Della fruizione museistica 3 (e poi basta)
Concludo la trilogia di post sui vari pensieri che mi sono passati per la testa durante le numerose visite ai museo che ho fatto in questa trasferta Parigina.
Una cosa che mi ha sempre fatto molta invia, quando vado a una mostra, è vedere gli studenti, in genere di Belle Arti, che fanno i loro schizzi guardando un quadro o una scultura. È un modo che trovo molto affascinante di godere l’arte, di fissare a modo tuo quello che questa opera ti trasmette. Io al massimo posso fissarlo nella memoria. Il che vuol dire, conoscendo la mia memoria, che posso al massimo prendere degli appunti sulle sensazioni che un’opera mi trasmette.
Comunque invidio chi ha questa possibilità di fissare così un ricordo, anche perchè sono sempre in genere un filo geloso di chi ha delle doti artistiche, dato che io ne sono piuttosto sprovvisto.
Della fruizione museale 2
Ieri sono stato al museo di Rodin. Opere a parte, sono stato colpito da due cose. La prima è stato imbattermi in una visita guidata dedicata ad un gruppo di non vedenti. In effetti la scultura è un tipo di arte di cui può fruire anche chi ha questo tipo di disabilità. La guida infatti gli descriveva le opere e i bozzetti consentendo di toccarne alcune, in genere le opere in bronzo che, rispetto a quelle in marmo bianco o in gesso, risentono meno del contatto. Ho trovato la cosa molto bella.
La seconda cosa che mi ha colpito? Che domande: ve ne parlo in un prossimo post.
Della fruizione museale
Complice il pessimo clima, in questi giorni parigini mi sono dedicato e mi dedicherò particolarmente ai musei. Mi rendo sempre più conto che visitare un’esposizione è come passeggiate in montagna: ognuno ha la sua andatura e se la so snatura, andando più lento o più veloce per stare al passo con altri, non è la stessa cosa. Ecco perché alle mostre mi piace andare da solo o, almeno, nel corso della visita ci si separa e ci si aspetta in fondo. Sì, sono sempre più orso…
Adotta un ragazzo. In salsa francese
Adotta un ragazzo è una Chat per single che va molto qui a Milano. La sua forza sta nel lasciare, in teoria, il pallino in mano alle donne. Il sito non nasce in Italia. Credo sia francese e qui a Parigi è così radicato che la campagna pubblicitaria, che vedete in foto, non ha neppure bisogno di mettere il nome: solo il logo/icona. Come se fosse universalmente conosciuto.
Spigolature di viaggio
Alcuni pensieri sparsi, raccolti tra Milano e Parigi.
– Per quanto ci provi, non riesco a non arrivare in aeroporto drammaticamente in anticipo. Sulle carte d’imbarco Easyjet scambio sempre l’orario di boarding con quello di partenza.
– Il volo per Parigi è fastidiosamente (per me e per la mia attuale situazione) pieno di coppiette. In genere la femmina è dominante, sui voli per Londra invece si trovano generalmente coppie col maschio alfa.
– guardo con malcelato senso di superiorità gli altri viaggiatori, soprattutto se giovani, che ancora stampano la carta d’imbarco. Luddisti!
– i nuovi aerei easyjet, coi sedili più sottili, sono davvero comodi anche per uno alto come me. Meglio di tanti altri voli più prezzolati
Parigi val bene una Messa
Appena prima degli attentati di Parigi, stavo valutando se andare o meno a trovare una coppia di amici che si sono trasferiti nella capitale francese. Nicchiavo e stavo pigramente tendendo al rimandare il viaggio. I tragici eventi mi hanno fatto drasticamente cambiare opinione: bisogna dimostrare di reagire a certe cose e non lasciarsi spaventate. Così dopo un paio di giorni ho prenotato e mentre leggete queste righe sarò in volo. A presto per ulteriori post vacanzieri.
Il post del mese (di dicembre)

Tempo di guardare indietro e vedere cosa avete preferito del mio blog il mese scorso. In testa, senza risultati eclatanti (in un mese di visite in crescita media ma senza picchi), un post che ho rilanciato su un paio di pagine Facebook di tifosi Olimpia, a proposito delle perquisizioni zelanti iniziate dopo gli attentati di Parigi. Al secondo posto, lo scritto più letto di novembre, che si dev’essere ben piazzato sui motori di ricerca. Di seguito tanti post più p meno con le stesse visualizzazioni, nessuno in grado di andare oltre l’orso aria amministrazione. Per gusto personale vi segnalo questo (che non è neppure tra i più letti).
Chioma non folta e abitudinaria
“E’ la prima volta che vieni qua?”
La domanda per un attimo mi ha colto impreparato. Prima di natale sono andato a tagliarmi i capelli da Orea Malià e poco prima che mi venisse posta questa domanda stavo giusto pensando come l’estate prossima saranno vent’anni che mi taglio i capelli lì ma soprattutto vent’anni che ho la stessa pettinatura. Per molti uomini è la prassi e in fondo credo sarà così anche per me. Ho avuto nella mia vita, finora, tre tagli: da piccolo avevo la riga tipo omino del lego; da adolescente li avevo indietro con una goffo taglio molto anni 80/90; infine li ho comodi, corti e in avanti come li tengo ora. Ogni tanto penso di cambiare ma non è che abbia tutta sta massa di capelli da potermi permettere chissà quali voli pindarici. Se però guardo le mie foto di anni fa, mi rincuora vedere che l’attaccatura alta è congenita e non segno di un’avanzante stempiatura (tiè!). Quello che avanza è il colore grigio, ormai diffuso anche sulla barba. Però, dicono, esiste una cosa chiamata “fascino del brizzolato”. A me non è che risulti. Ho il sospetto che riguardi solo chi di fascino ne aveva già prima di essere brizzolato…



