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Sul “corto” vince il treno
In una giornata di marasma lavorativo, che non mi consente di scrivere le mie solite amenità sul blog, vi segnalo però questa notizia. Easyjet toglie la tratta Linate-Fiumicino. Ormai mi pare evidente che su un percorso del genere i treni ad alta velocità vincono a mani basse e anche le compagnie aeree se ne rendono conto.
Vengono invece lanciati nuovi voli da Linate per Londra e Parigi. La cosa non puo’ che farmi piacere.
EasyJet cancella la tratta Milano-Roma. Nuovi voli per Amsterdam e Parigi.
Sclero da rondò
Da quando vivo a Pero sono abituato ad essere assediato da cantieri. Prima la nuova fiera, poi la metropolitana, ora l’Expo. A questa tornata i lavori stradali mi stanno veramente tirando scemo. Per fortuna che uso poco l’auto in settimana perché lo svincolo di Molino Dorino e una novità ogni volta. Il peggio però sono i lavori su via gallarate. Credo che ormai sia il tratto di strada a maggior densità di Rondò al mondo. Se la prossima volta che passo mi trovo un cantiere che ne prepara un altro, credo che il protagonista di Un giorno di ordinaria follia passerebbe per un soggetto solo vagamente polemico.
E ora una canzone a tema…
Il mercato non perdona – 3
Continuo la mia osservazione degli esercizi economici, che cambiano in modo spesso repentino. Oggi non vi parlo prettamente di un fallimento o di una chiusura ma di un cambio a 360 gradi (di gestione e di tipologia). In piazzale Wagner c’era da molti anni un ristorante vegetariano macrobiotico. Lo conoscevo bene per averlo frequentato quando avevo la fidanzata vegetariana, ci scrissi anche un paio di post perché ero iscritto alla loro mailing list e mi segnalavano i loro incontri newage per desperate housewife. Ci passo davanti l’altro giorno e… È diventato un locale di gourmet burger. Premesso che anche questo genere è ormai inflazionato, è un segnale che il veg-newage inizia ad aver fatto il proprio tempo?
L’arte del baracchino

Ci sono posti che diventano storici quasi per caso, per moda. Penso al cirinquito di San Siro, diventato per anni un punto di riferimento, senza averne i fondamentali. O forse no, mi piace pensare che la qualità a volte paghi. Forse è il caso dei panzerotti di Luini o forse anche del baracchino che vedete in foto. Nel l’apparenza ha tenute le forme di un baracchino ma ormai è una piccola costruzione in muratura. Ogni sera in piazza Buozzi, zona Porta Romana, troverete gente in coda per un pollo allo spiedo o per altri piatti del genere: ali di pollo, patatine fritte, arancini. Sopravvive (o prospera?) fin dal 1967. Una piccola eccellenza milanese.
Le canzoni maledette
Ci sono canzoni che diventano così tanto di successo o così tanto tormentoni da risultare odiose agli stessi cantanti che le eseguono. Ricordo di aver letto tempo fa che, per esempio, Marina Rei non sopporta che tutti le chiedano “Primavera”. Brano che inevitabilmente il 90% delle radio passa almeno una volta con l’arrivo della bella stagione. Questo lungo preambolo solo per dirvi che, nonostante la temperatura, oggi c’è proprio aria di primavera e mi pare un reato chiudermi in un ufficio.
Ps: no, resisto alla tentazione di mettervi il video della suddetta canzone
Ci mettono la droga dentro?
Di recente in via Torino hanno aperto Amsterdam Chips, un negozio che in pratica fa soltanto patatine fritte (come suggerisce il nome). Ok, fatte con patate vere. Ok, cotte al momento. Ok fatte con tante salse diverse. Però sempre di patatine stiamo parlando. Qualche mese fa sono stato a Torino e sono passato davanti al loro punto vendita anche lì. I due negozi erano accomunati da una caratteristica: una discreta coda all’esterno. Anche nella foto qui sotto, anche se non ci sono folle oceaniche, ci sono comunque due persone che lo fotografano. Qualcuno sa spiegarmi il perchè di tanto successo? Addirittura a Milano hanno aperto una sorta di clone. Cos’hanno di tanto particolare le patatine fatte dagli olandesi? Capisco se le vendessero in un Coffee Shop…

Non poteva che essere mia
Sono un Nerd con la passione dei videogiochi. Bhè, in fondo trovatemi un Nerd che non abbia questa passione. Inoltre, come vi raccontavo di recente, sono anche nato e cresciuto (orgogliosamente) in periferia. Quando ho scoperto che un brand di magliette dedicate alle varie zone di Milano, ne aveva fatta una per la mia zona (Gallaratese), ispirata a un noto videogioco… Non potevo che prenderla. Anche se non sono un grande amante delle t-shirt nere. Stasera so cosa mettere per andare in palestra.
Nato ai bordi di periferia…
…dove i tram non vanno avanti più.
Così cantava Eros Ramazzotti quando andavo alle medie. Scuole medie di periferia perché lì è dove sono nato, sono cresciuto e ancora vivo. Anche se ho dovuto mettere I n piede fuori Milano. Mi è capitato di recente di discutere sui pro e sui contro del vivere in centro rispetto a zone più defilate e mi sono trovato quasi stupito di quanto io preferisca la periferia. Un po’ per ceto sociale un po’ per abitudine e comodità. Motivazioni pratiche? Gli spazi, la comodità uscire da Milano senza perdere un’ora, un po’ di verde, la comodità dei superstore. Certo nelle mie convinzioni sono certamente influenzato dall’esser cresciuto in un quartiere, il gallaratese, che non ha mai goduto di una buona fama (retaggio più degli anni 60 che di una situazione attuale) ma che reputo comunque una delle migliori periferie di Milano. Certo, un po’ Tamarra ma se vogliamo meglio così che l’altezzosa supponenza del centro. A riguardo… Ecco qua:

