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Fotografia a Milano. Un buon momento
Godiamoci questa “primavera culturale” che pare aver colpito Milano in occasione di Expo e speriamo che duri. In effetti è un ottimo momento anche per le mostre fotografiche. La principale è questa, appena aperta al palazzo della Ragione (tra Duomo e Cordusio):
Italia inside out. Henri Cartier-Bresson e gli altri. I grandi fotografi e l’Italia | ViviMilano
Sempre da ViviMilano vi segnalo però anche:
Milano, città d’acqua a Palazzo Morando
e
Il lato culturale del weekend londinese
Il weekend londinese ha avuto anche due aspetti culturali. Un primo quasi casuale, il secondo puntato a lungo. Ci siamo imbattuti in uno spazio dedicato alla fotografia dietro Oxford street. La mostra, interessante ma non troppo, mostrava l’utilizzo nei tempi passati della fotografia nella criminologia è più in generale nella documentazione dei delitti. Sono poi stato alla Tate Modern per una mostra sulla Pop Art molto interessante. Se capitate a Londra nei prossimi mesi ve la consiglio fortemente.
L’iPhone come la nuova Leica?
Quando si guardano ritratti di grandi fotografi del passato, colpisce l’essenzialità della loro attrezzatura. Quando penso di acquistare un nuovo obiettivo, penso a Cartier Bresson e mi convinco che devo prima a imparare a usare belle quello che ho già. Però sono uno snob da reflex, uno che si vanta un po’ del proprio mezzo (più che dei propri risultati). Poi leggi che c’è chi fa le foto con l’iPhone e finisce nell’agenzia Magnum… allora ti convinci ancora di più che la fotografia è un’arte così democratica che è accessibile a tutti, se c’è l’occhio e il cuore.
Michael Christopher Brown, l’iPhonographer ufficiale dell’agenzia Magnum | Instagramers Italia.
L’Homme(less) di Gianluca Maroli: un progetto fotografico molto interessante.
Vi segnalo questo interessante progetto fotografico. Si tratta di un finto reportage con dei finti mendicanti. Come scrive l’autore sulla homepage, l’idea gli è venuta sentendo delle persone, chiaramente senza grossi problemi, lamentarsi di non avere un soldo in tasca. Mentre invece c’è chi la crisi la vive davvero sulla sua pelle.
Anche giustamente, non si riesce a fare un link diretto. Quindi vi consiglio di visitare la pagina ufficiale:
Il sale della terra
Sabato ho finito la mia settimana Salgado e, dopo la mostra Genesi, sono andato a vedere Il sale della Terra, un docufilm di Wim Wenders sul fotografo brasiliano. Ammetto che uscendo ho avuto la tentazione di fare una cosa che non faccio mai: cancellare un post, quello in cui parlavo della mostra. Poi ho deciso di tenerlo per un semplice motivo. Comunque la mostra non mi ha convinto fino in fondo ma il film ha mi aiutato a capire meglio Salgado e mi ha convinto che Genesi non sia certo il suo progetto migliore (imho) e concettualmente diverso rispetto alle suo opere più famose e per me decisamente più emozionanti e riuscite.
La desolazione di Smeg
Se il mio frigorifero fosse uno Smeg, potrei parafrasare il titolo del secondo film de Lo Hobbit: La desolazione di Smaug. E’ di un’altra marca ma consentitemi la licenza poetica, in fondo se non ve lo dicevo non l’avreste mai saputo. In effetti… perchè ve l’ho detto? Fatto sta che un’amica mi raccontava di questo progetto fotografico di un fotografo/a che andava in giro per il mondo a immortalare i frigoriferi delle diverse persone, mostrando così anche uno spaccato sulle differenze culturali e alimentari. Bhè, dal mio desolante frigorifero c’è poco (o molto?) da capire.
Salgado a Milano
Scrivendo queste mie impressioni sulla mostra di Salgado ho paura quasi di essere accusato di blasfemia. Di sicuro non ho la cultura per poter sviscerare in modo approfondito il linguaggio di questo fotografo ma credo, come tutti, di aver diritto ad un’opinione. Giusta o sbagliata che sia. Lungo preambolo per dire che la mostra non mi ha convinto fino in fondo. Alcune immagini, diciamo la maggior parte (soprattutto i ritratti), sono bellissimi ma nel complesso sono uscito con una sensazione non troppo soddisfatta. I motivi sono principalmente due. Il primo è che non sono un grande amante del bianco e nero spinto (anche se due dei miei tre fotografi preferiti hanno fatto quasi solo bianco e nero). Se in alcuni contesti ha una resa eccezionale, anche in questa mostra, non credo che sia il linguaggio ideale per raccontare alcuni tipi di paesaggi. Il secondo è che alcune foto, nella primissima fase della mostra, destano più di un sospetto di un lavoro artistico di post produzione. Per il mio gusto la foto è cattura dell’attimo e quindi quando si perde questo realismo si ha qualcos’altro che per me si stacca dalla fotografia. Comunque ve la consiglio perché a dispetto di questi dubbi, è un’esposiIone molto interessante e che ai più è molto piaciuta.
Foto derive
Credevo che i più odiosi fossero quelli che andavano in giro a fare le foto con l’ipad, soprattutto se in vacanza. Pero al peggio non c’è mai fine. Ormai sono sempre più diffusi i turisti con la gopro. Non certo per fare foto d’azione ma girando per le città. Oggi ne ho visto uno che tra macchina e asta/comando/selfie sarà costata più delle mia reflex… Per fare foto, sinceramente, neppure lontanamente paragonabili.





