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E poi qui da noi si parla di privacy…

Lo ignoravo totalmente ma, a quanto pare, a Pechino c’è una rete di telecamere e di riconoscimento facciale, in grado di scovare chiunque in pochi minuti.

Realtà o finzione? Un giornalista della BBC si è prestato ad un esperimento, di cui viene dato resoconto in quest’articolo de Il Corriere.

Di certo la cosa è molto inquietante.

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Regali di Natale, Banner e computer condivisi 

La condivisione dei computer oggigiorno crea qualche problema. Di base ai computer in ambito lavorativo ma ci sono anche dei risvolti domestici. I siti ricordano i nostri dati di navigazione e le nostre ricerche precedenti e questo può creare situazioni spiacevoli. Al lavoro può far vedere che avete cazzrggiago… ma a casa… No, non parlo di banner che facciano pensare a siti di dubbia moralità ma di un risvolto sui regali di Natale. Uno si sforza di fare un regalo a sorpresa poi… si naviga con quella persona a fianco, ovviamente per tutt’altro, e all’improvviso appare il banner di Amazon (o chi per esso) che mostra qualcosa che non dovrebbe mostrare. A quel punto la fritta è fatta. Da patito della privacy, mi sono adoperato per tempo per questi rischi ma la buccia di banana è sempre in agguato. 

Nuove funzionalità di Google? O solo Privacy?

Oggi, aprendo il mio account gmail, sono stato accolto da una schermata che mi invitava ad accettare nuove funzionalità integrate (e facoltative) di Google. Non si tratta della solita catena (“fai questo o quest’altro se non diventerà a pagamento”) ma di dare il permesso a Google di tracciare “meglio” le nostre ricerche ma anche, a quanto pare, darci maggiori possibilità di non essere disturbati con sollecitazioni indesiderate. Al momento non avevo tempo di leggere tutto e per ora non ho acconsentito. Leggendo però QUESTO ARTICOLO pare che ci siano delle interessanti funzioni, che necessitano però di essere ben approfondite per non rivelarsi un’arma a doppio taglio.

Il nemico ci guarda

La privacy su internet è sempre un argomento spinoso, soprattutto dopo il boom dei social network. Lo si sa. Da sempre.
Poi ognuno di noi modula i “rischi” che è disposto a prendere. Ho un amico che è terrorizzato dal fatto che la sua presenza su whatsapp sia notificata a chi non vuole. Personalmente sono abbastanza sbarazzino pur non scadendo nello sconsiderato. Per esempio sono su foursquare ma non ho mai creato il check in per casa mia (come fanno molti). Ecco comunque cosa consiglia Liquida, riprendendo un articolo anglosassone.

Vuoi essere al sicuro su Facebook e Twitter? Ecco 10 consigli.

Le libere elezioni di facebook

Leggo sul sito corriere.it un pezzo di Severgnini che parla della prima consultazione ufficiale su facebook. Dopo tanti fake e catene di S.Antonio al grido di “condividi questo pezzo se no facebook diventerà a pagamento”, per una volta la questione è reale. I 900 milioni di iscritti al social network sono chiamati a dire la loro sul fatto se vogliano tenere le vecchie norme sul trattamento dei dati o accettino le nuove. Distinguete le due opzioni in base alla data del documento a cui si riferiscono. Per essere un sondaggio vincolante per il board, devono votare almeno il 30% degli iscritti entro l’8 giugno. Forza ragazzi, seguite il link e votate!

LINK DIRETTO ALLA VOTAZIONE

TamTam Twitter e la legge sulla privacy

C’è un noto giornalista sportivo (taccio il nome per motivi di correttezza prima ancora che per via della legge sulla privacy) che probabilmente sta affrontando dei gravi problemi di salute. Lo so perché su twitter si moltiplicano i messaggi d’incoraggiamento ma, giustamente, da nessuna parte si capisce cosa abbia. La strana (non)privacy della rete genera questi segreti di pulcinella. Talvolta legati a fatti gravi, come in questo caso, talvolta molto più leggeri. Ma quindi il diconondico su twitter è già violare la privacy di un soggetto (giustificandosi con un poco credibile “facciamogli sentire il nostro affetto”) o a questo punto un personaggio pubblico perde diritto all’intimità di un dramma personale?

Malfidenza

Per la prima volta inizio veramente a pensarci non una ma dieci volte prima di scrivere qualcosa di personale sul blog. Su facebook e twitter ho un relativo controllo sui lettori. Qui, volutamente, no. Però ormai sono mesi che la mia fiducia nel prossimo è messa a dura prova e così un certo tipo di cose non le scrivo più. Giusto? Forse sì, magari in passato ho esagerato a sbandierare certe questioni. 🙂

Cose di privacy

Nessuno senza il mio permesso puo’ iscriversi al mio twitter. Nessuno senza il mio permesso puo’ accedere alla mia pagina di facebook. Tutti possono leggere il mio blog. Oggi l’avevo scordato e ho messo un post apparentemente senza il minimo problema ma che per inutile dietrologia ho voluto cancellare. La privacy ai tempi di internet non è mai troppa.

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