I luoghi segreti sono tutti una bufala

Ieri stavo girando per una libreria e mi è capitato sottomano la guida che vedere nella foto. Non è certo una novità, visto che ormai stanno producendo “guide segrete” di un po’ tutte le grandi città. Poi magari saranno fatte anche bene, però questa esasperata ricerca del l’alternativo che alternativo non è mi pare ridicolo: nel momento che qualcosa è così nota da finire su una guida, non è certo un vero segreto o una meta davvero “alternativa”. 

 

Expo: farsi belli in spinning

Se c’è una cosa che il people watching mi ha insegnato è che quelli che si vantano di più in palestra sono quelli che partecipano ai corsi. Quelli che si bullano di più tra quelli che partecipano ai corsi sono quelli che fanno spinning. Cosa c’entra Expo? E che cavolo, anche voi, un po’ di pazienza! Uno degli sponsor dell’evento è una nota azienda di macchinari per il fitness. Ha diversi corner in giro per Expo ma a cascina Triulza ha un spazio particolare: in pratica fanno delle dimostrazioni di spinning, dove una serie di agguerritissimi amanti di questa disciplina ci danno dentro tronfi di se stessi. Sinceramente uno spettacolo di cui avremmo fatto a meno.

   

Legge di Bio Massa sulle priorità lavorative

Non esistono lavori urgenti ma solo persone in ritardo

Mi sembrano delle sante parole per chiudere un venerdì lavorativo ante ponte del 2 giugno.

Memoria Canaglia

Stiamo pianificando le vacanze estive che mi riporteranno negli States dopo anni. In particolare, il tour ripercorrerà alcune tappe che già feci nel 1998 o 1999. Insomma… oltre quindici anni fa (sigh, gli anni passano).
Oggi allora ho scritto al mio compagno storico di scorribande Usa e perchè avevo un dubbio: un particolare National Park l’ho già visto o meno? Ero praticamente certo di no… e invece… Ora andrò a scartabellare le foto di quell’anno per vedere se risvegliano in me qualche flash.

Il bello di avere una pessima memoria è che puoi tornare in posti che sei già stato come fosse la prima volta…

Expo: bullarsi entrando alle 18.40

Ieri, dopo il lavoro, sono andato in Expo. Per la prima volta ho provato l’ingresso dal lato metropolitana. Mi ha subito colpita il fatto che biglietteria e controllo di sicurezza fossero molto più vicini rispetto a un ipotetico punto di partenza rispetto a Cascina Merlara. Mi spiego: dalla cascina all’ingresso c’è circa un chilometro, dalla metro un centinaio di metri. Peccato però che il camminamento post controlli sia invece più lungo, quindi il pezzo a piedi da fare per arrivare al sito Expo è più o meno lo stesso. 

Avvicinandomi ai tornelli notavo come, nonostante mancasse ancora tempo, già cominciasse ad assieparsi la folla di chi alle 19 sarebbe entrato col biglietto serale. Arrivo al controllo biglietti e la tipa, con malcelata supponenza mi dice “ha il biglietto giornaliero?” Sotto intendendo “lo so che non ce l’hai, sarebbe uno spreco entrare a quest’ora. Hai il biglietto serale e cerchi di fare il furbo.” Io, tronfio, ho replicato “no, ho l’abbonamento” e sono entrato.

La Next-Gen che sa molto di Retrogaming

Da qualche mese sono passato alle cosiddette console Next-gen, avendo acquistato una playstation 4. Quello che mi incuriosiva quando non l’avevo e mi colpisce ancora di più ora è il basso numero di titoli che escono. Abituato su ps2 e poi ps3 dove le nuove uscite erano praticamente quotidiane, le agende delle nuove pubblicazioni di Ps4 mi fanno tornare in mente gli anni 90, quando facevo il recensore di videogiochi. Anche allora le uscite, soprattutto in alcuni mesi, erano centellinate. Colpa dei costi di produzione o di che altro, fatto sta che la mia withlist di titoli è scarna e popolata di uscite future.

Tubetti di super colla

Qualcuno di voi è mai riuscito a finire un tubetto di super colla? Dai, avete capito, non fatemi dire il nome di una marca (anche se la potete vedere dalla foto). Quando lo acquistate magari fate come me: cercate quello più piccolo possibile. Del resto sono piccoli, solo pochi grammi. Che ci vorrà a finirlo? Mi dico sempre. Tanto più che si finisce per acquistarlo sempre quando effettivamente serve subito per qualcosa. Una volta utilizzato, provate ogni sistema per riporlo nel modo adeguato: svuotare bene il beccuccio, chiudere bene, magari infilare anche un ago nel tubetto per far sì che non si secchi. Tutto inutile. Ogni volta che poi mi serve è inesorabilmente secco o inutilizzabile. Lo si ricompra e si riparte da capo. 

Soluzioni per uscire dal circolo vizioso? Io forse ne ho trovata una: il vasetto col pennellino. Per ora sembra funzionare… Anche se sono ben lungi dal finirlo. 

 

L’emofilico più  veloce del mondo

Io sono emofilico. Di questo non ho fatto mai mistero, soprattutto perché non c’è nulla di cui vergognarsi. È una malattia genetica. Ce l’ho. Ci convivo. È una malattia rara ma talvolta capita che qualcuno di noi salga agli onori della cronaca. Già vi scrissi per parlavi del mio “collega” britannico Dowsett, che un paio d’anni fa vinse una tappa del Giro d’Italia. Oggi sono ricapitato per caso sulla sua pagina di Wikipedia e ho notato due cose. La prima è che il fatto che sia emofilico è menzionato giusto nelle sue note biografiche, giusto per dire che lui è un ciclista professionista e emofilico, non un emofilico e ciclista professionista. La seconda è che all’inizio di maggio ha stabilito il nuovo record dell’ora di ciclismo su pista, lo stesso record che noi ricordiamo per le imprese di Moser negli anni 80. Un bravo a lui e un monito: non sarò mai veloce come lui magari qualche acciacco in più ce l’ho, questo non vuol dire che non possa fare le cose di tutti i giorni… O magari tenere in braccio qualcosa o qualcuno. 

Nb non ho nulla che bolle in pentola, solo un riferimento a una frase che mi dissero tempo fa…