Archivio dell'autore: Puck74
L’ultimo padiglione
Forse non tutti sanno che esiste un padiglione di Expo all’esterno del sito. Si tratta di una mostra dedicata ad arte e cibo alla triennale di Milano. Vi si accede con il biglietto della manifestazione universale. Rimanda un giorno e rimanda un altro, ho rischiato di perdermela. Ieri sera dopo il lavoro ho rimediato. È una mostra molto grande e molto variegata. Alcune cose mi sono piaciute di più, altre le ho trovate un po’ messe lì a caso. In generale un’esposizione interessante soprattutto per arte contemporanea e design ma la mostra, simile come concetto di base al Maxxi di Roma mi era piaciuta di più.
Misofono o patito della buona educazione?
Io sono sempre stato infastidito da chi fa rumore mentre mangia. Capita anche a me di dire quella mezza parola a bocca piena (ma cerco sempre di non farlo) ma ci sono in giro troppe persone che lo fanno regolarmente, così come fare rumore mentre bevono o masticare la cicca a bocca aperta.
Mi sono sempre reputato un rompiballe per questo mio comportamento, però ora c’è uno studio scientifico (diciamolo: c’è uno studio scientifico per tutto) che dice esista una patologia chiamata Misfonia che fa essere particolarmente sensibili a certi rumori. Sembra però che chi è affetto da questa malattia sia anche particolarmente creativo.
Mah… io non mi credo molto creativo ma solo fissato eccessivamente con la buona educazione a tavola…
Adulti che imparano tardi a (video)giocare
Certe cose vanno imparare a fare da ragazzi. Dico questo andando anche contro i miei interessi, perché vuol dire che, seguendo questo ragionamento, non potrei imparare a fare nulla di nuovo. Non dico che sia impossibile, però ad una certa età è decisamente più difficile. Non solo saper fare le cose ma anche saper gestire le cose. Ci pensavo guardando gli adulti che videogiocano in metropolitana. Le nuove console ma soprattutto gli smartphone hanno sdoganato il gaming. Io trovo che nerd cresciuti giocando fin da piccoli, sappiano gestire molto meglio la cosa. Mi sto rendendo conto che gente che inizia a videogiocare abbondantemente over 30 poi rischia un effetto “videopoker”. Passa ore e ore a giochi cretini, a volte spendendoci anche dietro. Non è che perchè uno sia “maturo” sappia per forza gestire meglio le cose. I miei da piccolo mi hanno lasciato giocare, con dei giusti paletti, che ora sono il mio naturale modo di darmi una misura. Ovvio, uno puo’ avere questi limiti di suo ma vedo che molta gente di una certa età pensa soltanto di averli, quando la realtà dei fatti dice il contrario.
Sono un Mac user con un dna da Pc…
Ho un iMac, un iPad e un iPhone. Nonostante questo resto geneticamente legato al mio passato da smanettone (per modo di dire) Pc. L’utente Pc ha un rapporto col suo computer molto più carnale e prosaico rispetto a un utente Mac/Apple. L’utente Pc apre, cambia, smonta il proprio computer. L’utente Mac spesso colleziona i suoi vecchi Apple in reliquiari.
Di recente il mio iPhone 5s ha avuto bisogno di cambiare il connettore dell’alimentazione. Apple Store spendendo ben più di 100 euro o negozio dei cinesi per 30 euro? Ho scelto la seconda, con discreta soddisfazione.
Il mio iMac è del 2007 e inizia a essere un po’ lento (certo, un po’ degli stessi anni ora sarebbe decrepito). Cambiarlo o montarci un disco ssd? Mi sa che opterò proprio per la seconda…
Antonio Boggia, chi era costui?
Ci sono molti libri e racconti che trattano la Milano Nera. Tutta quella serie di fatti di cronaca, appunto nera, che hanno riguardato la nostra città. Principalmente sono ambientati negli anni settanta, quando anche anche il cinema, con la exploitation italiana ci raccontava di rivoltelle e rapine. C’è però una storia molto più vecchia e, se vogliamo, affascinante nel passato milanese. Si tratta di quella relativa a Antonio Boggia, riconosciuto come il primo serial killer italiano. Per approfondire vi rimando alla pagina di Wikipedia Antonio Boggia – Wikipedia
Ci sono anche diversi libri. Li trovate su Amazon cercando “stretta Bagnera”, la via dove Boggia “operava”
Cosa ci insegna Daredevil
Delle serie originali Netflix disponibili al lancio della piattaforma in Italia, Daredevil è probabilmente la più interessante. Non sono un critico televisivo ma, dopo aver visto buona parte della prima serie, ecco cosa ci insegna fondamentalmente questa serie.
– gli anni passano per tutti, anche per la Rosario Dawson che ho adorato in La 25esima Ora e Clerk 2
– se sulla carta d’identità alla voce “nome” hai scritto “Rosario Dawson” e a quella “professione” hai “essere la donna più sexy al mondo” te ne freghi degli anni che passano.
– Ben Afflek dovrebbe investire i suoi lauti introiti per ritirare dal mercato, dalla rete e dalla memoria di tutti gli spettatori la sua precedente versione di questo supereroe.
Il bello degli amici
Io, in fatto di amici veri, non mi sono mai lamentato. Forse non avrò una vera e propria compagnia ma tanti gruppetti sparsi. Forse ogni tanto la mia vita sociale langue. Però ho sempre avuto la consapevolezza di avere un numero di amici veri probabilmente superiore a quello di molti altri. Però altresì sono sempre stato un tipo molto chiuso e quindi in passato ho sfruttato poco il consiglio degli amici per evitare di fare cavolate. Fortunatamente nella vita si cambia, qualche volta anche in meglio. Così piano piano ho cominciato ad aprirmi di più. Negli ultimi giorni mi è capitato due volte a due amici diversi e devo dire ricevendo ottimi consigli. Uno mi ha evitato nel breve di fare una cavolata. L’altro, i cui effetti valuteremo in seguito, mi è piaciuto anche per la figura usata. Non ricordo esattamente le parole, spero di non fare torto all’autore con questa piccola parafrasi:
anche per far rotolare un masso da una montagna serve una spintarella, non puoi star lì ad aspettare solo l’erosione


