Archivio dell'autore: Puck74
Volare come un Red Sox (verso New York)
Nel volo interno tra Las Vegas e New York, operato da JetBlue, abbiamo avuto una botta di fortuna e trovato l’aereo ufficiale del Boston Red Sox. Non che sia un tifoso, l’entusiasmo deriva dal fatto che essendo l’aereo destinato alla squadra, aveva sedili migliori e più spazio per le gambe. C’era anche un sedile rosso, in onore de “The lone read Seat” a Fenway Park: una seggiola che identifica il più lungo fuoricampo mai fatto in quello storico stadio. Chi vi sedeva, mi pare di capire, vinceva qualche gadget della squadra.
Love: circle di soleil
Ma bravo il nostro Guy Lalibertè. Per anni, lo ammetto, ho schifato il suo Cirque di Soleil. Poi quest’anno sono andato a vederlo in Expo e mi era piaciuto. In quel momento avevo già in mente di andare a vedere il suo Love, ispirato alla musica dei Beatles. Lo spettacolo residente al Mirage, il resort ci ha puntato molto per il dopo Sigfrid e Roy. Devo ammettere che Love mi è piaciuto davvero tantissimo. È una produzione faraonica con un teatro dedicato che ha un impianto scenico circolare da paura. A Las Vegas ci sono tanti spettacoli del Cirque (quando li conto ci faccio un post) ma dubito che siano tutti all’altezza di questo. Se vi capita è davvero consigliato, da lasciare a bocca aperta. Nota a margine: il biglietto non è certo regalato ma io sono riuscito ad avere due biglietti al presso di uno, grazie al gioco gratis di Facebook MyVegas Slot.
Affari di famiglia
Dai, chi non ha visto almeno una puntata di Affari di Famiglia su History Channel? A questo giro non potevo non passarci. Posizionato in una zona non certo lussuosa della città, a ridosso di Freemont Street, il primo problema è stato il parcheggio. Proprio dietro c’era un parcheggio gestito ad hoc. Da bravo milanese imbruttito temevo volessero lucrare sulla cosa, non trovando alternative vicine ci sono comunque entrato. Sorpresa: era gratis e c’era un concorso per vincere un tour deluxe. Detto questo poi sono entrato. Ovviamente nessuno dei protagonisti era presente ma si riconoscono tutte le inquadrature classiche del programma che, come da prassi, fanno sembrare il posto più grande di quanto sia. Foto di rito e via. Been there, down that.
Slotzilla
Lasciatevelo dire, se non lo sapete già: le zipline sono il divertimento adrenalinico più alla moda. Qui negli USA è già affermato ma anche sulle nostre montagne si sta diffondendo velocemente. Di che si tratta? Di lasciarsi andare, imbragato di tutto punto, su di un cavo in discesa. Una sorta di discesa in seggiovia… Senza seggiovia. In tempi non sospetti avevo detto avrei fatto slotzilla. Una zipline particolare: si attraversa la Freemont street di las vegas, passando sulla testa della gente, e lo so da a volo d’angelo e non nella classica posizione seduta. Credevo mi avrebbe fatto impressione l’altezza (si parte da ben più di 5 piani) invece nulla: mi sono solo divertito un sacco. Ora devo cercare delle zipline italiane.
Chi troppo vuole, poco stringe
Prima mattina in Nevada e primo torneo di Texas Hold’em. Dopo accurata scelta su internet, ho scelto il mattutino del Monte Carlo. Buy in $50, 4000 chip e livelli da 20 minuti. Peccato che a giocarlo fossimo solo in cinque. Oltre a me dei giovani sposini e due vecchi marpioni amici fra loro. Parto male ma mi riprendo. Sono pagati dei posti e, eliminati gli sposini, resto con le due vecchie volpi. Gioco benino e quando scoppia la bolla sono avanti. Lui propone il deal ma io rifiuto. Si rivelerà una pessima scelta perché alla fine arriverò secondo, prendendo solo pochi dollari rispetto al Buy in. Ci riproverò domani.
Aria… Di casa
Finalmente a Las Vegas. Non lo dico perché i posti visti in questa vacanza non mi siano piaciuti, anzi. Lo dico perché erano anni che volevo tornare e non ci riuscivo. L’albero go scelto per questa volta è stato l’Aria, anche se per lungo tempo avevo pensato di tornare al Mandalay Bay. La stanza è fantastica. Ampia, con tutti i confort e… Comandata tutta in domotica. Dalla TV o da un piccolo tablet/sveglia/cornice sul comodino posso aprire le tende, regolare caldo e freddo, accendere le luci. La figata è soprattutto la sveglia: imposti e all’ora fissata apre le tende (spalancandoti sull’ottima vista del 23esimo piano) e ti accende luci e TV. Se ve lo state chiedendo: sì, è la stanza base
Da Picasso ad Almagro: parte seconda
Dopo il MoMA, non senza qualche confusione tra linee metropolitane “local” e “express” sono andato a Flushing Meadows a coronare una mia piccola passione: il turismo sportivo. Sono così arrivato a metà grande slam, almeno da tifoso. Dopo Wimbledon sono stato agli US open, anche se solo le qualificazioni. Ho visto due italiani perdere, tra l’altro Arnaboldi sfortunato al tie break del set decisivo, e la Pennetta allenarsi. Seguirà un post ad hoc sulle differenze che ho trovato tra i due tornei. È stata comunque un’esperienza eccitante! Ovviamente ho strisciato pesante all’unico shop già aperto.
Da Picasso ad Almagro – prima parte
Giornata biciok oggi: mattina culturale al MoMA e pomeriggio a vedere il tennis a Flushing Meadows. Ammetto che mi sarebbe piaciuto farlo più con calma ma impossibile conciliare sempre tutto. Molto bella anche la sezione fotografica, anche se devo ammettere che i “grandi classici” fanno sempre il loro effetto. Anche la struttura museale in sè è davvero notevole.








