Archivio dell'autore: Puck74
Gli odiati migranti
No, non è un post contro gli extracomunitari che affollano le nostre città. Però molti di voi dal titolo avranno pensato questo. Spesso si dice “una volta eravamo noi a emigrare, una volta eravamo noi a essere guardati male”. Vero, ma non si deve guardare né indietro nel tempo né oltreoceano per vedere ancora gli italiani guardati male, solo perchè si spostano per lavorare.
Basta aprire un giorno qualsiasi l’homepage di mattinonline, testata elvetica molto vicina alla lega ticinese.
Non c’è giorno che non si dica che i frontalieri italiani rubino il lavoro ai locali, che i frontalieri italiani accettano paghe basse e tagliano fuori i locali. Senza chiedersi perchè questo avviene e che spesso, proprio come qui da noi, gli immigrati (giornalieri o no) occupano posizioni che i locali magari neppure si “abbasserebbero” a fare.
Lì gli odiati stranieri siamo noi. Certo, ce l’hanno anche con quelli che noi chiamiamo extracomunitari ma loro li chiamano asilanti.
Qualcuno nota la somiglianza con certi discorsi che vengono fatti qui da noi? Meditate gente, meditate.
Giacchetti: L’Olimpia mi fa incavolare
Jacopo Giachetti ha iniziato la stagione come terzo play dell’Olimpia Milano. Il primo e il secondo hanno reso sotto le aspettative (soprattutto il primo, Omar Cook, il secondo, Rok Stipcevic, lo difendo ancora perchè non è stato messo nelle condizioni di rendere). Nonostante questo il suo momento non è praticamente mai arrivato.
Tanta panchina, senza mai alzare la voce. Tagliati Cook e Stipcevic, sono arrivati Green e Bremer (che play non è…) e lui è rimasto sempre terzo nelle rotazioni. Con Scariolo vuol dire non vedere il campo.
Per gli infortuni di Gentile e Basile, l’altra sera è venuto finalmente il suo momento. La sua entrata in campo è stata salutata dall’ovazione del pubblico, che da sempre gli riconosce un grande spirito di squadra e un impegno non comune, che spesso gli permette di andare oltre ad evidenti limiti tecnici. Intendiamoci, a livello italiano è un buon play ma non da essere titolare in una formazione di primo livello.
Il Giak entra in campo, infila 13 punti in 18 minuti (quasi tutti nel primo tempo) e si accomoda in panchina dopo una standing ovation.
Ora sul sito dell’Olimpia di legge “Grande ritorno di Giachetti”. MA STIAMO SCHERZANDO??? RITORNO DA DOVE??? Non era infortunato. Non era in ritiro asceti in un eremo sul Sacro Monte. Era lì, in panchina, dove in ogni momento Sergio “Mr Gel” Scariolo avrebbe potuto chiamarlo. Quindi non scherziamo. Il titolo sarebbe dovuto esserci “GIACHETTI, SCUSACI SE CI ERAVAMO DIMENTICATI DI TE”.
Il grande ritorno di Jacopo Giachetti | Pallacanestro Olimpia EA7 – Emporio Armani Milano.
Dove vanno a morire i coin op
Quest’estate ero a trovare un’amica nelle Marche. Una sera andammo a mangiare pesce in un ristorante sulla spiaggia, vicino a tutti gli stabilimenti balneari. Tornado verso la macchina mi cadde l’occhio in un retrobottega scuro, con solo una flebile lampadina. Alcuni cabinati di coin op giacevano spenti e abbandonati. Sembrava un triste monumento all’epoca d’oro dei giochi da sala. Ecco dove vanno a morire…
Ostello a chi???
Il prestigioso quotidiano britannico Guardian, propone 10 tra gli ostelli più lussuosi d’Europa.
Tra questi anche il milanese OstelloBello, di cui tra l’altro oggi indosso la maglietta. La Befana mi ha portato un regalo molto (ostello)bello 🙂
10 of the best luxury hostels in Europe – in pictures | Travel | guardian.co.uk.
Il valore aggiunto di un proprietario famoso
Non ho mai capito perchè dovrebbe cambiarmi qualcosa il fatto che un locale o un negozio sia di un personaggio famoso. Ok, se questo personaggio è sinonimo di eccellenza nel suo campo lo posso capire, ma questo si limite probabilmente all’ambito della ristorazione.
Se un locale notturno è di Tizio o se la boutique è di Caio, non vedo perchè dovrebbe fare differenza. Il proprietario non genera valore aggiunto, se ci limitiamo alla sostanza e non guardano essenza.
Di recente un ex calciatore e un cestista disoccupato hanno aperto un negozio di abbigliamento sportivo. Un negozio. Non hanno neppure lanciato una loro linea. Perchè io dovrei correre a comprare da loro rispetto a un qualsiasi altro negozio con i medesimi articoli?
L’evoluzione della band rom
I suonatori Rom sono un classico metropolitano da sempre. La tradizione li vorrebbe grandi violinisti ma aimè la realtà attuale è fatta di molti mendicanti sui mezzi pubblici che spesso non sanno proprio suonare. Piacevole eccezione la band che da un po’ di settimane occupa un posto fisso la mattina davanti alla stazione di Cadorna. Come potete notare dalla foto la formazione è piuttosto composita e completa, tra l’altro anche di qualità. Il repertorio è un filino ripetitivo (ogni mattina uscendo dalla metropolitana sento sempre lo stesso brano) però tutto sommato non è male.
Post suicida: il cake design ha rotto :-)
Ogni tanto amo inimicarmi vaste platee di folla. Sempre che le vaste platee di folla leggessero il mio blog. Considerando che ogni mio post è letto in genere da una ventina di persone, col post di oggi provo a inimicarmi per certo almeno il 10% del mio pubblico. Non male.
Diciamo: il cake design non sono ha ormai abbondantemente rotto, è anche diventato fuorimoda.
Il Capo di Buona Speranza per questa disciplina, nella mia visione, è stata l’ultima edizione dell’Artigiano in Fiera, dove c’era un tristissimo stand dedicato. Una volta era un settore di nicchia, gli attrezzi e le materie prime erano difficili da reperire. Ora ci sono siti ad hoc e corsi in dvd venduti in edicola.
Con buona pace di Buddy, ormai è una disciplina al pari del decoupage e del patchwork



