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Si impara più da una sconfitta che da mille vittorie

 In cucina non sono una cima. Con questa grande verità, in rima quasi baciata, parliamo del mio primo esperimento con le Mug Cake. Mia cugina, che a livello culinario è su un’altro emisfero rispetto a me, mi ha di recente illuminato su questa tipologia di dolce. In pratica sono piccole torte monofase da cuocere in un paio di minuti in forno a microonde. Lei pensava di darmi suggerimenti per eventuali future cenette romantiche che dovessi avere. Io, molto più pragmaticamente, l’ho visto subito come un intrigante dolce da single. Compro quindi su amazon un ricettario e mi cimento. Peccato che il libro fosse con le dosi espresse in unità americane: cucchiai e tazze. Sembrano dosi spannometriche ma in realtà sono molto precise ed esistono appositi dosatori (che ora mi sono comprato, vedrete perché, sempre su amazon). Parto allora facendo le dosi un po’ a occhio, cosa che può andar bene nella cucina ordinaria ma che è fallimentare in pasticceria. L’ho capito quando ho messo a cuocere il dolce… Ottenendo il risultato che vedete nella foto. Ora, coi misurini, ci proverò di nuovo… 

Lasagne Fruttariane

Mi sono imbattuto in questo post, che credo veritiero visto dove l’ho recuperato. Se non lo fosse ditemi voi…
Il concetto di base è comunque è: che bisogno hai di chiamarle “lasagne” se lasagne non sono? Poi come riesci della frutta cruda (ti definisci fruttariana, non crudista) a fare una lasagna? La foto sembra un ammasso informe (in cui tra l’altro mi sembra di individuare dei resti di asparagi…)
Mi perplimo.

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La dura vita della Youtuber

Emergere su youtube è sempre più difficile, soprattutto se ti metti in campi altamente competitivi e frequentati. Per esempio la food blogger. Ecco che quindi se magari le signore non fanno grande distinzione su dove guardare le ricette, noi maschietti se ci mettete una cuoca così, il guacamole magari impariamo anche a farlo. Io personalmente sono un po’ tardo, dovrò rivedere un po’ di volte il video…

Attendo che anche le mie conoscenti (anche fashion blogger o qualsiasicippa blogger) intraprendano questa strada! Per gli amici recensori di videogiochi invece: no, grazie.

 

La mia cheesecake

Tranquilli, non voglio dare una svolta da foodblog a queste pagine. Sono solo una persona che una pessima memoria e quindi ho deciso che, quelle poche volte che mi riuscirà una ricetta, anche grazie a delle variazioni sul tema, la pubblicherò per avere la certezza di sapere dove andarla a ritrovare.

Per quanto riguarda la cheesecake sono partito da questa ricetta del sito Philadelphia e ho apportato giusto qualche variazione sulle quantità:

INGREDIENTI
– 150 gr di zucchero
– una bustina di vaniglina
– 2 uova intere e 2 tuorli
– tre confezioni (750gr) di Philadelphia classico
– 150ml di panna
– 300gr di biscotti Digestive
– 150gr di burro

Il resto della preparazione resta invariato rispetto a quanto previsto dalla ricetta originale.

La verdura colorata (strana)

In un periodo in cui i programmi televisivi hanno sdoganato gli chef come star, dove Cracco pubblica un libro intitolato “se vuoi fare il figo usa lo scalogno”, la GranDonna è intrigata dagli ingredienti di nicchia.
Basta girare il reparto frutta e verdura di un supermercato per accorgersene. La moda del momento sono sicuramente le verdure colorate strane. Patate dalla Polpa viola, carote nere e chi più ne ha più ne metta. Col dubbio di fondo “ma come li ottengono certi colori?”

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