Archivio dell'autore: Puck74
Cinque Maggio
Ei fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro,
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro,
così percossa, attonita
la terra al nunzio sta,
muta pensando all’ultima
ora dell’uom fatale;
né sa quando una simile
orma di piè mortale
la sua cruenta polvere
a calpestar verrà.
Lui folgorante in solio
vide il mio genio e tacque;
quando, con vece assidua,
cadde, risorse e giacque,
di mille voci al sònito
mista la sua non ha:
vergin di servo encomio
e di codardo oltraggio,
sorge or commosso al sùbito
sparir di tanto raggio;
e scioglie all’urna un cantico
che forse non morrà.
Dall’Alpi alle Piramidi,
dal Manzanarre al Reno,
di quel securo il fulmine
tenea dietro al baleno;
scoppiò da Scilla al Tanai,
dall’uno all’altro mar.
Fu vera gloria? Ai posteri
l’ardua sentenza: nui
chiniam la fronte al Massimo
Fattor, che volle in lui
del creator suo spirito
più vasta orma stampar.
La procellosa e trepida
gioia d’un gran disegno,
l’ansia d’un cor che indocile
serve, pensando al regno;
e il giunge, e tiene un premio
ch’era follia sperar;
tutto ei provò: la gloria
maggior dopo il periglio,
la fuga e la vittoria,
la reggia e il tristo esiglio;
due volte nella polvere,
due volte sull’altar.
Ei si nomò: due secoli,
l’un contro l’altro armato,
sommessi a lui si volsero,
come aspettando il fato;
ei fè silenzio, ed arbitro
s’assise in mezzo a lor.
E sparve, e i dì nell’ozio
chiuse in sì breve sponda,
segno d’immensa invidia
e di pietà profonda,
d’inestinguibil odio
e d’indomato amor.
Come sul capo al naufrago
l’onda s’avvolve e pesa,
l’onda su cui del misero,
alta pur dianzi e tesa,
scorrea la vista a scernere
prode remote invan;
tal su quell’alma il cumulo
delle memorie scese.
Oh quante volte ai posteri
narrar se stesso imprese,
e sull’eterne pagine
cadde la stanca man!
Oh quante volte, al tacito
morir d’un giorno inerte,
chinati i rai fulminei,
le braccia al sen conserte,
stette, e dei dì che furono
l’assalse il sovvenir!
E ripensò le mobili
tende, e i percossi valli,
e il lampo dè manipoli,
e l’onda dei cavalli,
e il concitato imperio
e il celere ubbidir.
Ahi! Forse a tanto strazio
cadde lo spirto anelo,
e disperò; ma valida
venne una man dal cielo,
e in più spirabil aere
pietosa il trasportò;
e l’avviò, pei floridi
sentier della speranza,
ai campi eterni, al premio
che i desideri avanza,
dov’è silenzio e tenebre
la gloria che passò.
Bella Immortal! Benefica
Fede ai trionfi avvezza!
Scrivi ancor questo, allegrati;
ché più superba altezza
al disonor del Gòlgota
giammai non si chinò.
Tu dalle stanche ceneri
sperdi ogni ria parola:
il Dio che atterra e suscita,
che affanna e che consola,
sulla deserta coltrice
accanto a lui posò.
Strane sensazioni
C’è qualcosa di perversamente scorretto nel fatto di uscire d’ufficio il venerdì alle sei meno cinque, augurando buon weekend a tutti perchè domani non lavoro e sentirsi bene come se mi fossi preso un giorno di permesso. Non dovrebbe essere la prassi? Non era la nostra prassi fino a due anni fa? Non lamentiamoci che con l’aria che tira meglio aver troppo lavoro che non averne.
Se uno nasce quadrato, non diventa tondo.
Se uno nasce con il Saima nel cuore, se uno ha passato gli anni verdi a ghiaccirsi sugli spalti dei palazzetti del ghiaccio, qualcosa gli resta dentro, in modo indelebile. Anche se con gli anni ha diradato le sue frequentazioni hockeistiche.
Ecco che quindi uno pensa di proporre la gita col treno rosso del Bernina agli amici. Posti stupendi, ambienti mozzafiato.
Poi legge meglio l’itinerario e il cuore gli batte forte in petto… “Si fai il passo del MALOIA!!!” Ovvio, il secondo pensiero “eh già…si va a St.Moritz”
Da quel punto in poi il tuo unico pensiero è che si farà la sosta a Maloia e potrai fare il coretto come un pirla girando per il bosco.
I saimini tra di voi staranno magari sorridendo. Gli altri non capiranno niente. Va bene così.
La peggior performance di Cantante Metroman
Non mi piace dare (troppo) risalto a fenomeni metropolitano/di rete ma Cantante Metroman ormai è un piccolo classico. Mi sono imbattuto in quella che mi pare, a mani basse, la sua peggior performance. Buon ascolto. Si fa per dire.
Se fosse vero…
Rumors di rete su quello che Ljajic avrebbe detto a Delio Rossi. La voce è insistente e ripetuta, quindi sembrerebbe attendibile. Se siete interessati la potete trovare facilmente in rete.
Se fosse vero, capisco perfettamente il comportamento di Delio Rossi. Fossi in Ljajic non starei neppure tranquillo le prossime volte che entro in campo perchè di persone che vivono la situazione di Rossi ce ne sono molte.
Solidarietà a Delio Rossi quindi, che ha sbagliato ma ci sono cose su cui è quasi impossibile soprassedere.
Delio Rossi, sì ma…
La violenza è sempre sbagliata. Non ci sono se e non ci sono ma.
Però non ci sto con il coro indignato (populista) che si è alzato aprioristicamente contro Delio Rossi per la rissa col suo giovane calciatore Ljajic.Ok che una persona matura dovrebbe dare il buon esempio e non alzare le mani, soprattutto su un giovane. Però parliamo di che giovane. E’ evidente la mancanza di rispetto, per di più plateale. Chissà perché io tendo a sospettare che se uno si permette una cosa del genere (oltre a essere un maleducato) è sintomo che la situazione che non vediamo dev’essere molto peggiore per l’allenatore. La reazione di Rossi per me dev’essere stata figlia di un clima pesante nei suoi confronti, non solo da parte di un giocatore. Io credo nelle gerarchie e come minimo la società dovrebbe mettere fuori rosa anche Ljajic.
Se le chiamano confezioni famiglia ci sarà un perchè
La gestione del frigo e della dispensa per un single non è sempre agevole. Ci sono beni di lunga conservazione, o surgelati, di cui si puo’ anche fare scorta. Per quelli deperibili bisogna andare “on demand” per evitare sprechi. C’è poi un limbo di prodotti di media conservazione per i quali bisogna stare attenti alle dosi che se ne acquistano. Mettiamo la sezione merendine e biscotti. Odio quando diventano possi, però ci sono dei rimedi. Prima di tutto delle confezioni ermetiche, poi sceglierne dei tipi che meglio reggono il tempo. C’è però il problema “e se in questo periodo non mi vanno più?”. In famiglia puoi sperare che te li finisca qualcun altro, da solo no. La cosa si complica se andando allo spaccio Galbusera cadi in tentazione e prendi una famigerata confezione famiglia. Parti anche di buona lena. Passi la metà di slancio, in fondo sei un tipo abitudinario. Poi la fatale svolta. Ti stufano. Da lì alla fine è un lungo Mortirolo alimentare, la cui vetta sembra sempre lontana.
