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Leggere guide turistiche in metropolitana
Lo sapete, sono un grande appassionato di people watching, modo carino per dire che sono un gran impiccione. Una cosa che, soprattutto in metropolitana, mi incuriosisce sempre molto, sono le letture delle persone. In questo periodo capita sempre più spesso di vedere qualcuno assorto nella lettura di guide turistiche. Ci sono alcuni aspetti da cui posso immaginare alcuni particolari della vacanza. Per esempio se sono all’inizio della lettura, potrebbe esser un viaggio organizzato all’ultimo momento. La destinazione poi puo’ indicare se sia un viaggio di coppia, di gruppo o magari anche solitario. La destinazione dice anche molto sulla persona. Per esempio non mi troverete mai a leggere una guida sul Marocco o sull’Egitto (eventi politici contingenti a parte) mentre potreste trovarmi a leggere una guida della Groenlandia o della Georgia (no, non vado solo in paesi che inizino con la G). Le vacanze si avvicinano per molti (lo so, non per tutti) e si viaggi immaginando anche i viaggi degli altri.
Le donne di Chiavari hanno il senso dell’umorismo
Parto con questa citazione dotta (Baccini – Le donne di Modena) per una serie di spigolature dalle prime 36 ore di visita a Chiavari.
– il coccobello esiste ma ormai è istituzionalizzato, è italiano e tira fuori rime fantastiche che però non mi sono segnato e non mi ricordo più.
– sono una fighetta che ormai sui sassi usa sempre le scarpe da scoglio
– la spiaggia libera aveva persone ammassare una sull’altro e inevitabilmente si sentivano i discorsi altrui. Il migliore era di una 13-14enne che raccontava alla sorella/cugina maggiore le proprie vicissitudini sentimentali con un candore che non credevo esser più di quella generazione.
Ricordi dal passato
Domenica mattina stavo cercando nella mia libreria qualche guida che potesse aiutarmi nel progetto di vacanza che stiamo studiando. Ho ritrovato una vecchia guida che non pensavo più di avere. La cosa mi ha stupito fino ad un certo punto perché in passato ho già fatto un viaggio del genere. Quello che mi ha stupito è trovare come segnalibro un biglietto aereo di un Boston-Dallas del 1999.
Hamilton
Ore 6:45. Suona la sveglia.
Dormire in un letto a due piazze, che sembra a tre, ma svegliarsi con una parete parallela al proprio corpo. Accorgerai che nel sonno ci si è girati di 90 gradi.
Andare in bagno ed avere in testa “cartoni animati giapponesi” degli Elio e le storie tese. Farai delle domande. Ascoltarla prontamente sull’iphone e capire che quell’album rimarrà inarrivabile.
Affacciarsi alla finestra della propria stanza, al quinto piano dell’Ibis hotel di una cittadina che sembra molto americana e vedere in un parcheggio (quello che nella foto è in basso al centro) un tipo sui cinquant’anni che fa tai chi ma non fare in tempo a fotografarlo. Capire che la giornata, che pure ha un programma intenso, si preannuncia alquanto particolare.
Io abiterei a Peropero
In questi primi giorni nello stivale dell’emisfero sud, soprattutto coi primi giorni on the road, mi sto accorgendo di alcune cose sulla “toponomastica” maori. Molti paesi che presentano nomi di origini isolana sono formati da un’espressione che si ripete tutto o in parte. Kerikeri, Kawakawa, Ngurunguru sono solo alcuni esempi. Il mio ameno paesello, se fosse qua, sarebbe quindi Peropero.
30 ore
Come riempire un viaggio di circa trenta ore?
– due pranzi, due colazioni e uno snack, tutto in volo
– cinque film (Capitan America 2, Hunger Game 2, Saving Mr Banks, Lego Movie, divergence)
– wifi acquistato durante il volo
– svariati litigi per registrarsi con svariati free wifi in tre continenti
– innumerevoli tentativi di dormire, riusciti solo in parte
– tentativi di comunicazione con un vecchietto neozelandese simpatico ma non troppo della quale.
Comunque ora sono qua. Nella terra dei maori.
Nell’immagine di (recente) repertorio: una selfie sonnolente in volo
Ulteriore indizio
Mentre starete leggendo questo post, io starò già vivendo la prima esperienza di questa vacanza, molto simile al video riportato qui sotto. Magari poi ne farò uno pure io e ve lo pubblicherò.



