Archivio dell'autore: Puck74
Fare sempre le stesse cose
Già di mio, ogni tanto prendo il blog e guardo cosa scrivevo anni fa nel medesimo giorno. Anche Facebook fa una cosa simile, riproponendoci gli aggiornamenti di status vecchi. Per esempio oggi mi veniva riproposto un post dell’8 giugno 2011 in cui dicevo “il ritorno di un grande classico” e proponevo una foto mentre mangiavo al Self Service La toga, davanti al tribunale. Ora sto per uscire per andare in tribunale per un’udienza. Già avevo in mente di fermarmi lì. Mi sento un po’ abitudinario. Leggerò la targhetta sopra l’ascensore.
Grosso market a Chinatown
Settimana scorsa mi sono ritrovato a fare un giro in Paolo Sarpi, la Chinatown milanese. Non è una zona che frequento spesso, per usare un eufemismo, ed ero molto incuriosito dai supermarket cinesi. Se devi fare le cose, falle bene. Mi sono detto. Così sono entrato nel Oriental Mall, una grossa galleria commerciale che hanno aperto già da qualche anno. Inutile dire che la maggior parte dei prodotti che si trovavano nel supermercato al suo interno non li trovi certo dal sig. Caprotti. Interessante ed educativo, anche il passaggio alla cassa dalla commessa che non parlava una sola parola di Italiano.
Chi più spende meno spende
Partiamo da qualche dato di fatto:
1) sono un grande amante dei proverbi
2) mi vanto di non perdere mai niente
Date queste premesse… c’era una volta una bellissima tastiera Logitech che usavo con il mio iPad. Un bel giorno, credo fosse gennaio o febbraio, iniziai a non vederla più in giro. Non me ne preoccupai, inizialmente. Poi col tempo le ricerche si fecero tanto febbrili quanto vane. Un messetto fai mi rassegnai: dovevo comprarne un’altra su Amazon. Quella però aveva un certo costo e così optai per un modello più economico. Quando mai l’ho fatto! Aggancio scomodo, difficoltà di collegamento bluetooth e soprattutto tastiera qwerty ma senza le lettere accentate del modello italiano. Facevo meglio a spendere di più (ok, 4 volte tanto) ma avere qualcosa che mi servisse veramente.
La conquista del bagno turco (e altre storie)
Ieri sera sono andato in palestra. Dopo le fatiche turistiche del weekend, bramavo soprattutto la sauna e il bagno turco che mi sarei concesso in coda agli esercizi. In tutta l’area benessere campeggiano ben visibili gli inviti al silenzio, tranne nel bagno turco. Anche lì si è invitati al silenzio ma la cosa è segnalata da un piccolo cartello a lato. Risultato? Il chiacchiericcio regna spesso sovrano, perché per la mentalità italica il buon senso non esiste: servono gli espliciti divieti. Torniamo a ieri sera. Entro in bagno turco e trovo due coppie di donne. Non è stato difficile temere il peggio: chiacchiere non stop anche a volume elevato. Ho dovuto prolungare la mia permanenza per aspettare uscissero e, devo dire, ne è valsa la pena. Approfondiamo però il tema di quelle comari. Soprattutto una delle coppie parlava in modo animato e a volume alto. Impossibile non sentire. In pratica una delle due era sul punto di chiedere il divorzio. Mi ha fatto specie come non si curasse di farsi sentire dai più. Mi è tornata in mente la scena dello stadio di Harry ti presento Sally, quando lui si lamenta con l’amico che la moglie ha chiesto il divorzio e che il tipo incazzoso dei traslochi avesse saputo della cosa prima di lui. Mi sono sentito quel tipo dei traslochi.
L’ultimo strudel della pasticceria Zeni
I miei sono andati in montagna (Pinzolo – Val Rendena) questo weekend e sono tornati con una brutta notizia. La pasticceria Zeni, quella storica del paesello (Spiazzo Rendena) dove per anni abbiamo avuto la casa, con ieri cessava definitivamente l’attività. Non solo era una pasticceria storica ma anche quella che faceva il mio strudel preferito. Fortunatamente sono tornati non solo con la brutta notizia ma anche con uno strudel. Mentre vi scrivo sto mangiando quella che è probabilmente l’ultima fetta che assaporo e lo dico con molta tristezza.
Grazie di tanti anni di dolcezza.
Ecco un articolo in merito, da cui ho tratto anche la foto.

Ma1
In questi giorni di mezzi pubblici romani, l’esperienza più forte, anche dal punto di vista olfattivo, è stata quella della linea MA1, il bus sostitutivo notturno della metropolitana. Eravamo a Trastevere e per tornare abbiamo preso un primo bus notturno per andare verso Termini e fin lì tutto a posto. Pieno ma niente di che. Il peggio è arrivato una volta alla stazione. La famigerata MA1 è arrivata anche abbastanza in fretta ma era un vero carro bestiame. L’autista poi, sfruttando il fatto che le strade erano libere, correva come un dannato. Col fondo stradale romano e i suoi sanpietrini, potete immaginare che spasso.
Devo però ammettere che il giudizio complessivo sull’atac, a distanza di una decina d’anni dall’ultima volta che sono stato a Roma, è piuttosto positiva. Ci siamo sempre spostati senza grossi problemi e con una buona velocità.
Dei tornelli avidissimi
Iniziamo con le spigolature di questo, lungo, weekend romano. Pronti via, scendiamo da Italo e andiamo in metropolitana. L’addetta stampa passa il tornelli e… Trak! Il tornello si chiude tenendo in mezzo il trolley. Io dimostro la mia forza fisica allargandoli quanto basta per liberare la valigia. Ilarità e sfottò per la sua furbaggine e per gli “avidissimi tornelli”. Oggi recuperiamo le valigia e ci dirigiamo in metro per andare in stazione. Subito la canzono “attenta agli avidissimi tornelli!” Neanche il tempo di finire la frase e… Rimango io col trolley bloccato. Ok, fesso io. Ok, capisco che il breve lasso di tempo sia per contrastare i portoghesi. Però forse si esagera…
I luoghi segreti sono tutti una bufala
Ieri stavo girando per una libreria e mi è capitato sottomano la guida che vedere nella foto. Non è certo una novità, visto che ormai stanno producendo “guide segrete” di un po’ tutte le grandi città. Poi magari saranno fatte anche bene, però questa esasperata ricerca del l’alternativo che alternativo non è mi pare ridicolo: nel momento che qualcosa è così nota da finire su una guida, non è certo un vero segreto o una meta davvero “alternativa”.


