L’estenuante vita dei fruttariani (complottisti)
Tra i tanti argomenti inutili che seguo ci sono pure i Fruttariani, che ormai sempre più hanno punti in comune con i Complottisti. Se considero l’essere vegetariani una scelta di dieta, già il passaggio al veganesimo è più uno stile di vita che un regime alimentare. Ancora di più lo è una scelta estrema come l’essere Fruttariani. Dev’essere una vita estenuante, come quella di tutti i complottisti, che vedono nemici dietro ad ogni angolo. Su una loro pagina facebook riecheggiano sempre gli stessi discorsi: ogni volta che qualcuno espone la sue esperienza e riferisce del proprio medico che gli sconsiglia quel regime alimentare, la risposta classica è che “è pagato dalle grandi case farmaceutiche, controllate dai governi mondiali (o viceversa) che vogliono tenerci soggiocati”. Seguono derive tipo le due pillole di Matrix, sull’aprire gli occhi e altre cose così.
Mi perplimo e penso dev’essere estenuante vivere pensando costantemente che tutto sia un complotto.
Veloce pausa pranzo in fiera
Visto che le mie assidue lettrici bramano sapere come mi cibi, ecco la mia veloce pausa pranzo in fiera oggi.
In rigoroso ordine cronologico:
– due ostriche con assaggio di vino bianco
– panino con salsiccia di Tolosa e cipolle
– fritto di totani
– birretta
– torta austriaca (vedi foto)
– assaggi di grappini
– cannolo siciliano (e tre arancini da portar via)
Ma lo so che mi volete comunque bene.
Il blog mi sta dando grandi soddisfazioni da un po’ di mesi a questa parte. Negli ultimi dieci giorni i dati della visite sono diminuite ma i feedback no. Questo principalmente perché ormai ho molto iscritti tra gli altri blogger o comunque tra chi mi legge tramite aggregatori. Questi non muovono i counter e quindi sono meno visibili ma so che ci sono. Grazie anche a questi impalpabili lettori.
Ampiamente ammortizzato
Una volta, proprio dietro il duomo, c’era un jeanseria abbastanza conosciuta chiamata International Shop. Stiamo parlando di circa vent’anni fa, di sicuro più di quindici. Ai tempi volevo comprarmi un giubbotto in pelle. Lì ne trovai uno che mi piacque. Non costava molto più di centomila lire. Anche ai tempi, per un oggetto del genere, era poco ed ero perplesso. Al massimo mi dura un anno e poi lo butto, pensai.
Stasera a Milano non fa molto freddo e per uscire per una cena più cinema ho messo ancora quel giubbotto. Mi piacere ancora e l’unico visibile segno di logorio è dato dalla zip che sta cedendo è che penso proprio farò cambiare. Direi che l’ho abbondantemente ammortizzato.
L’evoluzione delle specie: l’artigiano in fiera 2014
Per la gioia di YdR è iniziato l’Artigiano in Fiera. Anche per la mia gioia, che posso dare libero sfogo alle mie passioni alimentari e… Di people watching. La prima cosa che ho notato è la deriva che sta prendendo l’odiosa pratica del trolley in fiera. Ormai non basta più quello piccolo, siamo arrivati alle vere e proprie valigie. Bramo un controllo all’ingresso, tipo aeroporto, che faccia entrare solo i trolley che rispettino le misure da bagaglio a mano.
Temporary Store, anche senza volerlo
Il piccolo franchising da sempre vive di mode. Ci sono momenti in cui determinati tipi di negozi o attività commerciali sorgono come funghi. Alcuni attecchiscono, altri è abbastanza evidente che siano destinati a vita breve. Certo, quando l’economia era diversa operazioni del genere erano anche più facili. L’anno scorso scrivevo a proposito dei negozi di sigarette elettroniche, quest’anno direi che il trend del momento di chi vuole fare business a costi contenuti è quello dei negozi di capsule da caffè compatibili. Anche in questo caso, fosse nei panni dell’imprenditore, non firmerei un contratto d’affitto 7+7 per il negozio… a meno che non si sia propensi a cambiare franchising con una certa celerità mantenendo il medesimo spazio.
Lenny Kravitz e il lato giusto del mercato
Partiamo da alcuni dati di fatto:
1) quando sei dal lato giusto del mercato puoi permetterti qualsiasi cosa
2) l’espressione “lato giusto del mercato” è stata creata per gente come Lenny Kravitz.
Non stupiamoci quindi che lui vada in giro con questa piccola sciarpa e provochi orgasmi multipli alle donne di qualsivoglia età.
La mettessi io verrei preso per un senzatetto che gira con la sua coperta. Al massimo mi tirerebbero le monetine.
Il mercato (nel senso più economico del termine) dell’intrigo è inefficiente è le sue regole sono scritte dalle GranDonne.



