Archivio dell'autore: Puck74
L’oroscopo di Virgin Radio
Non credo agli oroscopi, non li ascolto neppure. Però ho un concetto molto manzoniano di provvidenza e un piccolo vezzo nel weekend: quando salgo in auto la mattina (cosa che appunto accade solo nel weekend) accendo virgin radio e ascolto la prima canzone che c’è in onda. Oggi c’era il boss, sarà sicuramente una buona giornata. Buon sabato a tutti!
Nightmare before halloween
Speravo di averla scampata quest’anno. Non c’erano avvisaglie. Non c’era stato il solito volantino per indire la riunione delle mamma. Insomma, pensavo di aver sfangato il famigerato halloween condominiale. Invece no. Ieri sera è apparso il volantino che vi ripropongo qui sotto. Mannaggia a voi! Avvisare prima? Ora mi tocca ingegnarmi per riuscire a recuperare qualche dolcetto prima di arrivare a casa, col rischio che poi (come lo scorso anno) non passi nessuno e mi restino lì in eterno. Piccoli problemi per non fare figuracce sociali in condominio.
Oggi vi suggerisco una app
Non sono solito recensire applicazioni sul mio blog ma quella di cui vi andrò a parlare mi piace particolarmente. Innanzitutto è utilizzabile su iOs, su Android ma anche direttamente dal browser del vostro computer. Si chiama citymapper e secondo me è l’app definitiva per muoversi coi mezzi pubblici, non solo a Milano ma anche a Roma e in diverse altre città in Europa e nel mondo. Fa una cosa molto semplice (ma la fa molto bene): indicate un punto di partenza è uno di arrivo e vi calcola diversi itinerari alternativi con varie combinazioni di mezzi pubblici. Potete immediatamente vedere il tempo di percorrenza previsto e visivamente sulla mappa la strada da fare. A corollario di ciò potrete inserire i vostri punti preferiti, rilevare la vostra posizione attuale, avere informazioni sulle condizioni della rete è tanto altro. Dimenticavo: attualmente è gratis!
Filmografia
Una volta compravo molti più dvd e bluray rispetto ad oggi. I motivi possono essere molteplici.
Prima di tutto in passato mi sono dovuto fare una raccolta di film, acquistando non solo quelli in uscita che mi piacevano ma, anche e soprattutto, quelli passati che recuperavo. I cestoni delle offerte speciali erano il mio campo d’azione. Ora diciamo che gli sfizi del passato me li sono tolti quasi tutti.
Un altro fattore è che nonostante continui ad andare al cinema e ad essere abbonato a Sky Cinema, i film che per me sono meritevoli (di essere rivisti) sono sempre meno.
La desolazione di Smeg
Se il mio frigorifero fosse uno Smeg, potrei parafrasare il titolo del secondo film de Lo Hobbit: La desolazione di Smaug. E’ di un’altra marca ma consentitemi la licenza poetica, in fondo se non ve lo dicevo non l’avreste mai saputo. In effetti… perchè ve l’ho detto? Fatto sta che un’amica mi raccontava di questo progetto fotografico di un fotografo/a che andava in giro per il mondo a immortalare i frigoriferi delle diverse persone, mostrando così anche uno spaccato sulle differenze culturali e alimentari. Bhè, dal mio desolante frigorifero c’è poco (o molto?) da capire.
Sempre di mercoledì
C’è chi odia il lunedì (vedasi la prima canzone qui sotto), c’è chi si lamenta che certe cose succedano solo di domenica (e qui si passi al secondo video). Io da qualche mese mi sto rendendo conto che le grane saltano sempre fuori il mercoledì, anche e soprattutto al lavoro. Neppure oggi è stato esente da questa spiacevole ricorrenza. Tanto fra poco è giovedì.
Salgado a Milano
Scrivendo queste mie impressioni sulla mostra di Salgado ho paura quasi di essere accusato di blasfemia. Di sicuro non ho la cultura per poter sviscerare in modo approfondito il linguaggio di questo fotografo ma credo, come tutti, di aver diritto ad un’opinione. Giusta o sbagliata che sia. Lungo preambolo per dire che la mostra non mi ha convinto fino in fondo. Alcune immagini, diciamo la maggior parte (soprattutto i ritratti), sono bellissimi ma nel complesso sono uscito con una sensazione non troppo soddisfatta. I motivi sono principalmente due. Il primo è che non sono un grande amante del bianco e nero spinto (anche se due dei miei tre fotografi preferiti hanno fatto quasi solo bianco e nero). Se in alcuni contesti ha una resa eccezionale, anche in questa mostra, non credo che sia il linguaggio ideale per raccontare alcuni tipi di paesaggi. Il secondo è che alcune foto, nella primissima fase della mostra, destano più di un sospetto di un lavoro artistico di post produzione. Per il mio gusto la foto è cattura dell’attimo e quindi quando si perde questo realismo si ha qualcos’altro che per me si stacca dalla fotografia. Comunque ve la consiglio perché a dispetto di questi dubbi, è un’esposiIone molto interessante e che ai più è molto piaciuta.



