Archivio dell'autore: Puck74

Pubblicità per il nuovo millennio

IMG_5626.JPGA Milano iniziano a essere diffusi cartelloni pubblicitari multimediali come quello ripreso nella photo (in evidenza un particolare). Se si hanno smartphone dotati di tecnologia nfc o in grado di leggere qr code, si ha accesso a contenuti aggiuntivi. Ecco, il qr code. Altro esempio in cui sono stato anche troppo first mover e poi non ho sviluppato la cosa. Per un po’ era stata anche una pagina sulla barra dei titoli del mio blog. Mi ero ripromesso di farmi pubblicità col qr code. Anche il mio fumetto che vedete tutti i giorni qui a fianco, era pensato per essere facilmente affiancabile a uno di questi quadratoni pixelosi. Poi non se ne è più fatto nulla. Per ora.

In definitiva, tornando a questa innovazione tecnologica pubblicitaria. la trovo una cosa quantomai futile e modarola. Credo che quasi nessuno si metterà mai lì a cercare di scaricare contenuti da un manifesto. Lo trovo una sorta di gadget tecnologico, pensato da qualche creativo che ha visto un po’ troppi film di fantascienza.

 

Red Army

Nonostante negli anni abbia preso in giro il Milano Film Festival (più che altro una parte dei suoi appassionati), quest’anno avevo iniziato a guardarne il programma con occhi diversi. Per un breve lasso di tempo avevo pensato di fare l’abbonamento. Più realisticamente avevo puntato un paio di titoli decisamente interessanti. In cima alla lista c’era Red Army. Si tratta di un docufilm (credevo un film vero e proprio e invece…) che parte dalla storia di Slava Fetisov per raccontare dalle sue parole cosa fosse la cska e la nazionale russa di hockey durante la guerra fredda. In pratica una macchina da propaganda. Interviste e filmati storici sono montati con molta sapienza, alternandosi con gran ritmo e una cura dei particolari che fa raccontare molto anche ai silenzi degli intervistati, più che alle loro parole. Oltre all’aspetto politico c’è anche quello sportivo perché se non segui l’hockey non puoi capire fino in fondo cosa sia la scuola russa rispetto a quella nordamericana e come siano intrinsecamente diverse. Un must.

Per chi poi vuole approfondire un particolare evento narrato nel film, consiglio  The Miracle: pellicola americana che racconta “alla americana” la semifinale di Lake Placid tra lo squadrone russo e gli universitari americani. Match ribattezzato dai giornalisti “The Miracle on ice”. Ricordo che poi un giocatore di quella formazione ha vinto  Lo Scudetto (con le maiuscole) del H.C. Milano Saima: Mark Johnson

Inciso: l’utenza era quasi esattamente quella che mi aspettavo e di cui avevo parlato in un vecchio post che non ritrovo più.

Ricorda da dove vieni

IMG_5616.JPGNel mio periodo di massima immedesimazione con The Big Bang Theory, guardavo questo negozio in fondo a via Torino e lo vedevo come la fumetteria del telefilm: la tana dei nerd. Che poi nerd lo sono pure io ma a GW mi sono avvicinato solo di sfuggita (ho giocato un po’ a BloodBowl e mai a Warhammer). Il concetto di base, visto che in quel periodo c’era una Penny, era “non rinnegare il tuo passato ma vedi di non fare il pirla se no ti ritrovi qua”. La vita però insegna che la regola d’oro, per quanto contestata soprattutto dal pubblico femminile, è ben più che d’oro. E’ incisa nel titanio. Ogni tattica è giusta e ogni tattica è sbagliata. Così oggi, single, continuo a passare davanti a questo negozio quando vado a rifugiarmi a pranzo da Ostello Bello e continuo a guardarne l’interno con malcelato senso di superiorità. Lo stesso che riservavo, quando ero recensore di videogiochi, ai miseri appassioni e lettori 🙂

PS C’era una fantastica scena di Raj in fumetteria a San Valentino ma purtroppo non l’ho reperita su youtube. I fans della serie immagino ricorderanno a quale mi riferisco.

Non solo pizza

Ieri sera sono andato a cena con mia cugina da non solo pizza in zona Marghera. È un posto che definirei storico perché ho ricordi di pizzate lì quando andavo alle superiori. Da sempre è un posto low profile in una zona di pizzerie storicamente di altro lignaggio. Alla fine una insalatona, una focaccia, una pizza, una birra, acqua e caffè: 22 euro. Secondo me è il prezzo che dovrebbe sempre avere, soprattutto considerando che la pizza è buona. Spesso invece è il costo per una persona sola quando a Milano e magari non si esce neppure soddisfatti.

Perché non farsi i krapfen a casa

L’altro giorno in ufficio mangiavo, come di consueto, il mio krapfen pomeridiano. Mi sono trovato a chiedermi: chissà se è difficile farseli a casa? Senza neppure pensare di trovare la risposta, la domanda successiva è stata: perché mai dovrei farmeli da solo a casa? Non sono nuovo a istinti indipendentisti del genere (energia elettrica, birra, gelato, yogurt e chi più ne ha più ne metta). A parte però la soddisfazione di farsi qualcosa da solo, ci sono molti aspetti negativi.

– Si perde un sacco di tempo

– Non si raggiunge mai il livello di bontà dei prodotti acquistati

– Costa generalmente di più rispetto a comprarli e visto il costo irrisorio, perché cimentarvisi?

Scontata la soluzione: continuo ad acquistarli e a mangiarli avido.

Niente da dire

Visto che oggi non ho niente da raccontarvi, vi metto su una canzone e via! Sì vabbè… però non una canzone qualunque: una canzone intelligente!

Dove tutti sanno il tuo nome

A volte qualcuno mi canzona per la mia passione per OstelloBello. Uno che conosco una volta mi ha girato un articolo sulle storture dei milanesi in cui si diceva più o meno così: va da Ostello Bello per sentirsi ancora giovane come ai tempi dell’interrail. Non nego che mi aiuti a non sentirmi poi così matusa, però il concetto per me è diverso. Soprattutto perchè sono un loro frequentatore a pranzo. Quello che fa la differenza, o almeno l’ha fatta all’inizio, è che l’ambiente è davvero quasi domestico. Niente a che vedere con un qualsiasi altro posto dove potrei mangiare in centro. Col tempo poi le cose hanno avuto una naturale evoluzione. Ho cominciato a conoscere e ad essere conosciuto. Ho iniziato ad avere anche dei ricordi legati a quel posto. Ho deciso di farci la mia festa per i 40 anni. Come nel bar di Cheers, come si dice nella sigla di Cheers, ogni tanto hai bisogno di andare dove tutti conosco il tuo nome. Come se entrando tutti gridassero “Nooorm” (che non a caso è un contabile…)

 

 

 

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Nb nella foto anche la mug che ho donato a ostello. Vediamo chi la riconosce

Memoria olfattiva dozzinale

È cosa risaputa che l’olfatto sia il senso dotato della maggior memoria. La mia (scarna) memoria spreca parte delle sue limitate risorse per immagazzinare per lungo tempo dati inutili. Non mi sono quindi stupito passando durante l’estate davanti al negozio che vedete in foto, lungo via Torino a Milano. Dalle porte aperte usciva un forte profumo femminile, piuttosto dozzinale. Istantaneamente la memoria mi ha rimandato una serie di flash: era molto simile al profumo che regolarmente si avvertiva nella maggior parte della Mall americane negli anni 90. Magari anche dopo ma furono quelli (fino ai primi 2000) gli anni dei miei grandi viaggi oltreoceano. Una cosa simile mi accade con certi detergenti per la pulizia dei pavimento o della moquette: hanno l’odore tipico dei casino di Las Vegas.IMG_5617.JPG