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Cari amici del Pd milanese

Ok, in campagna elettorale ci sta a dire di tutto. (Anche se non dovrebbe essere così). Ok, dopo aver osteggiato Expo in ogni modo,  averne detto di tutto fino all’estate scorsa, vi prendete in squadra il suo condottiero. Ok, a me Pisapia non piace e forse questo mi fa essere un po’ di parte.

Però…

Così come ho evidenziato il populismo irritante della prima campagna di Passera, non posso mandar giù l’ultima cartellonistica pro Sala. La lotta alla cementificazione di Milano è stato per anni il vostro cavallo di battaglia, avete sempre indicato la Moratti come primo responsabile di quello che stava succedendo e ora… Prendete la nuova skyline di Milano, tra unicredit pavilion e bosco verticale, per far vedere come avete fatto ripartire Milano??? Con tanto di foto “prima e adesso” Mah… 

 

Si preparano le installazioni

“Installazione” termine (e concetto) che mi hanno sempre fatto grande ilarità e che in questo periodo dell’anno diventa centrale bei discorsi dei milanesi trendy. Sì perché il Salone del Mobile e soprattutto il Fuorisalone, si avvicinano. Quest’anno poi, che si sovrappongono alla Triennale del Design, mi aspetto molto movimento. Ieri ho girato parecchio in centro a piedi e in effetti c’è del fermento: i lavori per le Installazioni fervono un po’ ovunque (con tanto di registrazione in time lapse dei work in progress)

 

Alzare il piede dall’acceleratore

In questi giorni sono abbastanza sotto pressione lavorativa. Oggi però ho avuto la piacevole sorpresa di avere venti minuti libera tra un’udienza in tribunale e una riunione. Sono allora passato a rifiatare ai Giardini della Guastalla, uno dei miei angoli preferiti del centro di Milano. Tra l’altro è anche una bella giornata. Rallentare a volte più che un piacere è un’esistenza. Per andare più veloci.

  

Il mondo che è sempre più piccolo: gli acquisti in vacanza

Una volta quando andavi in vacanza in posti come gli Stati Uniti o Londra potevi, al ritorno, tirartela un po’ con marche qui sconosciute o comunque introvabili. Con la globalizzazione commerciale ormai queste cose si sono perse e trovi tutto d’appertutto. Tornavi con qualcosa di Abercrombie e già sapevano dove eri stato. Meno spendibile socialmente ma una delle ultime griffe a perdere questo fascino è stata Victoria’s Secrets. Meno di un lustro fà la Famigerata Ex mi telefonava dallo store di New York bullandosi. In tempi più recenti l’Addetta Stampa mi ha fatto conoscere a Londra Ben Sherman, che da camicie che mi piacciono molto. Ora ogni volta che ci vado provo a prenderne una. Speriamo non apra mai in Italia. Sempre a Londra c’è una catena di negozi (non ricordo neppure il nome) che fa delle simil Clarks con suola bicolore che mi intrigano molto. Forse un po’ sopra le righe per il mio stile ma mi piacerebbe avere il coraggio di indossarle. Ogni volta a Londra ci passo ma non le prendo mai. Un paio di settimane fa ero al Teatro Manzoni e proprio lì vicino ha aperto quel negozio. Ci sono rimasto male: averlo a portata di mano ne rovina gran parte del fascino.

Orti trendy

 Ieri sono passato in zona porta nuova. A fianco di quello che era (lo scorso anno) il campo di grano, c’è un’altra area pubblica ma recintata in modo distinto. In pratica stanno sviluppando il concetto di orto collettivo, il tutto all’interno di un progetto chiamato “Porta Nuova Smart Community” (vuoi che non gli dessero un nome inglese?)  

 

Luddismo nei trasporti pubblici

L’altro giorno, quando sono andato a testare la Ravioleria Sarpi, attendevo poi il tram . Un passante mi ha chiesto dove fosse la fermata della metro più vicina e io gli ho indicato quella della linea 5. Un vecchietto si è intromesso per sapere dove volesse andare e indicando una strada alternativa (tra l’altro, secondo me, errata). Una volta allontanato il tipo, abbiamo scambiato un paio di battute e capito il perché della sua contestazione: non salirebbe mai sulla linea 5 perché i treni sono senza conducente. Voto 4: luddista.  

 

Un piccolo segno di progresso in città 

Mi sforzo sempre di trovare i piccoli passi avanti e le cose positive. Soprattutto in Italia e a Milano. L’erba del vicino sembra sempre più verde ma neppure il nostro giardino è poi male. Per esempio: chi di voi si è accorto che tutte le fermate della linea 1 della metropolitana (ma penso anche delle altre linee) sono dotate di defibrillatori portatili?

  

La Milano che non c’è più

Quando si parla della “Milano che non c’è più, in genere si parla di quella dell’800, coi Navigli scoperti e senza grattacieli. Gli anni però passano e la città cambia, così anche cose più recenti “non ci sono più”. Ieri Il Milanese Imbruttito ha pubblicato la foto che vi allego qui sotto. Si tratta di una vecchia pubblicità di Burghy degli anni 80. Non solo la storica catena di fast food è defunta da anni ma anche la cartina in sé è interessante, dalla linea 3 che ancora non c’era, alla linea 1 che si fermava a Lampugnano. Un bello spaccato storico, a modo suo.