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Come un vecchio (quale sono?)

Oggi verso le 13 tornavo dal tribunale e non avevo voglia nè di tornare subito un ufficio nè di starmene in giro al caldo. Ho pensato allora da fare una cosa da vecchietto solitario ma anche da Nerd. Non avevo ancora visto la nuova linea lilla. Solo una volta ne presi un pezzo aha di erano aperte solo le fermate a nord. A lotto ho cambiato dalla rossa ed ecco alcune cose che mi hanno colpito:

– mi pare molto più profonda della linea 3: a lotto si prendono diversa scale mobili prima delle banchine.

-sedersi sui primi posti per vedere il treno che procede senza conducente è da giargiana. Purtroppo quando sono saluto erano già occupati…. 🙂

– non ci sono (ancora) cartelloni pubblicitari. Al loro posto mosaici intonsi.

– la stazione sponsorizzata (San Siro stadio – Mediaset premium), quindi l’unica con cartelloni pubblicitari, è unteria. Ancora più triste il fatto che l’abbiano dovuta blindare, con tanto di tornelli da stadio, per evitare assalti.

– la fermata Portello ha come sottotitolo “ex Alfa Romeo”. Ho apprezzato l’omaggio alla storia ma ormai ce lo ricordiamo solo noi vecchi dentro.

Dei tornelli avidissimi

Iniziamo con le spigolature di questo, lungo, weekend romano. Pronti via, scendiamo da Italo e andiamo in metropolitana. L’addetta stampa passa il tornelli e… Trak! Il tornello si chiude tenendo in mezzo il trolley. Io dimostro la mia forza fisica allargandoli quanto basta per liberare la valigia. Ilarità e sfottò per la sua furbaggine e per gli “avidissimi tornelli”. Oggi recuperiamo le valigia e ci dirigiamo in metro per andare in stazione. Subito la canzono “attenta agli avidissimi tornelli!” Neanche il tempo di finire la frase e… Rimango io col trolley bloccato. Ok, fesso io. Ok, capisco che il breve lasso  di tempo sia per contrastare i portoghesi. Però forse si esagera…

Expo: bullarsi entrando alle 18.40

Ieri, dopo il lavoro, sono andato in Expo. Per la prima volta ho provato l’ingresso dal lato metropolitana. Mi ha subito colpita il fatto che biglietteria e controllo di sicurezza fossero molto più vicini rispetto a un ipotetico punto di partenza rispetto a Cascina Merlara. Mi spiego: dalla cascina all’ingresso c’è circa un chilometro, dalla metro un centinaio di metri. Peccato però che il camminamento post controlli sia invece più lungo, quindi il pezzo a piedi da fare per arrivare al sito Expo è più o meno lo stesso. 

Avvicinandomi ai tornelli notavo come, nonostante mancasse ancora tempo, già cominciasse ad assieparsi la folla di chi alle 19 sarebbe entrato col biglietto serale. Arrivo al controllo biglietti e la tipa, con malcelata supponenza mi dice “ha il biglietto giornaliero?” Sotto intendendo “lo so che non ce l’hai, sarebbe uno spreco entrare a quest’ora. Hai il biglietto serale e cerchi di fare il furbo.” Io, tronfio, ho replicato “no, ho l’abbonamento” e sono entrato.

Abitudinario

Il concetto di persone che riconosci ma non conosci (parlo della vita di tutti i giorni) è un argomento che mi ha sempre affascinato. “Le solite facce” le chiamiamo con YdR. Negli anni dell’università ho frequentato la biblioteca del mio quartiere e ancora oggi incrocio persone, da tutt’altra parte, che riconosco come “i bonoliani” ma con cui non mai scambiato neppure una parola. Passata l’università e iniziato a lavorare, lo stesso è successo in metropolitana. Poi ci sono casi che ti fanno pensare alla casualità della vita, o a quando siamo abitudinari o tutti standardizzati su certi orari. Per esempio come un giorno in cui incroci una persona sul tuo vagone, che magari non hai mai visto prima ma che per qualche motivo la noti, poi la rivedi la sera tornando a casa.

Tutto questo per dire che? Bah… tutto o niente. Strana la vita, considerando anche quante persone riconosciamo ogni giorno senza per questo conoscerle.

I videogiochi nella vita reale

i videogiochi sono spesso visti come una perdita di tempo, qualcosa che non ha il minimo ritorno pratico nella vita reale. A parte il fatto che scrivendo di videogiochi mi sono ripagato anni e anni di vacanze estive (e già questo mi sembra un’utilità non da poco nella vita reale), ogni sera quando attraverso la stazione metropolitana di Cadorna, cercando di raggiungere i tornelli senza venir travolto, ringrazio l’esperienza maturata giocando a frogger. 

 

La stridente di Lotto

Ci sono mendicanti che, per definizione, sono senza fissa dimora o “nomadi”. Li incroci una volta è mai più. Altri sono, per così dire, stanziali e occupano il loro posto per mesi o per anni. Di questa ultima categoria fa parte quella che chiamo “la stridente di (piazzale) Lotto. Da una vita sta sulle scale della metropolitana a chiedere l’elemosina. Neppure i lavori della linea 5 l’hanno scalfita: ha solo cambiato scala. Il nome deriva dal fatto che ha una voce così stridula che se l’avete sentita anche una sola volta, avete capito di chi parlo. Ammiro però la sua costanza. Non solo nel mantenimento del posto di lavoro, nel senso più fisico del termine, ma anche nel fatto che continua ininterrottamente ad augurare buona giornata e buon lavoro a chiunque passi.

Cantieri in chiusura

Expo sta praticamente iniziando e a Milano è corsa contro il tempo per chiudere più cantieri possibile. A quanto pare la tratta della M5 da Lotto a San Siro è in dirittura d’arrivo. Sono passato diverse volte da quelle parti e pare che ormai, almeno in superficie, manchino solo i ritocchi. 

 

La nuova metropolitana

Oggi non parlo delle nuove linee di Milano. Né della 5 quasi finita, né della 4 i cui lavori stanno faticosamente partendo. Parlerò dei nuovi convogli. Pubblicizzati in pompa magna, con tanto di esposizione in anteprima in piazza duomo, ora sono entrati in servizio e li ho già presi due volte. Belli, tecnologici (hanno anche una, inutile, predisposizione wifi) ma fondamentalmente non così diversi dai precedenti. Almeno sono italiani e quindi investimenti (Expo) che rimangono qui da noi.

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