come quello che avevo in mente, realizzata da una grossa software house del settore contabile. Avete una buona idea non basta… Bisogna riuscire a portarla sul mercato.