Ieri ho commentato il blog di Grillo
Ieri ho commentato il blog di Grillo. Mi aspettavo fuoco e fiamme di reazioni. Non è successo niente. I casi sono due:
1) sono stato così sibillino nel criticare il post del Divino Beppe, in cui replicava al Ny Times, al punto che il lettore medio (e mi limito a definirlo così) non ha capito.
2) lì ognuno pensa solo a gridare quello che gli passa per la testa (…!) senza neppure leggere gli altri. In effetti anch’io ho fatto più o meno così ma per motivi di salute: ho letto due commenti e poi ho pensato che per la mia gastrite era meglio non proseguissi.
Vediamo se il mio masochismo mi spingerà a provocare maggiormente i grillini.
Il New York Times, il morbillo e Beppe Grillo
Oggi si ride davvero di gusto. Beppe Grillo, che ormai smentisce anche l’evidenza, contesta il NYT che indica come il M5S abbia portato avanti una campagna anti vaccinazione sul morbillo.
Il giochino è presto detto. Ormai Grillo sul blog dice e non dice, così non lo si puo’ accusare di niente. Però poi parlamentari e iscritti portano avanti a spada tratta posizioni anti vaccino. Vengono così liquidate come posizioni personali e non come la posizione del movimento.
Certo, ufficialmente non lo è ma ufficiosamente sappiamo tutti lo sia.
Per l’occasione, colmo di masochismo, mi sono anche permesso di fare un commento sul santissimo blog. Vediamo se vengo assalito modello branco o no 😀
Sorgente: New York Times, la risposta di Grillo alle accuse contro il M5S – Corriere.it
AGGIORNAMENTO: l’ottimo prof. Burioni fa notare una proposta di legge (firmata da Grillo) chiaramente anti vaccini. LEGGI QUA
Il mio traumatico approccio al mondo Android
Dopo aver acquistato il RetroFreak (ed averne fatto un unboxing in uno dei video più brutti mai pubblicati su youtube), mi sono reso conto che lo usavo ben più del previsto e ho iniziato ad avere voglia di affiancarci qualcosa che potesse emulare il Commodore 64 e il Mame. Dopo qualche ricerca, ho optato per una tvbox android. Un microcomputer, che monta appunto sistema android, e che oltre all’emulazione, mi avrebbe dovuto consentire anche l’utilizzo della tv per email, navigare e vedere video. Sfruttando anche un buono omaggio di Amazon, optai per un economico Bqeel X8T. Più in basso vi metterò una videorecensione trovata su youtube.
Il mio commento? Una cagata pazzesca. Gli emulatori android che ho provato, erano disegnati per l’utilizzo su tablet e smartphone e male si sposavano con la modalità tv box (nonostante google play dichiarasse la compatibilità). Inoltre non sono riuscito a fargli riconoscere la mia tastiera usb e buona parte dei controller usb che posseggo (dei 4, solo uno andava quasi bene).
Meglio con la visione dei video? Mica tanto. Sia con la app di Netflix che con quella di Amazon Prime Video è capitato che il sistema si bloccasse e comunque, nonostante la mia buona connessione domestica, i video si bloccavano di continuo.
Magari sono io che ho un rigetto verso android, magari sono incapace. Non lo so. Fatto sta che adesso penso di rimetterlo in vendita su Subito.it per 10 euro…
C’era una volta la Pravda
Ormai da anni, seguo con particolare interesse le vicende armene. Per questo ho attivo da tempo un Google Alert. Nella raccolta di articoli che mi vengono segnalati, trovo spesso tra le fonti il sito Sputnik. Fino a poco tempo fa, per me non era altro che un sito che trattava questioni dell’est europeo. In realtà pare sia molto di più.
Una volta infatti c’era la Pravda, organo di stampa ufficiale sovietico. Bastava poi elargire sovvenzioni ai partiti comunisti di mezza Europa e la tua parte come Madre Russia l’avevi fatta. Ora il mondo è più complesso e così il Cremlino ha creato anche dei siti in lingua estera, come appunto Sptunik, per sostenere le proprie opinioni.
L’ideale per i fanatici di Putin su facebook!
Ikea Vs Balenciaga : 3-0 e palla al centro
Molti di voi avranno letto della prezzolata borsa di Balenciaga, che sembra il saccone blu dell’Ikea. Del resto la cosa ha avuto grande risalto sul web. All’azienda svedese non è parso vero poter sfruttare questo assist mediatico e così sono usciti con un’ironica campagna su come distinguere la borsa originale (la loro) da quella falsa (la Balenciaga)
Teppe, Teppisti e nani assatanati di sesso

Uno parte facendo una ricerca su internet su una villa milanese e si imbatte in una storia al limite dell’incredibile.
Tutto è scaturito cercando di Villa Simonetta, oggi sede di una scuola di musica. Da vari ricordi sulla storia milanese, rammentavo di una leggenda che narrava vi fosse (stato) un cunicolo che collegasse direttamente la villa con Castello Sforzersco. Parto quindi da wikipedia per verificare se ne parlano. Non lo fanno ma scopro che nel XIX secolo era sede della Compagnia della Teppa. Si trattava di un gruppo di goliardi e libertini figli di papà, che fanno sì che la residenza acquisisse anche il nomignolo di Villa dei Balabiot.
Non essendoci una pagina wikipedia sulla Compagnia, cerco su Google e trovo un altro interessante link del portale Milanoinsolita. Qui scopro diverse cose decisamente intriganti. Che in milanese “teppa” volesse dire “monello” o giù di lì, lo sapevo già. Ora ho capito anche che deriva da questa compagnia. Quello che non sapevo era cosa volesse dire originariamente in dialetto teppa:
così chiamati perché soliti radunarsi nelle gallerie sotto il Castello Sforzesco; gallerie ricoperte appunto di teppa, il muschio in milanese
Inoltre si racconta che questi simpaticissimi goliardi fossero dediti anche a pestaggi:
Oltre che a far sbruffonate la compagnia si dilettava a menare randellate ai passanti durante la notte con un bastone denominato “pagadebit”
Una piccola Arancia Meccanica milanese…
Si passa poi alla loro “bravata” più grossa, che li portò all’arresto e allo scioglimento della compagna, il tutto originato da un due di picche ricevuto da uno dei capi:
Per intere settimane setacciarono Milano in lungo ed in largo a caccia di nani che convocarono a Villa Simonetta promettendogli una notte di sesso selvaggio con delle prostitute. Al tempo stesso sparsero la notizia di una cena di gala, organizzata per le giovani della nobiltà più esclusiva. Queste ultime vennero rinchiuse in un salone in cui furono fatti confluire i nani assatanati che credettero di aver davanti a se le prostitute promesse con conseguente assalto e grande fatica per placare gli animi. Fu la volta in cui superarono i limiti e costrinsero le autorità ad arrestarli ponendo fine alla Compagnia. E’ a loro, e alle loro gesta, che dobbiamo il termine “teppista”.
Ed ecco spiegato che il termine “teppista” deriva dalla storia Milanese.
Il tutto prima di youtube, del branco, del bullismo. Oggi tutto va più veloce ma le nefandezze umane, purtroppo, non le abbiamo inventate ai nostri giorni.
Non sarei un genitore fashion
Vicino alla stazione della metropolitana del mio paese, ogni mattina si ritrovano i bambini del Pedibus (o piedobus, a seconda delle versioni). Stamane notavo un bimbo tutto tronfio del suo taglio dei capelli: completamente rasato a zero, tranne la cresta centrale. Tipo moicano. Larga 5 centimetri e alta poco di più. Come neppure il figlio di un metallaro anni 80.
Mah… forse è la moda ma io un bambino di 6-7 anni non lo manderei mai in giro così.
Di recente mi sono iscritto anche a Tumblr. Perchè? Bah… bella domanda. Ma facciamoci una domanda a monte: cos’è Tumblr? A chiederlo a Google (e di riflesso a Wikipedia), la risposta pare essere: