Archivio dell'autore: Puck74
Un po’ Sheldon (Cooper)
Ho la fortuna di prendere la metropolitana appena dopo il capolinea. A Rho Fiera non sale molta gente e quindi alla fermata di Pero i posti a sedere sono molti. Quasi tutti i giorni riesco quindi a prendere lo stesso posto. Lontano dai bocchettoni dell’aria in estate, con la parete a fianco (per evitare vicini impiccioni he mi leggano sul cell), comodo se devo appoggiare l’ombrello. Da ormai un paio di settimane lo trovo occupato, quasi sempre dalla stessa persona. Considerate che ho un range di circa 15 minuti in cui prendo la metro. Prendo atto del posto occupato e mi siedo altrove ma non posso non rilevare il mio disappunto per la cosa. Un giorno arriverò ad un punto di zitellaggine da piazzarmi lì davanti e dire “quello è il mio posto”

Questioni estetiche
Avevo questo post in saccoccia da un po’. Non lo volevo pubblicare per non risultare il solito criticone (ok, lo sono) e perché poteva sembrare, erroneamente, un appunto solo verso persone di una certa età.
Poi stasera… Stasera ho incrociato una tipa in metropolitana, età tra i 25 e i 30. Di certo non una bellezza che ti fa girare per strada ma neppure una brutta ragazza. Allora perché sono qui a parlarvi di lei? Vi chiederete? Semplice: è l’ennesima dimostrazione di una mia grande convinzione:
Passo il depilarsi le sopracciglia ma non c’è donna che non risulti inquietante quando se le rade completamente e poi se le ridisegna più in alto.
Il solito mercoledì
Arriva mercoledì e si conferma quanto scrissi settimana scorsa: questo giorno per me è sempre pieno di grane. La maggiore si dovrebbe materializzare nel pomeriggio sotto forma di appuntamento. La minore si è consumata in pausa pranzo. Piove, non avevo voglia di uscire. Alle 11.45 apro Just Eat e cerco qualcosa, magari una pizza. Trovo una pizzeria qui vicino che consegna a 1 euro. Ordino ma… l’ordine scompare nel nulla. Niente email di conferma. Niente nello storico ordini. Numero di telefono del locale staccato. Aspettare la pizza o organizzarsi altrove? Alle 12.05 arriva la conferma d’ordine con orario 13. Ahhh, mi dico, i loro server hanno ancora l’orario sfasato, tutto qua… e invece no. Avevo messo 12.50 per la consegna. Alle 13.15 provo a chiamare il numero che ho trovato sulla conferma. Mi dicono gentilmente che avevano avvisato Just Eat che non consegnavano oggi. Peccato nessuno avesse avvisato me. Mi rassegno ed esco. A questo punto mi dirigo da Polentamisù, che è pure presente nel suddetto sito ma a questo punto facci da solo, e mi prendo polenta con gulash (da asporto) e annesso tiramisù che vedete nella foto. Me lo sono meritato.

Ma chi ce lo fa fare?
Oggi umido, freddino, buio. Ma chi ce lo fa fare di uscire di casa e andare a lavorare? Io penso a quelli che vivono nel nord Europa: come fanno ad avere un pil diverso da zero?
Poi stamane ho rifatto il letto veramente bene, mi veniva proprio voglio di infilarmi di nuovo sotto il piumone. Probabilmente mi avrebbe fatto lo stesso effetto invitante anche un pagliericcio…
Ironia portami via
Milano. Piazzale Cadorna. Ore 18.15. Diluvia. Giornata grigio autunnosa che pIù grigio autunnosa non si puo’. Il complessino musicale che suona The Girl from Ipanemap pare leggermente una presa per il deretano.
Il sale della terra
Sabato ho finito la mia settimana Salgado e, dopo la mostra Genesi, sono andato a vedere Il sale della Terra, un docufilm di Wim Wenders sul fotografo brasiliano. Ammetto che uscendo ho avuto la tentazione di fare una cosa che non faccio mai: cancellare un post, quello in cui parlavo della mostra. Poi ho deciso di tenerlo per un semplice motivo. Comunque la mostra non mi ha convinto fino in fondo ma il film ha mi aiutato a capire meglio Salgado e mi ha convinto che Genesi non sia certo il suo progetto migliore (imho) e concettualmente diverso rispetto alle suo opere più famose e per me decisamente più emozionanti e riuscite.
Il peso degli anni
Oggi ho fatto una visita oculistica. Il risultato è molto semplice: non ho nessun problema se non il peso degli anni…potrei prendere degli occhiali da lettura ma per ora dice che posso anche farne a meno perché così impigrirei l’occhio. La cosa migliore della visita è stata evitare il collirio. Il collirio è una cosa odio. Così come non riuscirei mai a mettermi le lenti a contatto. Ho portato per 27 anni gli occhiali ma mettermi qualcosa negli occhi per me resta inconcepibile.
Sol chi non lascia eredità d’affetti…
… Poca gioia ha nell’urna.
Io mi sforzo di essere un cattolico meno scarso possibile, però se c’è un aspetto che non sono riuscito proprio a farmi entrare in testa è il culto dei morti. Ieri era la liturgia celebrava la loro commemorazione ma, come di consueto, non sono andato al cimitero. Li ricordo ma un sepolcro non riesce proprio a trasmettermi nulla. Infatti io voglio essere cremato e via.

