Archivi categoria: Giorno Marmotta

Un fiore per l’Armenia

Il 24 aprile verrà commemorato il centenario del genocidio dei cristiani armeni da parte degli ottomani. Robette da poco: un milione e mezzo di persone che molti paesi non riconoscono neppure, per non incrinare i propri rapporti con la Turchia. Della politica internazionale mi intessa poco. Visto che non posso andare a Berlino per la grande (spero) manifestazione e qui a Milano non ho trovato nessuna celebrazione particolare (ci sarà un convegno in comune ma dubito che i normali cittadini possano entrarci) ho pensato a come poter commemorare nel mio piccolo questo tragico evento.
Vicino all’Università Cattolica c’è un  khatchkar, la classica stele armena. Il 24 aprile andrò a deporre dei fiori e (ci provo) invito anche voi a fare lo stesso. Il giorno seguente lì a fianco ci saranno le commemorazioni del 25 aprile, chissà mai che qualcuno si domandi il perchè di quei fiori e magari scopra questo genocidio sconosciuto ai più.

Vi segnalo anche un recente articolo di Internazionale sull’argomento e sui rapporti Santa Sede e Turchia.

Il mese delle inaugurazioni

il primo maggio parte Expo. Il che vuole dire che oltre al sito espositivo, questo mese dovranno sparire tutti i cantieri in giro per Milano e venire inaugurate tutte le opere. Ecco un po’ di cose sparse che attendo:

– galleria Vittorio Emanuele ripulita anche nella facciata

– la linea 5 fino a San Siro

– la nuova Darsena, che è già aperta ma che non ho ancora visto

– le opere viarie della mia zona per i collegamenti ad Expo. Soprattutto via Gallarate finalmente libera e il sottopasso di Molino Dorino. Se poi aprissero anche il grande incompiuto sottopasso da viale Scarampo a piazzale Accursio sarebbe una bella sorpresa.

Mica vorrete che muoia giovane? :-)

”FISSARE UN SENO PROSPEROSO PER 10 MINUTI AL GIORNO ALLUNGA LA VITA” ECCO IL RISULTATO DELLO STUDIO.

La madre dei folli è sempre incinta

Per fortuna ieri non stavo bene. Per fortuna, perché se no poteva anche accadere che andassi in tribunale, proprio nella sezione fallimentare, dove ieri c’è stata la sparatoria.

Conoscevo il giudice ucciso. Non bene come altri magistrati della sezione ma lo conoscevo. Quello che fa più impressione è che ogni tanto io scherzo, soprattutto quando devo fare delle uscite per dei nuovi fallimenti sul “vado a farmi sparare”. La verità è che comunque un po’ di rischio c’è in certi ambiti, per questo non lascio quasi mai che le mie socie escano sole. Poi il tipo di questa volta era un folle “insospettabile”, però è innegabile che la cosa mi ha fatto pensare. Soprattutto perché il giudice è stato freddato nel suo ufficio, nel corridoio che io, i miei genitori, le mie socie (anche la mia ex) frequentiamo spesso. 

Non si deve mai dare nulla per scontato. 

La stridente di Lotto

Ci sono mendicanti che, per definizione, sono senza fissa dimora o “nomadi”. Li incroci una volta è mai più. Altri sono, per così dire, stanziali e occupano il loro posto per mesi o per anni. Di questa ultima categoria fa parte quella che chiamo “la stridente di (piazzale) Lotto. Da una vita sta sulle scale della metropolitana a chiedere l’elemosina. Neppure i lavori della linea 5 l’hanno scalfita: ha solo cambiato scala. Il nome deriva dal fatto che ha una voce così stridula che se l’avete sentita anche una sola volta, avete capito di chi parlo. Ammiro però la sua costanza. Non solo nel mantenimento del posto di lavoro, nel senso più fisico del termine, ma anche nel fatto che continua ininterrottamente ad augurare buona giornata e buon lavoro a chiunque passi.

La dura vita dell’uovo di Pasqua. 

La vita dei dolci stagionali è segnata inevitabilmente dal calendario. Però quella delle uova di Pasqua è, se vogliamo, peggiore. Innanzitutto non le puoi mangiare prima di Pasqua. Un panettone io la mangio da Sant’Ambrogio in poi. Più o meno lo stesso anche per torrone, colombe p chiacchiere. L’uovo no. Va aperto il giorno preciso. Questo però sarebbe ancora il minore dei mali. Il fatto è che passata la Pasqua nessuno penserebbe mai di comprare un uovo. Un pandoro sì, una zeppola di San Giuseppe anche. Un uovo di cioccolato no. Che fine fanno tutte le uova invendute? Ritirate e rifuse? Riciclare l’anno dopo? Soprattutto quest’ultima mi auguro di no, così come spero non vengano buttate e basta.

(Arteria) occlusa per ferie

Polenta, burro fuso, uovo all’occhio di bue.

  

Anche i Travaglio ogni tanto scrivono cose interessanti

Oggi una mia conoscenza di Facebook ha rilanciato questo vecchio articolo di Marco Travaglio. Non sono mai molto tenero con lui, non mi piace il suo modo di fare prima ancora di quello che scrive. Questo articolo però è interessante, forse non condivisibile al 100% ma interessante. Soprattutto se letto a Pasqua, in questa Pasqua.

Auguri a tutti

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