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Ma questo è giornalismo?

Da tempo sono molto scettico verso il giornalismo, soprattutto online. Non parlo di siti di clickbait o semidilettantistici ma di testate che dovrebbero garantire un livello di qualità accettabile.

Capisco poi che in questo periodo le notizie di non siano molte, soprattutto quelle di gossip. Però veramente c’è si cerca di creare notizie (e click) anche dove non ci sono.

Prima di tutto sono contro l’odiosa abitudine di fare un titolo che dice e non dice, al fine di invogliare ad aprire la pagina. Nei (pochi) corsi di giornalismo che ho fatto, mi era stato spiegato che il titolo deve dire già tutto e al massimo ogni elemento fondamentale deve essere presente nell’occhiello e nel primo paragrafo dell’artico. Belle parole al vento.

Tutto questo per dire che seguo su instagram Fedez e trovo assurdo come su ogni sospiro di quella coppia si cerchi di creare una notizia.

Questo weekend sono stati sul lago maggiore e lei (lui no… codardo!) ha fatto la Zipline del lago Maggio. E’ il posto dove ho portato Mrs Puck il primo weekend che siamo stati fuori assieme (al grido di “siamo agli inizi, non mi dirà certo di no…”). Ma torniamo ai Ferragnez. Lei si appresta a fare la zipline, è tesa, e lui per pigliarla per il culo la saluta dicendo “finchè morte non ci separi” e lei, come avrebbe fatto il 99% delle mogli/fidanzate, risponde con un vaffa. Questi i fatti, almeno da come si vedono su instagram, quindi penso di avere gli stessi elementi dei giornalisti.

Ecco invece, per mero esempio, uno degli articoli apparsi online: LEGGI QUI

Si fa in fretta a dire “mai una gioia”

Si fa in fretta a dire “mai una gioia”, anche se magari ci si è solo scheggiati un’unghia (o zone limitrofe). L’ineffabile TgCom ci propone invece la storia della (presunta) donna più longeva del mondo. La signora russa, che dichiara 129 anni, sostiene di non aver avuto un solo giorno felice nella sua vita. Che dire? Alla faccia di chi dice che la positività fa vivere a lungo.

L’analisi della bufala

Senza troppi commenti (ne ho già espresso molti da queste parti) vi giro un interessante articolo de Il Sole 24 Ore che analizza il fenomeno delle bufale, non solo sui social network ma anche sugli organi di stampa.

LEGGI QUA

La bufala dei condizionatori e il giornalismo italiano (2a parte)

Vi ho già parlato stamane della bufala girata ieri sulla tassa sui condizionatori. Conviene invece soffermarsi su quello che implica quanto successo. Difficile capire dove il caso sia montato. Manovre giornalistiche per screditare il governo? Associazioni dei consumatori in cerca di notorietà? Semplice travisazione di una notizia vera? La cosa non è di fondamentale importanza e sarebbe quasi impossibile stabilire la verità. La questione è che si trattava di una (falsa) notizia che aveva tutti i crismi per diventare virale: tasse ingiuste, governo che mette le mani in tasca ai cittadini, comunità europea che impone inutili gabelli, caldo torrido di questi giorni. Un mix perfetto per scatenare l’indignazione populista del popolino. Non è la diffusione suo social che preoccupa ma il risalto dato sulle testate giornalistiche online, anche quando era ormai noto che si trattasse di una bufala. La nostra è ormai l’era del giornalismo dei click, in cui l’importante è che l’utente clicchi sul titolo ad effetto, così da aprire la pagina e visualizzare i banner (generando ricavi). Questo crea delle storture. Vi è una corsa al sensazionalismo senza verifica, una spasmodico bisogno di scoop. Con buona pace della verifica delle fonti e della fondatezza. Ci vorrebbe una maggior etica prima di tutto da parte di chi crea contenuti ma anche un maggior senso critico da parte di chi legge.

Tutti i figli di meteo.it

Purtroppo ci sono alcuni bruttissimi fenomeni che affliggono l’informazione (o la presunta tale) online. Ormai si va a caccia di click (che corrispondo a visualizzazioni di pagine e quindi piccoli o grandi incassi pubblicitari) con slogan scandalistici, spesso immotivati e infondati. Uno di quelli che più mi fa arrabbiare è ilmeteo.it che riesce a farlo strumentalizzando anche gli eventi atmosferici. Una nuova fonte da cui secondo me bisogna tenersi alla larga è it.blastingnews.com. E’ vero che consente a tutti di scrivere quindi non c’è una vera e propria linea editoriale, però è anche vero che buona parte degli articoli è della categoria di cui vi accennavo. Devo indagare se è così perchè poi gli scrittori possono incassare qualcosa in base alle visualizzazioni del proprio articolo. Sarebbe l’apotesi della mercificazione dell’informazione. Un esempio pratico è questo articolo in cui mi sono imbattuto oggi. Per una volta gli regalo quel poco di visibilità che il mio sito puo’ dargli.

Per fortuna che ci sono siti come BUTAC (Bufale Un Tanto Al Chilo) che cercano di fare chiarezza è hanno redatto pure una black list dei sito la cui affidabilità è dubbia (per usare un eufemismo).

Rassegna stamBa

Tralasciando i commenti sul livello del giornalismo italiano oggi, l’estate è da sempre la stagione delle notizie trash. Quest’anno poi sono davvero scatenati nelle notizie trash e da b-movie. Ecco qualche esempio da ieri.

ESPLODE BOTTIGLIA DI POMODORO, UN UOMO FINISCE IN OSPEDALE (diggita)

MUCCA SFONDA TETTO E GLI CADE SUL LETTO. UOMO MUORE (corriere.it)

INFERMIERA DI PISA SI ASSENTA DURANTE IL LAVORO E… FINISCE SU YOUPORN (diggita)

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