Archivio dell'autore: Puck74

Barba or not?

Quest’estate ho deciso scientemente di non portarmi il rasoio in vacanza. Il risultato è che se prima di partire il regola barba lo settavo su lunghezza 3, ora lo metto su lunghezza 15. Di base non mi dispiace averla lunga ma sinceramente non sono convintissimo di tenerla così. Oggettivamente mi invecchia (ulteriormente) anche perché è pesantemente canuta. Poi non mi fa né l’effetto Pirlo, né quello Datome. Parlandone a cena con un’amica mi ha girato lo schema che segue, che sinceramente pone diversi punti a favore della barba.

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La sicurezza prima di tutto

Quando siete alla guida, ricordatevi sempre di prendere ogni precauzione per tenere al sicuro chi vi è caro. Le cinture di sicurezza sono un must. Sempre… 🙂

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L’assurda passione statunitense per le armi

Apro facebook questa mattina e trovo la seguente, agghiacciante, notizia.

Usa, bimba uccide il suo istruttore di armi: in un video gli istanti prima della tragedia – Tgcom24 – Foto 8.

Ok, ragioniamo per assurdo e diciamo che saper usare un arma da fuoco “ti protegga”. Non sono affatto d’accordo già su una persona adulta, figuriamoci su una bambina di nove (NOVE!!!) anni. Però sei un redneck dell’Arizona, la pensi così e vuoi andare per la tua strada. Però, in quanto probabilmente  hai in tasca una bella tessera della NRA, te ne intendi di armi da fuoco. Dovresti sapere che una mitraglietta ha una certa potenza e un certo rinculo. Dovrebbe saperlo anche l’istruttore a cui tu, attento e premuroso (!!!) genitore, affidi tua figlia. Cosa metti in mano ad una bambina un’arma del genere??? Sei CRETINO??? Sì, penso che la risposta sia sì. Peccato che così oltre all’istruttore, morto, ci vada di mezzo anche la povera bambina, alle prese con un bel trauma.

Mi viene da ripensare al film più riuscito di Micheal Moore…

 

Apericena

Lo so. In tantissime cose sono lo stereotipo del milanese imbruttito. In alcune addirittura mostro un inquietante lato snob e un fastidioso complesso di superiorità meneghina. Tutto vero. Sono proprio una brutta persona. Però non posso farci niente: quando sento il termine “apericena” non riesco a mascherare il mio disgusto.  A Milano l’apericena non esiste. C’è l’aperitivo. Punto. Al massimo l’happy hour. Punto. Ti abbuffi più a meno a seconda dei posti ma non hai bisogno di esplicitare con un termine orrendo il fatto che non è proprio una cena ma non è che ti bevi solo qualcosa con due patatine. Lo accetto, storcendo il naso, lontano da Milano. Perchè, si sà, il milanese è colonialista e quindi vorrebbe che quello che si fa a Milano fosse universalmente riconosciuto. Quindi vorrei che fosse come qui un po’ ovunque. Però se qualcuno a Milano usa il termine apericena… è proprio un Giargiana! 🙂

Non si puo’ più parlare

Nell’era dei social network, della comunicazione istantanea, globale e financo eccessiva, la contrapposizione non “violenta” di opinioni, intendendo violento nell’accezione più ampia del termine.
Un’orsa per difendere i propri cuccioli attacca un malcapitato raccoglitore di funghi e nelle manifestazioni che ne seguono ci sono pesanti contatti tra i pro orso e gli anti orso. Una moda virale dovrebbe sensibilizzare il pubblico per raccogliere fondi per la ricerca e subito ci si divide tra populisti di diversa risma, tra chi attacca chi sostiene che sia solo moda e chi dice che la beneficenza andrebbe fatta in silenzio. Sì, ma tra gli uni e gli altri chi dona?

Io spesso ho la fama del polemico ed è vero che preferisco sempre infilarmi in una discussione piuttosto che starne fuori. Però è anche vero che ho sempre cercato di spiegare le mie posizioni e di confrontarmi, non imporle, con quelle altrui. Lo faccio ancora, però sempre più spesso, anche nelle discussioni tra amici, preferisco lasciare l’ultima parola, starmene fuori. Questo quando mi rendo conto non c’è dialogo ma solo una contrapposizioni di posizioni.

Quindi non prendetevela se discuto animatamente con voi, è anche un segno di rispetto: vuol dire che vi considero persone che oltre a parlare ascoltano. Magari rimanendo sulle proprie posizioni (come pure faccio io, se gli altri non mi portano motivazioni che considero ragionevoli) ma ascoltano.

Junk Food Again

CIMG_5565.JPGon la scusa che in questo periodo nella zona del mio ufficio ci sono pochi posti aperti dove fare pausa pranzo, la settimana scorsa provai i noodle precotti Saikebon. Avendoci preso gusto nel farmi del male, oggi ho provato un altro pasto da scaldare nel microonde. La scelta è ricaduta sul risotto ai funghi di Vivalamamma. Vedevo sempre queste confezioni in vendita nei bar all’interno del forum d’Assago e anche se non mi sono mai sognato di provarle in quell’ambito, mi incuriosivano. Solita modalità operativa: minima apertura del coperchio, mettere nel microonde e poi mescolare.

L’impressione è stata decisamente positiva, date comunque le premesse e le bassissime aspettative che avevo. Ovvio che il risotto che mi faccio io sia un’altra cosa ma ci sarebbe dovuti stupire del contrario. Già il fatto che sia un prodotto da frigo (non da freezer e non a temperatura ambiente) doveva far presagire non fosse poi così pessimo. Devo dire che lo terrò ancora in considerazione, soprattutto nella stagione fredda, quando vorrò far pausa pranzo in ufficio senza uscire.

Una piccola menzione negativa sul fatto che la porzione non sia particolarmente abbondante. Il peso netto dichiarato della confezione è 300g.

Nota positiva il fatto che la confezione sia facilmente disassemblabile per poterla buttare nella raccolta differenziata di cartone e plastica.

 

La sindrome di Baglioni

Noi uomini siamo, potenzialmente, fortunati. Se il tempo decide di esser galantuomo con noi, possiamo giovare di quella che chiamo “La sindrome di Baglioni”.

In pratica si tratta dell’essere decisamente più piacenti in età matura, piuttosto che in giovinezza. L’icona del cantautorame italiano per me ne è l’esempio più palese. Un altro, che mi face notare un’amica di recente (trovandomi concorde) è Daniele Silvestri. Che i cantautori italiani invecchino bene?

Fuor di polemica, trovatemi una donna per la quale si possa dire la stessa cosa.

Di recente c’è chi sosterrebbe ne sia affetto pure io. A parte che non sono così convinto non mi prendessero in giro, resto comunque basso nella scala estetica maschile 🙂

Amara considerazione

Quando fai fatica a spezzare con le mani il gancetto di plastica dell’etichetta della tua maglia nuova degli All Blacks, arrivi all’amara considerazione che saresti più nel tuo ruolo se avessi comprato la divisa della nazionale di ramino…

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