Archivi categoria: Giorno Marmotta
Se fossi juventino sarei indignato (ma per fortuna non lo sono)

Non sono juventino, non intendevo dire che non sono indignato. Ok, non sono neppure indignato ma appunto solo perchè non sono juventino.
Stop! Devo uscire da questo circolo vizioso. Facciamo un passo indietro.
Cambiare un logo è sempre una mossa difficile. Lo è per un brand commerciale, lo è ancora di più per una squadra di calcio, dove la componente affettiva e psicologica è maggiore. Hanno avuto coraggio alla Juventus, quando la scorsa settimana hanno lanciato il nuovo logo. Totalmente diverso da quello storico e, a mio parere, orrendo.
Squadre come Real Madrid o Manchester United non avrebbero mai fatto una cosa del genere e rimangono infatti ancorate (giustamente) agli storici vessilli.
Personalmente la trovo una delle poche mosse errate della dirigenza juventina, negli ultimi dieci anni.
Il drago Verde
Il Drago Verde è il nome milanese per le fontanelle pubbliche. Con la crisi idrica di quest’anno, anche loro stanno salendo agli onori della cronaca. Vi segnalo due articoli.
IL PRIMO parla della Croce Rossa, che valuta negativamente la decisione della Giunta Raggi di chiudere le fontanelle romane.
IL SECONDO spiega perchè, a Milano, tenerle in funzione non è per forza uno spreco d’acqua.
Saldi, Outlet e Teste di cavallo mozzate
Ieri, con la mia solita tabella di marcia talebana, siamo andati all’outlet di Serravalle per il primo weekend di saldi. No, ve lo dico subito: se parti alle 7.45 della domenica da Milano, per essere là giusto per fare colazione e aspettare un paio di minuti l’apertura dei negozi, non è un suicidio. Abbiamo fatto le nostre cose con calma, senza ressa e per mezzogiorno abbiamo ripreso la via di casa. Sono rimasto colpito da una fontana di recente installata: una sorta di testa di cavallo mozzata che beve. A me è sono subito venute in mente certe intimidazioni mafiose di cinematografica memoria.
Nel mezzo del cammin del 2017
E così anche metà di questo 2017 è passato. Tecnicamente lo spartiacque sarà domenica, però il 30 giugno è una data discretamente simbolica.
Diamo quindi il via ad un po’ di luoghi comuni: il tempo scorre troppo in fretta, sembra ieri che festeggiavamo capodanno, passate le vacanze un attimo ed è già Natale, quando eravamo piccoli il tempo scorreva più lentamente.
Insomma: è venerdì, è fine giugno, stasera c’è il concerto di Elio e rischio di farmi una lavata d’altri tempi se viene giù un temporale come gli ultimi giorni.
E’ per storie così che sostengo Kiva

Io da anni sostengo progetti di microcredito tramite Kiva. Di che si tratta? Persone in paesi in via di sviluppo hanno bisogno di finanziare la propria attività (o la propria istruzione, o altre situazioni difficili) e si affidano ad associazioni di cooperazione internazionale, per avere finanziamenti. Queste associazioni prendono i fondi anche da piattaforme come Kiva. Io (inteso come finanziatore di Kiva) decido chi finanziare, dai 25 dollari in su, non ricevo interessi ma solo il rimborso del capitale.
Così un Sargis qualsiasi, che nel suo paesello (in Armenia) è impiegato It ma non riesce a sostenere tutta la famiglia, puo’ avere un finanziamento per aiutare la produzione agricola della madre e arrotondare così: con patate.
Sorgente: Sargis – Armenia | Kiva
Il caso Ilaria Capua: perchè la disinformazione è peggio dell’ignoranza
Se in Italia la gente crede a delle cose assurde, non è solo colpa “di internet” o dell’ignoranza generalizzara. Molta della colpa sta anche negli organi d’informazione. Diciamolo: la qualità del giornalismo italiano si è abbassata drasticamente negli anni. Un caso emblematico è quello della dottoressa Ilaria Capua. Una delle cosiddette Eccellenze Italiane, mediaticamente crocifissa, il che vuol dire con la vita di tutti i giorni rovinata. Una storia tra sensazionalismo esasperato, travisazione della realtà e superficialità professionale (non certo sua)
Sorgente: Il caso Ilaria Capua: radiografia del suicidio italiano – La Stampa
Il blog è in crisi. Viva il blog!
Non mi nascondo dietro ad un dito. Il mio blog, che non ha mai avuto tante visite, è in crisi. Lo scorso anno, sono riuscito a raggiungere il livello del 2015 e del 2014 solo perchè un post, finito non si sa perchè in testa alle indicizzazioni, mi ha portato da solo circa l’8% delle visite di tutto l’anno.
Quest’anno il coniglio dal cilindro non l’ho ancora estratto. Il risultato è che le visite sono in flessione. Mollare il colpo? Non ci penso neanche. Anche e soprattutto perchè il blog l’ho sempre scritto, prima di tutto, per me. Che fare? Con grande coerenza, sto meditando una cosa che avrebbe senso solo se fossi in fase espansiva: investire per poter trarre profitto dalla pubblicità sul blog. Potrei anche decidere di investire questi 60 euro all’anno… per ricavarne forse… boh… uno. L’importante è avere un business plan preciso e con stime realistiche! 🙂
I problemi della miniaturizzazione
Una volta i computer erano grossi come una stanza. Era un po’ dura perderseli. Anche di recente però, un desktop o un mac non hai problemi a trovarli in giro per casa. Stesso discorso per una Playstation. Magari puoi dimenticare dove hai messo un portatile o un tablet. Ma anche lì a perderli, in casa, ce ne vuole…
Io invece qualche mese fa ho comprato un Raspberry Pi. Compreso di case, ha una dimensione di circa 10cm x 8cm.
L’ho perso in giro per casa. Oggi mi è arrivato il nuovo case che ho acquistato (una figata… è una riproduzione in piccolo del vecchio commodore 64, al cui interno posizionare la scheda madre). Però non ho il computer da sistemargli all’interno. Stasera devo proprio ribaltare casa…
