Archivio dell'autore: Puck74

Il vero rientro

Ho ripreso a lavorare il 20 agosto, periodo abbastanza atipico per me. Devo dire che è stato meno traumatico del previsto. In fondo lo studio era vuoto e, a parte qualche sporadica telefonata, anche i clienti erano ancora chiusi. Ho così potuto fare tutto quello che mi ero prefissato, con buona produttività ma senza per questo spremermi subito in modo assurdo. Oggi è cambiato tutto. Dopo l’ultimo rimasuglio di ferie con un ottimo weekend al mare, mi sono rituffato nel giro quotidiano. Con tutti gli annessi e connessi. Non è stato semplicissimo, come non lo è per il 99% di voi. In bocca al lupo a tutti!

Nooooo!

Vi scrivevo giorni fa dei miei dilemmi (che immagino vi avranno tenuto notti e notti insonni) sul fatto che ero indeciso tra il tenere la barba lunga, come ce l’ho ora, oppure tornare a tenere una peluria molto più contenuta, ancorché sempre presente. Il problema è stato parzialmente risolto da un imprevisto tecnico stamane. Già imbruttito dal reale rientro alla vita di tutti i giorni (segue post ad hoc), ho settato il regola barba su lunghezza 16. Inizio la procedura ma mi accorgo che rade molto più del previsto. Riguardo dettaglio e… Era sceso a 10. Vabbè. Per almeno un’altra settimana io problema della scelta di campo non si pone.

Un uomo comune

Ieri giornata di mare con un’amica che “conosce sempre tutti”. Una serie quindi di presentazioni di gente che conoscevo e che non conoscevo. A margine di ciò, una tipa ad un certo punto mi fa “ma sei sicuro che non ci siamo già visti?”. No, stoppo subito i più maliziosi tra voi: non era una variante del banalissimo approccio provolone maschile. Seconda specifica: per quanto io sia poco fisionomista, non ci eravamo già incontrati. Ne sono sicuro? Sì, fidatevi 🙂
Detto ciò la verità è che è una cosa che mi accade con una certa frequenza. Ho una faccia abbastanza ordinaria. Da un lato passo relativamente inosservato, dall’altra spesso mi dicono “somigli a uno che conosco”. Avere una faccia comune vuol anche dire che siamo in tanti così. A volte è un vantaggio. A volte meno. Come tante cose nella vita del resto.

iVucumprà

Magari è una cosa ormai sdoganata da tempo ma, nella mia rara frequentazione balneare, sono rimasto stupito nel vedere una cosa oggi in spiaggia. Accanto ai soliti venditori di libri, aquiloni, prodotti di varia natura ad uso spiaggifero, c’è n’erano alcuni prettamente hitech. Vendevano infatti caricabatterie esterni usb. I tempi e gli usi cambiano.

Calcio minore

Non puoi scegliere né che squadra tifare né di che donna innamorarti. È una delle mie citazioni di Nick Hornby preferita. Del resto è molto calzante alla mia vita. No, oggi non voglio tediarvi con le mie vicissitudini amorose ma parlarvi dell’unica squadra di calcio che mi abbia mai appassionato, da quando ne capisco di calcio: la Cremonese. Da anni si barcamena nella melma della Lega Pro (ex serie C). Da anni è in predicato di passare in serie B, senza riuscirci. Da anni dico “ah l’anno prossimo in B compro le partite su sky”. Sì, perché gli attuali regolamenti rendono dura la vita del tifoso di fuori provincia che vuole andare allo stadio, tra tessere del tifoso e altre seccature. Quest’anno la Lega Pro ha lanciato il suo programma di streaming in diretta via internet di tutte le partite. Ero quindi disposto a pagato anche 40 euro per il pacchetto annuale ma, bella scoperta, è tutto gratis. Basta infatti andare, da computer, tablet o smartphone, su Sportube e vedersi liberamente le partite.
C’è chi sostiene che svuoterà gli stadi ma io non credo: il tifoso di lega pro è molto meno pigro di quello di serie A.
Ieri sera in treno ho visto parte della prima di campionato. Sinceramente la qualità tecnica della trasmissione la credevo molto peggio.

La maledizione del cappello nero

Come scrissi, anche quest’estate, io non perdo mai niente. La conferma, o l’estrema prova, di quest’affermazione è data da un cappellino comprato quest’estate in ferie. Mi è caduto, l’ho dimenticato in ristoranti, stanze d’albergo, aeroporti, solo che in un modo o nell’altro mi è stato riportato o l’ho ritrovato. Ora me lo porto via in questo weekend al mare. Tornerà con me a Milano? Me lo dimenticherò già in treno?

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Marketing Oriented

Io voglio solo lavorare in pace. Questo, nei primi anni della mia carriera professionale, era il mio credo. Avevo la pia illusione che bastasse fare bene il proprio lavoro per creare un passaparola positivo. Credo che in quel periodo credessi ancora alla fatina dei denti, alle donne che mi dicevano ti amo e al fatto che i clienti guardassero altro oltre all’importo in fattura. Col tempo sono cambiato. Molto per necessità, un po’ per costrizione. Ho anche iniziato a prenderci gusto. Il corteggiamento di un cliente, pur sempre nel rispetto dell’etica professionale, non è molto diverso dal corteggiare una bella donna. Devi mostrare il tuo meglio, senza però farti credere diverso da quello che sei. Devi avere pazienza ma non essere al tempo stesso troppo ossequioso. Devi capire cosa vuole l’altra parte e per fare questo soprattutto devi ascoltare.
Tutto questo per dire che alla fine sono diventato un po’ più marketing oriented e anche se spesso finisce con due di picche, ci sono altre volte che ti ripagano degli sforzi. Come oggi, quando ero a pranzo da un nuovo cliente e… sono venuti a propormene un altro. Effetto volano, lo chiamano. Circolo virtuoso, se preferite.

Vediamo se va in porto. Intanto il mio ego passerà un buon weekend.

La donna nerd

Invidio un po’ i Nerd di oggi, in particolare i giovini recensori di videogiochi. “Ai miei tempi” (espressione che purtroppo uso sempre più spesso) le ragazze non si avvicinavano neppure con una pistola puntata alla tempia ai videogiochi, tanto meno se ne trovavano nelle riviste del settore. Vabbè, parliamo anche di una base molto bassa perché le redazioni erano decisamente meno rispetto ad oggi. Attualmente non è che tutte le belle donne si intrighino se gli parli di Assasin’s Creed ma molte di più si appassionano alla cosa. Inizia quindi a diffondersi una fenomenologia nuova: la coppia Nerd. Premesso che non so se vorrei una persona troppo simile a me, ho infatti sempre amato il confronto che inevitabilmente parte dalle diversità, non sarebbe male vedere cosa si prova a condividere nella coppia certe passioni. O almeno a non vederle derise…

AGGIORNAMENTO: manco a farlo apposta, proprio stamane sul sito del Corriere.it è uscito QUESTO ARTICOLO. Gli contesto solo di considerare troppo come giocatrici le casual gamer.